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Metodo scientifico sperimentale: che cos’è e in che consiste

Quanto ne sai sul metodo scientifico sperimentale?

Oggi si tratta di uno dei capisaldi della scienza moderna, nella storia ne ha rivoluzionato la visione. Ribattezzato e conosciuto anche come “metodo galileiano”, se sei uno studente di ingegneria non puoi non imbatterti in esso.

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su questo argomento, a partire dalla definizione, fino ad addentrarci meglio in cosa consiste e a cosa serve. Una guida dalla quale, se vorrai, potrai fare una mappa concettuale con i punti salienti da tenere sempre a portata di mano.

Vuoi saperne di più? Allora concentrati e prepara la tua app matematica: bisogna raccogliere dati empirici, vagliare ipotesi, fare analisi matematiche e condurre esperimenti.

Sei pronto? Comprendere il metodo sperimentale potrebbe essere ancora più avvincente che fare giochi per il cervello.

Metodo scientifico: tutto quello che devi sapere

Nei prossimi paragrafi andremo dunque a definire e comprendere cos’è esattamente il metodo scientifico sperimentale. Buona lettura e buoni futuri esperimenti con metodo scientifico.

Metodo scientifico Galileo

Galileo Galilei e il metodo sperimentale: un connubio di cui abbiamo già accennato e che andiamo adesso a spiegare in maniera più dettagliata.

Anche se ne esistono tracce anche in tempi più antichi rispetto a quelli del fisico, astronomo, filosofo e matematico italiano, non a caso considerato il padre della scienza moderna, possiamo affermare senza timore di smentita che la concezione attuale del metodo scientifico sperimentale si deve proprio a Galileo Galilei.

Secondo Galileo, infatti, la comprensione di qualsiasi fenomeno naturale osservabile nella realtà, non può che passare attraverso la sperimentazione empirica e la dimostrazione matematica. Ecco chiarito perché si parla di metodo galileiano.

Metodo sperimentale galileo: definizione

Fatte queste doverose premesse, per introdurre il cuore dell’argomento, non possiamo che passare attraverso la definizione di metodo scientifico sperimentale.

Per farlo, prendiamo come primo riferimento quanto contenuto all’interno dell’Enciclopedia Treccani alla voce “metodo sperimentale“:

«Procedimento che si affermò nell’indagine scientifica a partire dagli inizi del diciassettesimo secolo. Consiste nel sottoporre le ipotesi scientifiche a procedure di controllo sperimentale, che servono a confermarle (nel qual caso le ipotesi si trasformano in leggi scientifiche) o a confutarle.

Teorizzato da F. Bacone e, in modo assai più sistematico, da G. Galilei, il metodo sperimentale si è affinato nel diciannovesimo e ventesimo secolo, riproponendo la contrapposizione tra una concezione induttiva (sostenuta, per esempio, da J.S. Mill) e una ipotetico-deduttiva (difesa da W. Whewell).

Nel Novecento tale contrapposizione si è rinnovata nella filosofia della scienza con la controversia tra i positivisti logici e la teoria del metodo scientifico di K.R. Popper».

metodo scientifico galileoE con questo avrai più chiara anche la distinzione tra metodo induttivo e deduttivo. Due concezioni contrapposte, ma non per forza esclusive. Ne è la dimostrazione proprio la concezione della fisica di Galileo Galilei.

Come vedremo nel paragrafo successivo, infatti, tra le fasi attraverso le quali giungere alla formulazione di una legge scientifica ve ne sono alcune più induttive (osservazione, ipotesi) e altre più deduttive (esperimenti e deduzioni). Ma restiamo al tema centrale del nostro articolo: il metodo scientifico sperimentale.

Metodo scientifico: fasi

Andiamo adesso ad analizzare quali sono le caratteristiche principali del metodo scientifico sperimentale: le fasi. Esse, per l’esattezza, sono cinque:

  1. Osservazione del fenomeno naturale. Fase da svolgere con occhio critico, al fine di separare i fatti essenziali dagli elementi di disturbo;
  2. Scelta delle grandezze. Ovvero determinare, alla luce dell’osservazione precedente, le grandezze fisiche interessate dal fenomeno e da utilizzare per la sua analisi;
  3. Deduzioni e ipotesi. A questo punto si può procedere alla formulazione di ipotesi e deduzioni che spieghino il funzionamento del fenomeno stesso;
  4. Esperimento per la verifica delle ipotesi. INOn si chiamerebbe metodo scientifico sperimentale se non fosse basato sull’esperimento. E questa è la fase giusta per farlo. Così da verificare le ipotesi formulate ed eventualmente provarne la validità. Questo avviene generalmente riproducendo in laboratorio il fenomeno in questione. In caso di esito negativo dell’esperimento, si torna indietro formulando nuove ipotesi;
  5. Formulazione della legge. Se le ipotesi formulate trovano riscontro nell’esperimento, si procede nella costruzioni di leggi in grado di illustrare il fenomeno osservato.

Tutto chiaro? Crediamo e speriamo di sì, ma ad ogni modo, nel paragrafo che segue, proviamo a fare una sintesi di quanto detto finora.

Metodo sperimentale: riassunto

Per riassumere quanto detto fino a questo momento, possiamo utilizzare le parole di Giovani Gentile, riprese proprio dall’enciclopedia Treccani, secondo il quale il metodo scientifico sperimentale:

«È il metodo di tutte le moderne scienze della natura – per questo generalmente chiamate scienze sperimentali – con cui si procede per stabilire l’esistenza obiettiva dei fatti nel mondo fisico e formulare leggi che ancora non si conoscono; ovvero per dedurre, dal controllo con l’esperienza, i limiti entro cui valgono leggi già note. Ed è, nella sua pratica più immediata, ricerca ed effettiva realizzazione delle condizioni più semplici in cui è dato riprodurre un fenomeno che si vuole osservare».

Il tutto, ovviamente, attraverso le fasi della ricerca scientifica elencate in precedenza. Ne consegue che il metodo scientifico sperimentale è, in primo luogo, isolamento dei processi semplici nella complessità del divenire naturale, quindi lo studio per arrivare alle proprietà elementari della materia. In un secondo momento rappresenta la verifica di quali determinate circostanze antecedenti sono necessarie affinché avvenga un fenomeno.

Metodo scientifico: esempi semplici

Per essere ancora più chiari, proviamo adesso a fare un esempio semplice di metodo scientifico sperimentale. Nello specifico, prendiamo in esame il noto esperimento di Pasteur.

Louis Pasteur era un chimico francese che condusse nel 1881 un drammatico esperimento con l’antrace. Egli somministrò l’agente infettivo Bacillus anthracis, seppur attenuato da un agente fisico, ad un certo numero di pecore.

Pasteur intendeva così dimostrare l’origine batterica e non chimica (attraverso l’inalazione dei miasmi ambientali) della malattia, contrariamente a quanto affermato da una gran parte della comunità scientifica del tempo.

La fase di osservazione sulla malattia evidenziava due aspetti sulle pecore:

  1. Si ammalavano dopo aver trascorso del tempo sui campi infetti e  se venivano messe a contatto con il materiale in decomposizione presente sui campi o derivante da altri animali malati;
  2. Nel loro sangue era presente un organismo unicellulare a forma di bastoncello osservabile attraverso il microscopio.

L’ipotesi consisteva nel fatto che le pecore potevano essere rese immuni alla malattia grazie ad un reattivo chimico.

A seguito dell’esperimento, Pasteur registrò che tra le pecore “vaccinate” il tasso di mortalità si assestò al 4%, mentre nelle altre raggiungeva il 92%.

Conoscere la scienza: corsi di laurea Unicusano

Per concludere questa guida sul metodo scientifico sperimentale, non rimane che sottolineare come esso sia molto richiesto e applicato in diverse discipline. Come ad esempio, oltre allo studio dei fenomeni naturali, anche nel campo dell’ingegneria.

Se sogni di diventare un ingegnere, ecco la nostra offerta formativa:

  1. Ingegneria Civile (Corso di laurea triennale);
  2. Magistrale in Ingegneria Civile (biennale);
  3. Ingegneria Agroindustriale (triennale)
  4. Biomedica Industriale (triennale);
  5. Gestionale Industriale (triennale);
  6. Elettronica Industriale (triennale);
  7. Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale);
  8. Meccanica Industriale (triennale);
  9. Magistrale in Ingegneria Meccanica (biennale).

Ma l’ingegneria è solo uno dei settori in cui il metodo scientifico sperimentale risulta essere fondamentale. Per visionare la lista completa dei corsi di laurea e dei master universitari, puoi visitare l’aria didattica del portale Unicusano.it.

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Libri sul sessantotto italiano: ecco quali leggere

Sei un appassionato o uno studente di storia e politica, alla ricerca di libri sul sessantotto italiano?

Allora sei nel posto giusto. Questo articolo, infatti, rappresenta una vera e propria guida sui libri usciti nel 1968, ma soprattutto su quegli anni che hanno segnato e cambiato per certi versi il mondo. Senza dimenticare le innumerevoli tesi in diritto del lavoro, storia, scienze politiche e comunicazione, nonché le citazioni e i monologhi famosi ispirati a quelle vicende.

In particolare, faremo riferimento a quanto è stato scritto e pubblicato per descrivere e raccontare il 68 in Italia, ma non solo.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed iniziamo subito questo nostro viaggio alla scoperta dei più interessanti libri sul sessantotto italiano.

Libri che parlano del 68: la nostra top 10

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a conoscere i migliori libri sul sessantotto italiano. Per soddisfare ogni esigenza e punto di vista, abbiamo selezionato per te i 10 migliori romanzi e saggi sul 68, in grado di analizzare quel periodo in tutte le sue sfaccettature, in modo da offrirti una guida davvero completa. Con annessa una piccola introduzione al tema. Buona lettura.

Il sessantotto: tutto ciò che devi sapere

Prima di andare a vedere quali sono i libri sulla rivoluzione del 68 da leggere assolutamente, cerchiamo di definire cosa si intende quando parliamo di sessantotto italiano.

Per spiegare il contesto storico e politico dell’epoca, citiamo un estratto della definizione di “Sessantotto” fornita dal Dizionario di Storia Treccani:

«Movimento di protesta (1967-68) che coinvolse settori del mondo giovanile, in particolare studentesco, negli Stati Uniti e in molti Paesi europei.

Alla nascita del movimento contribuirono, tra l’altro, la crescita numerica delle masse studentesche, lo sviluppo di una cultura giovanile di massa, l’elaborazione e la diffusione di nuovi contributi teorici di ispirazione marxista, l’influenza esercitata presso ampi strati dell’opinione pubblica dalle lotte di liberazione dal dominio coloniale, dai movimenti rivoluzionari operanti nel Terzo mondo e dai nuovi modelli di socialismo proposti da Paesi come Cuba o la Cina.

Del concorso di questi e altri fattori si alimentarono, durante gli anni Sessanta, correnti di opinione e movimenti di protesta che raggiunsero il massimo della diffusione e intensità verso la fine del decennio. In particolare, nel 1968, una forte ondata di agitazioni studentesche investì numerosi Paesi occidentali, riuscendo in alcuni casi a estendersi anche ad altri strati sociali».

Per quanto riguarda, più specificatamente il nostro Paese, la stessa fonte aggiunge che:

«Il movimento studentesco del 1968, in Italia, segnò l’inizio di una lunga fase di agitazioni sociali, che si estesero dagli studenti ai lavoratori, a settori intellettuali e professionali, e mantennero notevole intensità fin verso la metà degli anni Settanta».

A questo punto, è giunto il momento di scoprire i migliori libri sul sessantotto italiano.

Narrativa sul 68: i classici da leggere assolutamente

Iniziamo la nostra raccolta di libri che parlano del 68 con quattro tra i migliori saggi e testi di narrativa sul tema. Di seguito quattro titoli e trame da non perdere.

  1. Il 68. Libro di Guido Valle dal sottotitolato che è tutto un programma: “Contro l’Università – Il Sessantotto tra rivoluzione e restaurazione”. Un saggio che ricostruisce rivendicazioni, con dovizia di particolari, fatti e avvenimenti dell’epoca, dalle occupazioni universitarie del 1967 fino agli avvenimenti che seguirono lungo tutto il decennio 1968-1978, con un finestra sul mondo che va dalla Primavera di Praga all’internazionalismo;
  2. I ragazzi che volavano fare la rivoluzione, di Aldo Cazzullo. La storia di Lotta Continua dal 1968 al 1978;
  3. Sessantotto – Cani sciolti, di Gianfranco Manfredi. La storia di un’amicizia tra sei ragazzi (Lina, Margherita, Paolo, Armando, Milo e Turi), nata durante gli anni della contestazione, durante le prime occupazioni universitarie. Definiti “cani sciolti” perché fuori da ogni organizzazione politica e in forte contrasto con le loro famiglie. Attraverso le loro vite, l’autore ricostruisce 20 anni travagliati di storia italiana, tra gli anni ’60 e ’80;
  4. Donne del sessantotto, di Doni Cioni di Caro. Una raccolta di sedici storie di altrettante donne che, dentro e fuori i movimenti di protesta, hanno contribuito alla rivoluzione con dei gesti di ribellione significativi, violenti o non violenti. Come la siciliana Franca Viola, che rifiutò il matrimonio riparatore, sfidando i rigidi costumi dell’epoca.

E con questo abbiamo già svelato quasi metà della nostra top ten. Scopri gli altri sei testi nei prossimi paragrafi.

Romanzi ambientati nel 68

Proseguiamo la nostra rassegna di libri sul sessantotto italiano, con due romanzi ambientati in quegli anni o che comunque li rievocano. Ecco due racconti da non perdere:

  1. La rancura, di Romano Luperini. Romanzo sul sessantotto molto intenso e coinvolgente. Sono tre le generazioni le cui storie si intrecciano all’interno del racconto: dal partigiano Luigi al sessantottino Valerio, fino a Marcello, che vive a Londra negli anni del berlusconismo, ma che torna in Italia per vendere la casa del padre;
  2. Il Sessantotto raccontato a mio figlio – Memorie di un contestatore degli anni settanta, di Leonello Zaquini. Uno dei libri sul sessantotto italiano più positivi., un manifesto di orgoglio sessantottino che intende rivendicare, e dimostrare alle nuove generazioni, le vittorie del movimento specialmente dal punto di vista sociale e del costume.

Intriganti vero? Da leggere assolutamente se preferisci un testo romanzato, piuttosto che un saggio o una ricostruzione esclusivamente storica o cronologica dei fatti più importanti legati al ’68.

La critica al ’68

il sessantottoConcludiamo il nostro viaggio nel ’68, con alcuni testi critici nei confronti delle rivendicazioni e dei fatti avvenuti negli anni della contestazione. Oppure, più semplicemente, osservati e raccontati da punti di vista differenti.

In ambito internazionale, è il caso de “Il pianoforte segreto” di Xiao-Mei Zhu (tradotto in italiano da T. Spagnoli). Questo famoso libro sul 68 cinese, pone l’accento sulle vittime e i lavaggi del cervello provocati, soprattutto tra i giovani, dalla rivoluzione culturale di Mao, che ha ispirato i movimenti occidentali e quindi anche quello italiano.

Per quanto riguarda, invece, i punti di osservazione differenti, possiamo citare “La destra e il ’68“, di Alessandro Gasparetti, e “Rovesciare il ’68” di Marcello Veneziani.

Mentre Gasparetti rivendica e racconta la partecipazione attiva alle contestazioni del ’68 italiano anche da parte di gruppi di destra, tracciando una netta distinzione fra destra di lotta e destra di governo, Veneziani accusa il ’68 di aver portato al potere il politicamente corretto e il conformismo di massa a scapito della meritocrazia, creando nuovi luoghi comuni e pregiudizi, chiedendo ai sessantottini di fare i conti con la loro opera e la loro eredità.

Altro punto di vista interessante è quello descritto da Antonio Pennacchi nel suo “Il fasciocomunista – Vita scriteriata di Accio Benassi”. Grazie a questo personaggio, Pennacchi racconta le vicissitudini di un giovane ribelle che prova diverse esperienze esistenziali e politiche negli anni della contestazione. Figlio di una famiglia di sinistra, passerà infatti dal frequentare il seminario ad iscriversi al Movimento Sociale Italiano, per poi abbracciare le idee rivoluzionarie del comunismo, fino a frequentare un gruppo di maoisti.

Appassionato di storia e politica? Ecco gli studi che fanno per te

Se sei interessato ai libri sul sessantotto italiano perché ami la politica e la storia, forse ti farà piacere sapere che ci sono dei corsi Unicusano che fanno decisamente al caso tuo, perché possono soddisfare in pieno la tua voglia di sapere su questi argomenti.

A partire dai corsi di laurea inerenti la Facoltà di Scienze Politiche, fino ai master universitari dell’area politologica. Tutti corsi erogati in modalità e-learning, disponibili  quindi a Salerno così come nel resto d’Italia. Grazie all’accesso ad una piattaforma personalizzata, infatti, ogni studente può seguire o rivedere le lezioni quando vuole, da dove vuole e per tutte le volte che vuole, senza alcun limite al numero di visualizzazioni consentite.

E con questo siamo giunti alla conclusione della nostra guida sui libri sul sessantotto italiano. A te non rimane che scegliere da quale iniziare, a noi di augurati buona lettura e buono studio.

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