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Imposta doganale: cos’è e a cosa serve

Sai cos’è e a cosa serve l’imposta doganale?

Se stai cercando maggiori informazione su dazi, codici, cambio o tariffa doganale, magari per la tua tesi in diritto del lavoro o sulla internazionalizzazione delle imprese, ma anche per semplice curiosità, sei nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, parleremo proprio di questo, cercando di guidarti in tutto ciò che c’è da sapere in merito. Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e iniziamo subito. Buona lettura.

Dazi doganiali: cosa sono

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a capirne qualcosa in più su cos’è l’imposta doganale e a cosa serve. Cercando di mettere ordine fra cambio doganale, tabelle, codici doganali e via dicendo. Nozioni utili anche per il calcolo dazi doganali online.

Dazi doganali: significato

Le imposte doganali sono dette anche dazi.

Il significato del termine dazio deriva dal latino “datio” ovvero “dare”. Ecco la definizione che suggerisce in merito l’Enciclopedia Italiana Treccani:

«Le imposte indirette sulle merci, riscosse durante la loro circolazione dall’intermediario che ne assume il trasporto o l’introduzione nei singoli comuni o nello Stato, si dicono generalmente dazi e si dividono in dazi interni ed esterni, a seconda che si percepiscono al momento in cui gli oggetti tassati passano il confine amministrativo del comune o il confine politico dello Stato».

Per essere ancora più precisi, e attinenti con il tema che stiamo trattando, ovvero le imposte doganali, sempre citando la stessa fonte aggiungiamo:

«I dazi interni o di consumo si riferiscono principalmente alle finanze locali; i dazi esterni o di confine, o diritti doganali, hanno rapporto esclusivamente alle finanze dello Stato, colpiscono unicamente le merci che sono oggetto di scambi internazionali e assumono caratteri diversi a seconda degli scopi fiscali, economici, politici che con essi lo stato si propone».

In sintesi, dunque, possiamo affermare che, a livello economico, l’imposta doganale altro non è che un dazio applicato sulle merci che circolano attraverso Paesi diversi. Il valore varia e si determina solitamente in base al prezzo di fattura o con altri mezzi a disposizione della dogana.

Per alcuni prodotti è invece periodicamente stabilito con apposita tabella dazi doganali import in linea ufficiale.

Tariffe doganali UE

Iniziamo adesso un viaggio per vedere le differenze di imposta doganale tra i più importanti mercati mondiali.

Cominciamo con l’Unione Europea. Vigendo un mercato unico, quando si importano merci da un paese dell’UE all’altro, non si paga alcun dazio. Mentre vengono applicate le medesimi imposte doganali nei confronti delle merci provenienti da Paesi extra Unione.

Le imposte doganali possono essere calcolate principalmente sul valore, sul peso o sul volume dei beni. Ma queste possono inoltre variare anche in base ad altre caratteristiche. Come, ad esempio, il tasso alcolico in caso di bevande.

Dazi doganali Cina

Affrontato il tema dell’imposta doganale all’interno dell’UE, cerchiamo adesso come calcolare i dazi dalla Cina. In questo caso è determinante il valore dei prodotti importati. Esso include quattro costi:

  1. Quello effettivo del prodotto;
  2. L’assicurazione;
  3. La spedizione;
  4. Il costo dei campioni e degli stampi.

Un documento fondamentale, utilizzato dalle autorità dell’Unione Europea per calcolare i dazi, è la polizza di carico. Questa viene rilasciata dal fornitore all’azienda di trasporto.

Dazi doganali USA

Per quanto riguarda l’imposta doganale dagli Stati Uniti d’America, invece, forse non sai che a partire da febbraio 2018 è stato pubblicato un nuovo regolamento che “istituisce dazi doganali supplementari sulle importazioni di determinati prodotti originari degli Stati Uniti d’America”.

In particolare, tale regolamento si applica a quattro prodotti originari proprio degli USA:

  1. Mais dolce;
  2. Montature per occhiali di metallo;
  3. Gru mobili;
  4. Pantaloni jeans.

Da marzo dello stesso anni, per queste merci, provenienti dagli Stati Uniti, viene dunque inserito un un’imposta aggiuntiva pari al 4,3%, oltre al dazio doganale già in vigore.

Tasse doganali: studi attinenti

Se ti interessa saperne di più sull’imposta doganale, perché vuoi conoscere meglio i mercati internazionali dal punto di vista giuridico, finanziario ed economico, devi sapere che ci sono dei master Unicusano che fanno decisamente al caso tuo.

Primo fra tutti, quello probabilmente più attinente all’argomento che stiamo trattando: stiamo parlando del Master di I Livello in “Pianificazione fiscale e doganale negli scambi con l’estero e per l’internazionalizzazione delle imprese”.

Un Master che offre un percorso didattico in grado di fornire ai partecipanti una formazione di tipo specialistico per quanto riguarda il diritto doganale e il sistema degli scambi internazionali di merci. Anche alla luce dei requisiti richiesti dal nuovo codice doganale in vigore da maggio 2016.

Tra gli argomenti trattati, troviamo ad esempio:

  1. Il quarto internazionale;
  2. Le fonti del diritto doganale;
  3. Le operazioni in dogana;
  4. Destinazioni e regimi doganali;
  5. Pianificazione e impatti nell’attività aziendale;
  6. La fiscalità doganale;
  7. L’accertamento doganale;
  8. Gli adempimenti doganali connessi alla dichiarazione delle merci;
  9. Le regole internazionali sul commercio di beni;
  10. Il settore extatributario;
  11. Profili internazionali dell’IVA;
  12. Gli scambi intracomunitari di beni e servizi;
  13. La pianificazione fiscale del movimento internazionale delle merci.

Interessante vero? Ma questo è soltanto uno dei corsi erogati dal’Università Niccolò Cusano in questo ambito. Per visionare la lista completa, ti consigliamo di visitare l’area economica-giuridica dei nostri master nella sezione didattica del sito Unicusano.it

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Metodo scientifico sperimentale: che cos’è e in che consiste

Quanto ne sai sul metodo scientifico sperimentale?

Oggi si tratta di uno dei capisaldi della scienza moderna, nella storia ne ha rivoluzionato la visione. Ribattezzato e conosciuto anche come “metodo galileiano”, se sei uno studente di ingegneria non puoi non imbatterti in esso.

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su questo argomento, a partire dalla definizione, fino ad addentrarci meglio in cosa consiste e a cosa serve. Una guida dalla quale, se vorrai, potrai fare una mappa concettuale con i punti salienti da tenere sempre a portata di mano.

Vuoi saperne di più? Allora concentrati e prepara la tua app matematica: bisogna raccogliere dati empirici, vagliare ipotesi, fare analisi matematiche e condurre esperimenti.

Sei pronto? Comprendere il metodo sperimentale potrebbe essere ancora più avvincente che fare giochi per il cervello.

Metodo scientifico: tutto quello che devi sapere

Nei prossimi paragrafi andremo dunque a definire e comprendere cos’è esattamente il metodo scientifico sperimentale. Buona lettura e buoni futuri esperimenti con metodo scientifico.

Metodo scientifico Galileo

Galileo Galilei e il metodo sperimentale: un connubio di cui abbiamo già accennato e che andiamo adesso a spiegare in maniera più dettagliata.

Anche se ne esistono tracce anche in tempi più antichi rispetto a quelli del fisico, astronomo, filosofo e matematico italiano, non a caso considerato il padre della scienza moderna, possiamo affermare senza timore di smentita che la concezione attuale del metodo scientifico sperimentale si deve proprio a Galileo Galilei.

Secondo Galileo, infatti, la comprensione di qualsiasi fenomeno naturale osservabile nella realtà, non può che passare attraverso la sperimentazione empirica e la dimostrazione matematica. Ecco chiarito perché si parla di metodo galileiano.

Metodo sperimentale galileo: definizione

Fatte queste doverose premesse, per introdurre il cuore dell’argomento, non possiamo che passare attraverso la definizione di metodo scientifico sperimentale.

Per farlo, prendiamo come primo riferimento quanto contenuto all’interno dell’Enciclopedia Treccani alla voce “metodo sperimentale“:

«Procedimento che si affermò nell’indagine scientifica a partire dagli inizi del diciassettesimo secolo. Consiste nel sottoporre le ipotesi scientifiche a procedure di controllo sperimentale, che servono a confermarle (nel qual caso le ipotesi si trasformano in leggi scientifiche) o a confutarle.

Teorizzato da F. Bacone e, in modo assai più sistematico, da G. Galilei, il metodo sperimentale si è affinato nel diciannovesimo e ventesimo secolo, riproponendo la contrapposizione tra una concezione induttiva (sostenuta, per esempio, da J.S. Mill) e una ipotetico-deduttiva (difesa da W. Whewell).

Nel Novecento tale contrapposizione si è rinnovata nella filosofia della scienza con la controversia tra i positivisti logici e la teoria del metodo scientifico di K.R. Popper».

metodo scientifico galileoE con questo avrai più chiara anche la distinzione tra metodo induttivo e deduttivo. Due concezioni contrapposte, ma non per forza esclusive. Ne è la dimostrazione proprio la concezione della fisica di Galileo Galilei.

Come vedremo nel paragrafo successivo, infatti, tra le fasi attraverso le quali giungere alla formulazione di una legge scientifica ve ne sono alcune più induttive (osservazione, ipotesi) e altre più deduttive (esperimenti e deduzioni). Ma restiamo al tema centrale del nostro articolo: il metodo scientifico sperimentale.

Metodo scientifico: fasi

Andiamo adesso ad analizzare quali sono le caratteristiche principali del metodo scientifico sperimentale: le fasi. Esse, per l’esattezza, sono cinque:

  1. Osservazione del fenomeno naturale. Fase da svolgere con occhio critico, al fine di separare i fatti essenziali dagli elementi di disturbo;
  2. Scelta delle grandezze. Ovvero determinare, alla luce dell’osservazione precedente, le grandezze fisiche interessate dal fenomeno e da utilizzare per la sua analisi;
  3. Deduzioni e ipotesi. A questo punto si può procedere alla formulazione di ipotesi e deduzioni che spieghino il funzionamento del fenomeno stesso;
  4. Esperimento per la verifica delle ipotesi. INOn si chiamerebbe metodo scientifico sperimentale se non fosse basato sull’esperimento. E questa è la fase giusta per farlo. Così da verificare le ipotesi formulate ed eventualmente provarne la validità. Questo avviene generalmente riproducendo in laboratorio il fenomeno in questione. In caso di esito negativo dell’esperimento, si torna indietro formulando nuove ipotesi;
  5. Formulazione della legge. Se le ipotesi formulate trovano riscontro nell’esperimento, si procede nella costruzioni di leggi in grado di illustrare il fenomeno osservato.

Tutto chiaro? Crediamo e speriamo di sì, ma ad ogni modo, nel paragrafo che segue, proviamo a fare una sintesi di quanto detto finora.

Metodo sperimentale: riassunto

Per riassumere quanto detto fino a questo momento, possiamo utilizzare le parole di Giovani Gentile, riprese proprio dall’enciclopedia Treccani, secondo il quale il metodo scientifico sperimentale:

«È il metodo di tutte le moderne scienze della natura – per questo generalmente chiamate scienze sperimentali – con cui si procede per stabilire l’esistenza obiettiva dei fatti nel mondo fisico e formulare leggi che ancora non si conoscono; ovvero per dedurre, dal controllo con l’esperienza, i limiti entro cui valgono leggi già note. Ed è, nella sua pratica più immediata, ricerca ed effettiva realizzazione delle condizioni più semplici in cui è dato riprodurre un fenomeno che si vuole osservare».

Il tutto, ovviamente, attraverso le fasi della ricerca scientifica elencate in precedenza. Ne consegue che il metodo scientifico sperimentale è, in primo luogo, isolamento dei processi semplici nella complessità del divenire naturale, quindi lo studio per arrivare alle proprietà elementari della materia. In un secondo momento rappresenta la verifica di quali determinate circostanze antecedenti sono necessarie affinché avvenga un fenomeno.

Metodo scientifico: esempi semplici

Per essere ancora più chiari, proviamo adesso a fare un esempio semplice di metodo scientifico sperimentale. Nello specifico, prendiamo in esame il noto esperimento di Pasteur.

Louis Pasteur era un chimico francese che condusse nel 1881 un drammatico esperimento con l’antrace. Egli somministrò l’agente infettivo Bacillus anthracis, seppur attenuato da un agente fisico, ad un certo numero di pecore.

Pasteur intendeva così dimostrare l’origine batterica e non chimica (attraverso l’inalazione dei miasmi ambientali) della malattia, contrariamente a quanto affermato da una gran parte della comunità scientifica del tempo.

La fase di osservazione sulla malattia evidenziava due aspetti sulle pecore:

  1. Si ammalavano dopo aver trascorso del tempo sui campi infetti e  se venivano messe a contatto con il materiale in decomposizione presente sui campi o derivante da altri animali malati;
  2. Nel loro sangue era presente un organismo unicellulare a forma di bastoncello osservabile attraverso il microscopio.

L’ipotesi consisteva nel fatto che le pecore potevano essere rese immuni alla malattia grazie ad un reattivo chimico.

A seguito dell’esperimento, Pasteur registrò che tra le pecore “vaccinate” il tasso di mortalità si assestò al 4%, mentre nelle altre raggiungeva il 92%.

Conoscere la scienza: corsi di laurea Unicusano

Per concludere questa guida sul metodo scientifico sperimentale, non rimane che sottolineare come esso sia molto richiesto e applicato in diverse discipline. Come ad esempio, oltre allo studio dei fenomeni naturali, anche nel campo dell’ingegneria.

Se sogni di diventare un ingegnere, ecco la nostra offerta formativa:

  1. Ingegneria Civile (Corso di laurea triennale);
  2. Magistrale in Ingegneria Civile (biennale);
  3. Ingegneria Agroindustriale (triennale)
  4. Biomedica Industriale (triennale);
  5. Gestionale Industriale (triennale);
  6. Elettronica Industriale (triennale);
  7. Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale);
  8. Meccanica Industriale (triennale);
  9. Magistrale in Ingegneria Meccanica (biennale).

Ma l’ingegneria è solo uno dei settori in cui il metodo scientifico sperimentale risulta essere fondamentale. Per visionare la lista completa dei corsi di laurea e dei master universitari, puoi visitare l’aria didattica del portale Unicusano.it.

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Libri sul sessantotto italiano: ecco quali leggere

Sei un appassionato o uno studente di storia e politica, alla ricerca di libri sul sessantotto italiano?

Allora sei nel posto giusto. Questo articolo, infatti, rappresenta una vera e propria guida sui libri usciti nel 1968, ma soprattutto su quegli anni che hanno segnato e cambiato per certi versi il mondo. Senza dimenticare le innumerevoli tesi in diritto del lavoro, storia, scienze politiche e comunicazione, nonché le citazioni e i monologhi famosi ispirati a quelle vicende.

In particolare, faremo riferimento a quanto è stato scritto e pubblicato per descrivere e raccontare il 68 in Italia, ma non solo.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed iniziamo subito questo nostro viaggio alla scoperta dei più interessanti libri sul sessantotto italiano.

Libri che parlano del 68: la nostra top 10

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a conoscere i migliori libri sul sessantotto italiano. Per soddisfare ogni esigenza e punto di vista, abbiamo selezionato per te i 10 migliori romanzi e saggi sul 68, in grado di analizzare quel periodo in tutte le sue sfaccettature, in modo da offrirti una guida davvero completa. Con annessa una piccola introduzione al tema. Buona lettura.

Il sessantotto: tutto ciò che devi sapere

Prima di andare a vedere quali sono i libri sulla rivoluzione del 68 da leggere assolutamente, cerchiamo di definire cosa si intende quando parliamo di sessantotto italiano.

Per spiegare il contesto storico e politico dell’epoca, citiamo un estratto della definizione di “Sessantotto” fornita dal Dizionario di Storia Treccani:

«Movimento di protesta (1967-68) che coinvolse settori del mondo giovanile, in particolare studentesco, negli Stati Uniti e in molti Paesi europei.

Alla nascita del movimento contribuirono, tra l’altro, la crescita numerica delle masse studentesche, lo sviluppo di una cultura giovanile di massa, l’elaborazione e la diffusione di nuovi contributi teorici di ispirazione marxista, l’influenza esercitata presso ampi strati dell’opinione pubblica dalle lotte di liberazione dal dominio coloniale, dai movimenti rivoluzionari operanti nel Terzo mondo e dai nuovi modelli di socialismo proposti da Paesi come Cuba o la Cina.

Del concorso di questi e altri fattori si alimentarono, durante gli anni Sessanta, correnti di opinione e movimenti di protesta che raggiunsero il massimo della diffusione e intensità verso la fine del decennio. In particolare, nel 1968, una forte ondata di agitazioni studentesche investì numerosi Paesi occidentali, riuscendo in alcuni casi a estendersi anche ad altri strati sociali».

Per quanto riguarda, più specificatamente il nostro Paese, la stessa fonte aggiunge che:

«Il movimento studentesco del 1968, in Italia, segnò l’inizio di una lunga fase di agitazioni sociali, che si estesero dagli studenti ai lavoratori, a settori intellettuali e professionali, e mantennero notevole intensità fin verso la metà degli anni Settanta».

A questo punto, è giunto il momento di scoprire i migliori libri sul sessantotto italiano.

Narrativa sul 68: i classici da leggere assolutamente

Iniziamo la nostra raccolta di libri che parlano del 68 con quattro tra i migliori saggi e testi di narrativa sul tema. Di seguito quattro titoli e trame da non perdere.

  1. Il 68. Libro di Guido Valle dal sottotitolato che è tutto un programma: “Contro l’Università – Il Sessantotto tra rivoluzione e restaurazione”. Un saggio che ricostruisce rivendicazioni, con dovizia di particolari, fatti e avvenimenti dell’epoca, dalle occupazioni universitarie del 1967 fino agli avvenimenti che seguirono lungo tutto il decennio 1968-1978, con un finestra sul mondo che va dalla Primavera di Praga all’internazionalismo;
  2. I ragazzi che volavano fare la rivoluzione, di Aldo Cazzullo. La storia di Lotta Continua dal 1968 al 1978;
  3. Sessantotto – Cani sciolti, di Gianfranco Manfredi. La storia di un’amicizia tra sei ragazzi (Lina, Margherita, Paolo, Armando, Milo e Turi), nata durante gli anni della contestazione, durante le prime occupazioni universitarie. Definiti “cani sciolti” perché fuori da ogni organizzazione politica e in forte contrasto con le loro famiglie. Attraverso le loro vite, l’autore ricostruisce 20 anni travagliati di storia italiana, tra gli anni ’60 e ’80;
  4. Donne del sessantotto, di Doni Cioni di Caro. Una raccolta di sedici storie di altrettante donne che, dentro e fuori i movimenti di protesta, hanno contribuito alla rivoluzione con dei gesti di ribellione significativi, violenti o non violenti. Come la siciliana Franca Viola, che rifiutò il matrimonio riparatore, sfidando i rigidi costumi dell’epoca.

E con questo abbiamo già svelato quasi metà della nostra top ten. Scopri gli altri sei testi nei prossimi paragrafi.

Romanzi ambientati nel 68

Proseguiamo la nostra rassegna di libri sul sessantotto italiano, con due romanzi ambientati in quegli anni o che comunque li rievocano. Ecco due racconti da non perdere:

  1. La rancura, di Romano Luperini. Romanzo sul sessantotto molto intenso e coinvolgente. Sono tre le generazioni le cui storie si intrecciano all’interno del racconto: dal partigiano Luigi al sessantottino Valerio, fino a Marcello, che vive a Londra negli anni del berlusconismo, ma che torna in Italia per vendere la casa del padre;
  2. Il Sessantotto raccontato a mio figlio – Memorie di un contestatore degli anni settanta, di Leonello Zaquini. Uno dei libri sul sessantotto italiano più positivi., un manifesto di orgoglio sessantottino che intende rivendicare, e dimostrare alle nuove generazioni, le vittorie del movimento specialmente dal punto di vista sociale e del costume.

Intriganti vero? Da leggere assolutamente se preferisci un testo romanzato, piuttosto che un saggio o una ricostruzione esclusivamente storica o cronologica dei fatti più importanti legati al ’68.

La critica al ’68

il sessantottoConcludiamo il nostro viaggio nel ’68, con alcuni testi critici nei confronti delle rivendicazioni e dei fatti avvenuti negli anni della contestazione. Oppure, più semplicemente, osservati e raccontati da punti di vista differenti.

In ambito internazionale, è il caso de “Il pianoforte segreto” di Xiao-Mei Zhu (tradotto in italiano da T. Spagnoli). Questo famoso libro sul 68 cinese, pone l’accento sulle vittime e i lavaggi del cervello provocati, soprattutto tra i giovani, dalla rivoluzione culturale di Mao, che ha ispirato i movimenti occidentali e quindi anche quello italiano.

Per quanto riguarda, invece, i punti di osservazione differenti, possiamo citare “La destra e il ’68“, di Alessandro Gasparetti, e “Rovesciare il ’68” di Marcello Veneziani.

Mentre Gasparetti rivendica e racconta la partecipazione attiva alle contestazioni del ’68 italiano anche da parte di gruppi di destra, tracciando una netta distinzione fra destra di lotta e destra di governo, Veneziani accusa il ’68 di aver portato al potere il politicamente corretto e il conformismo di massa a scapito della meritocrazia, creando nuovi luoghi comuni e pregiudizi, chiedendo ai sessantottini di fare i conti con la loro opera e la loro eredità.

Altro punto di vista interessante è quello descritto da Antonio Pennacchi nel suo “Il fasciocomunista – Vita scriteriata di Accio Benassi”. Grazie a questo personaggio, Pennacchi racconta le vicissitudini di un giovane ribelle che prova diverse esperienze esistenziali e politiche negli anni della contestazione. Figlio di una famiglia di sinistra, passerà infatti dal frequentare il seminario ad iscriversi al Movimento Sociale Italiano, per poi abbracciare le idee rivoluzionarie del comunismo, fino a frequentare un gruppo di maoisti.

Appassionato di storia e politica? Ecco gli studi che fanno per te

Se sei interessato ai libri sul sessantotto italiano perché ami la politica e la storia, forse ti farà piacere sapere che ci sono dei corsi Unicusano che fanno decisamente al caso tuo, perché possono soddisfare in pieno la tua voglia di sapere su questi argomenti.

A partire dai corsi di laurea inerenti la Facoltà di Scienze Politiche, fino ai master universitari dell’area politologica. Tutti corsi erogati in modalità e-learning, disponibili  quindi a Salerno così come nel resto d’Italia. Grazie all’accesso ad una piattaforma personalizzata, infatti, ogni studente può seguire o rivedere le lezioni quando vuole, da dove vuole e per tutte le volte che vuole, senza alcun limite al numero di visualizzazioni consentite.

E con questo siamo giunti alla conclusione della nostra guida sui libri sul sessantotto italiano. A te non rimane che scegliere da quale iniziare, a noi di augurati buona lettura e buono studio.

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Tesi in diritto del lavoro: argomenti e idee

Sei alla ricerca di idee e consigli utili per realizzare la tua tesi in diritto del lavoro?

Non preoccuparti, pensa solo a come rilassare la mente e il corpo e leggi questo articolo, nel corso del quale ti guideremo passo passo suggerendoti idee e argomenti tesi diritto che potresti utilizzare per redigere il tuo elaborato finale per la laurea o master che sia.

Iniziamo con il dire che il diritto del lavoro può essere uno degli argomenti più interessanti su cui scrivere una tesi sperimentale giurisprudenza. Quindi complimenti per la scelta.

Ma detto ciò, non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito della questione.

Tesi sperimentale diritto del lavoro: tutto quello che devi sapere

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque alla ricerca delle migliori tracce sui quali sviluppare una tesi in

. Come detto, si tratta di temi ideali per una laurea in Giurisprudenza, ma rappresentato anche argomenti tesi economia piuttosto validi. Ma procediamo in ordine e per gradi.

Tesi diritto: compilativa o di ricerca

Prima di suggerirti alcuni temi chiave per scrivere una tesi in diritto del lavoro, visto che abbiamo accennato che si tratta di un argomento che ben si presta alla realizzazione di un elaborato di tipo sperimentale, chiariamo la distinzione fra tesi compilativa e di ricerca.

  1. La tesi compilativa è quella che si basa sull’approfondimento o la rielaborazione di concetti già esistenti o dimostrati, facendo riferimento a delle fonti già esistenti e ben precise;
  2. La tesi di ricerca (o, appunto, sperimentale) è incentrata sull’analisi di una situazione nuova o magari affrontata da te stesso in prima persona. Per essere portata a termine presuppone dunque incontri, sopralluoghi, visite oppure esperienze lavorative come stage in enti o aziende. E, perché no, eventuali lavori part-time per studenti. Questa potrebbe essere una prima traccia di cui parlare nella tua tesi.

Chiarito ciò e fatte tutte le necessarie premesse del caso, entriamo adesso nel dettaglio riguardo l’argomento che ti sta maggiormente a cuore. Dal prossimo paragrafo, come promesso, troverai tanti altri consigli e nuove idee sugli argomenti da trattare in una tesi in diritto del lavoro. Buona lettura.

Diritto del lavoro argomenti principali

Per individuare i migliori argomenti da utilizzare per realizzare una tesi in diritto del lavoro, non possiamo non partire dalle basi. Può sembrare banale o troppo facile da pensare, ma spesso è proprio da lì che nascono le migliori idee.

Andiamo dunque a vedere a definizione di diritto del lavoro fornita dall’Enciclopedia Treccani. Eccola riportata qui di seguito:

«Complesso delle norme dell’ordinamento giuridico che disciplinano il lavoro come fatto economico e sociale. Nel diritto del lavoro rientrano anche il diritto sindacale, che disciplina il funzionamento delle associazioni sindacali nei loro rapporti con lo Stato, e la legislazione sociale, mentre la parte relativa alle assicurazioni sociali assume l’autonoma denominazione di diritto della previdenza sociale».

Ed ecco magicamente che abbiamo già individuato due aspetti fondamentali che possono ispirare la tua tesi in diritto del lavoro: sindacalismo e previdenza sociale.

tesi dirittoUn esempio in questo ambito? Tesi diritto del lavoro: licenziamento. Una traccia chiara e diretta che si presta ad approfondimenti di diversa natura, specialmente se vai a ricercare e a trattare qualche caso specifico particolare.

Altra branchia interessante potrebbe essere trattata attraverso una tesi diritto del lavoro nella pubblica amministrazione. Magari per verificare se e come, con l’evolversi dell’innovazione nella PA, si evolve a sua volta il diritto del lavoro.

Esempio tesi di laurea Giurisprudenza: ecco 20 idee

Altri argomenti più specifici che possono legarsi ad una tesi in diritto del lavoro, possono essere ad esempio:

  1. Il licenziamento disciplinare del pubblico dipendente prima e dopo il Jobs Act;
  2. Il concetto di giusta causa di licenziamento nella giurisprudenza;
  3. Giovani e mercato del lavoro: La nuova disciplina dell’apprendistato;
  4. Lo sfruttamento del lavoro minorile: aspetti giuridici e sociali;
  5. Prerogative datoriali e ruolo del sindacato;
  6. La precettazione nello sciopero nei servizi pubblici essenziali;
  7. Il diritto ad una vita dignitosa: prospettive di reddito minimo di garanzia in Italia;
  8. La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari;
  9. I diritti dell’uomo nell’età della globalizzazione;
  10. Produttività del lavoro e contrattazione di secondo livello;
  11. Le convenzioni di integrazione lavorativa dei disabili nella legge 12 marzo 1999, n. 68;
  12. L’accesso al lavoro da parte dei disabili: dall’avviamento obbligatorio al collocamento mirato;
  13. Profili giuridici del mobbing;
  14. Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  15. Diritto del lavoro sportivo: analisi della legge 91/1981;
  16. Interpretazione e qualificazione del contratto nel rapporto di lavoro sportivo;
  17. Il comportamento dei dipendenti in sede di concordato preventivo o fallimentare;
  18. La previdenza complementare, la posizione del singolo e la sua libertà;
  19. Flessibilità e variabilità della retribuzione;
  20. Disciplina della mobilità interaziendale.

Come puoi notare, i macro argomenti tesi Giurisprudenza legati al diritto del lavoro possono essere di diversa natura. Oltre a quelli già citati nel precedente paragrafo, nell’elenco che ti abbiamo appena fornito troviamo temi che si intrecciano anche con etica, attualità, sicurezza, sport, mobilità, disabilità, salute, contratti di lavoro, ecc. Insomma, le varianti e i settori da cui attingere sono tante e diverse. Non ti rimane che l’imbarazzo della scelta.

Migliori lauree e master in ambito giuridico

Una tesi in diritto del lavoro, afferisce principalmente un corso di laurea o un master di tipo giuridico.

Se sei interessato ad iscriverti ad uno di questi corsi, devi sapere che Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza in quest’ambito a Salerno e in tutta Italia. Nella sua vasta offerta formativa, infatti, prevede diversi corsi di laurea e master universitari legati a quest’ambito e disponibili in modalità e-learning.

Primo fra tutti il classico corso di laurea in Giurisprudenza, in grado di dare accesso a posizioni professionali specifiche, come avvocatura, magistratura e notariato, o ruoli nel pubblico impiego in organismi istituzionali nazionali e internazionali, associazioni, enti di vario tipo o fondazioni.

Come ulteriori specializzazioni, sono disponibili anche diversi master afferenti l’area economico-giuridica: dal diritto processuale amministrativo a quello penale d’impresa, dalla tutela dei diritti del minore a quello della sicurezza alimentare e molti altri. Tutti argomenti che potrebbero avere come sbocco una tesi in diritto del lavoro.

Inoltre, si tratta dei corsi che rispettano in pieno il diritto allo studio e al lavoro. Grazie al sistema e-learning, infatti, sono l’ideale proprio per gli studenti-lavoratori. Questo perché non prevedono obbligo di frequenza fisica in aula, ma offrono la possibilità di seguire le lezioni direttamente online quando vuoi, da dove vuoi e per tutte le volte che vuoi, ovvero senza alcun limite al numero di visualizzazioni possibili consentite.

Tutto ciò  ti assicura la possibilità di organizzare il tuo tempo nel migliore dei modi e poter studiare e lavorare allo stesso tempo. Una situazione che, perché no, potrebbe anche ispirare una tesi in diritto del del lavoro sperimentale.

E con questo è tutto, la nostra guida si conclude qui. Adesso sai veramente tutto quello che c’è da sapere su questo tema.

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App per ascoltare musica: le 10 da scaricare

Stai cercando delle app per ascoltare musica sul tuo pc o direttamente sul tuo smartphone?

Allora hai trovato l’articolo che fa al caso tuo. In questa guida, infatti, andremo alla ricerca del miglior lettore musicale virtuale per quelle che sono le tue necessità. Che tu voglia sentire canzoni gratis per rilassarti, scandire i tuoi esercizi di ginnastica all’aperto o semplicemente ascoltare i tuoi artisti preferiti, qui potrai trovare la risposta a ciò di cui hai bisogno.

Al giorno d’oggi, infatti, abbiamo software in grado di facilitarci la vita in ogni suo aspetto: dalle app per migliorare le foto a quelle per risolvere problemi di matematica. Figuriamoci se non ci sono app per ascoltare musica capaci di soddisfare in pieno le tue esigenze.

Vuoi scoprire le migliori? Allora on perdiamo tempo e andiamo subito a conoscerle. Buona lettura e, speriamo presto, buon ascolto.

Ascoltare musica con le app: soluzioni possibili

Le alternative i questo campo sono diverse. Esistono app per ascoltare musica offline oppure online. E poi, a loro volta, queste possono essere compatibili con un sistema operativo piuttosto che un altro. Troviamo quindi app per ascolto musica Android piuttosto che app per scaricare musica iPhone e via dicendo. Dipende dunque da ciò che stai realmente cercando. Per soddisfare tutte le necessità, abbiamo stilato una top ten con soluzioni per ogni possibile situazione. Andiamo a scoprirla insieme nei prossimi paragrafi.

Migliori app iPhone e Android

Come fare per ascoltare musica online direttamente dal tuo smartphone, senza sovraccaricare la memoria del telefono? Per rispondere a questa domanda ti presentiamo subito sei app che sfruttano la connessione internet senza costringerti a scaricare i singoli brani, ma cercandoli semplicemente online all’interno dell’applicazione stessa. Le abbiamo testate e recensite per te.

  1. Spotify. L’app per ascoltare musica che va per la maggiore. Offre lo streaming on demand di una selezione di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti, tra cui le big Sony, EMI, Warner Music Group e Universal;
  2. Youtube. Così come per Spotify, è impossibile non conoscere questa piattaforma web, nonché app per smartphone, che consente la visualizzazione e la condivisione di video in rete. Video musicali compresi;
  3. YT Music. Se vuoi solo ascoltare il brano che hai in mente, senza per forza aprire anche il video, Yutube ti mette a disposizione questa app che rappresenta una delle migliori alternative a Spotify;
  4. TIMmusic. Piattaforma di musica digitale made in Telecom Italia. Rivolta a tutti i clienti TIM, con linea residenziale fissa della stessa casa madre. Mette a disposizione dei suoi fruitori un servizio di ascolto musica senza limiti di tempo su smartphone, tablet o PC. Se ne fai parte, puoi  creare playlist personalizzate, ma anche ascoltare quelle suggerite da dj e artisti famosi, condivisibili anche sui principali social network. L’ideale se cerchi un’app per ascoltare musica senza consumare giga, in quanto il traffico dati per l’ascolto di musica è incluso nel costo dell’abbonamento.
  5. Sounds. L’app ideale per condividere musica sui social, in particolare Instagram e Snapchat.
  6. Google Play Music. Servizio di musica in streaming on demand in abbonamento di casa Google.

Ed ecco svelate più di metà della nostra top ten delle app per ascoltare musica. Curioso di conoscere le quattro ancora mancanti all’appello?

Allora non perderti il prossimo paragrafo, perché parleremo delle app per ascoltare musica offline gratis.

App musica gratis offline

Se cerchi invece app per ascoltare musica senza internet, quello di cui hai bisogno è un lettore musicale in grado di riprodurre i brani presenti all’interno della memoria del tuo dispositivo.

Eccone quattro di sicuro affidamento, grazie ai quali completiamo questa nostra speciale selezione:

  1. Samsung Music. Come potrai immaginare, è l’app per ascoltare musica gratis senza internet Samsung. Garantisce una potente funzionalità di riproduzione musicale e la migliore interfaccia utente per questo tipo di dispositivo;
  2. Cloud Music Player. Servizio per iOS che permette di accedere alla musica memorizzata su Google Drive, Dropbox e OneDrive, scaricarla sul proprio dispositivo e ascoltarla offline;
  3. Shuttle Music Player. Disponibile per Android, certamente uno dei migliori. Prevede la possibilità di visualizzare i testi dei brani ascoltati, utilizzare un equalizzatore per personalizzare la qualità dell’audio, predisporre un timer per lo spegnimento automatico ed eseguire il download delle cover dei tuoi brani preferiti. Funzioni molto apprezzate dagli utenti che ne fanno uso;
  4. Black Player. Lettore musicale intuitivo e funzionale per Android. Caratterizzato da un’interfaccia scura ed elegante, come è possibile immaginare dal nome stesso. Ma non solo, dispone anche di una vasta gamma di animazioni grafiche, widget personalizzabili e opzioni di riproduzione. In questo senso, prevede anche una versione scaricabile a pagamento al costo di 2 euro con maggiori possibilità di personalizzazione. Come Shuttle, trattasi di un altro Music Player per Android.

app per ascoltare musica offlineE con questi quattro app per ascoltare musica gratis senza internet, abbiamo ultimato la nostra top ten.

C’è già una che ti sembra più interessante delle altre? Oppure non hai ancora deciso quale utilizzare?

Non preoccuparti. Per aiutarti a decidere abbiamo pensato di regalarti un ultimo paragrafo, all’interno del quale faremo il riassunto e trarremo le conclusioni su quanto detto finora. Corri a leggerlo perché potrebbe esserti di grande aiuto.

Player Music ha scelto la tua preferita?

Siamo giunti alla conclusione della nostra guida sulle app per ascoltare musica.

Siamo partiti da quelle che danno la possibilità di ricercare e sentire direttamente online le tue canzoni preferite, per poi passare alle app per ascoltare musica senza internet Android e iOS. Dalle più popolari, come Spotify e YouTube, e l’utilissima variante YT Music, per passare a TIMmusic, Sounds e Google play Music. Fino ad arrivare a Samsung Music, Cloud Music Player, Shuttle e Black Player.

La maggior parte di esse, come abbiamo visto, sono soluzioni gratuite, almeno nella loro versione base. Alcune prevedono la possibilità di effettuare un upgrade per ottenere un servizio ancora più efficiente o avanzato. Spotify Premium, ad esempio è la versione senza pubblicità e senza limiti di ricerca e selezione dei brani da ascoltare. A differenza della versione gratuita, consente skip illimitati, possibilità di ascolto offline, audio di qualità ancor più elevata. É possibile provare una versione di Spotify Premium gratis per 30 giorni prima dell’eventuale acquisto definitivo.

Più in generale, a seconda del sistema, o dei sistemi, per i quali sono disponibili, si tratta di applicazioni scaricabili direttamente da App Store o o Play Store.

A questo punto non devi fare altro che scegliere qual è l’app per ascoltare musica che più si avvicina alle tue esigenze e testarla subito. Mentre a noi non rimane che augurarti buon divertimento. E ricorda che sfruttare la musica come mezzo per concentrarsi aumenta la qualità delle proprie performance: dal rendimento scolastico o universitario, fino alla produttività sul lavoro. Sono molti infatti gli studi che rivelano come ascoltare le giuste canzoni o melodie può migliorare significativamente le proprie prestazioni nello studio, così come nello svolgimento di una professione.

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Lavori part time per studenti: ecco dove trovarli online

Stai cercando lavori part time per studenti per poterti mantenere da solo o cominciare ad entrare nei meccanismi del mercato delle professioni?

In entrambi i casi, hai trovato la guida che fa per te. In questo articolo, infatti, andremo alla scoperta dei migliori siti e portali online sui quali trovare un lavoro per studenti che risponda alle tue esigenze, ambizioni e competenze. Senza tralasciare le sconfinate opportunità offerte direttamente dal web stesso, a partire dai blog e i social network.

Ma andiamo con ordine. Prima di tutto sappi che l’opportunità giusta potrebbe essere offerta dalla tua stessa scuola o università.

In che modo? Le possibilità sono diverse, in particolare attraverso l’alternanza scuola – lavoro o l’invio di una lettera motivazionale per rispondere ad eventuali annunci lavoro studenti universitari. Svolgere lavoretti part time presso la tua facoltà può essere davvero un’ottima occasione.

Vuoi saperne di più? Allora andiamo subito a sviscerare e approfondire tutti questi argomenti che abbiamo messo sul tavolo.

Studiare e trovare lavoro si può: ecco come

A proposito di lavori part time per studenti, iniziamo con il dire che se sei iscritto ad un corso Unicusano sei avvantaggiato, in quanto l’opportunità di poter seguire online le lezioni, quando vuoi e da dove vuoi, ti garantisce l’opportunità di poter lavorare e studiare contemporaneamente. Non è un particolare da poco o così scontato. Nei prossimi paragrafi andremo comunque a scoprire come puoi sfruttare il web per trovare un’occupazione part time. Buona lettura e buona ricerca.

Lavoro per studenti superiori: dove e come trovarlo

lavori per studentiAlternanza scuola e lavoro, dicevamo poco più su. Si tratta sicuramente della migliore soluzione se cerchi lavori part time per studenti sotto i 18 anni. Perché chiaramente il lavoro minorile è regolamentato in maniera particolare. Ricordiamo che in Italia lo sfruttamento del lavoro minorile è giustamente vietato dalla legge 977 del 17 ottobre 1967.

Un’alternativa all’alternanza può essere il cosiddetto contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, ovvero una tipologia di rapporto lavorativo finalizzato alla formazione professionale ed all’inserimento nel mondo del lavoro. Esso è applicabile ai giovani tra i 15 e i 25 anni d’età. Quindi anche, se non in via del tutto esclusiva, anche a minorenni.

Tornando all’alternanza, sul sito linkato in precedenza, facente capo al Ministero dell’Istruzione, trovi tutte le informazioni e le possibilità offerte. Un’opportunità, ma anche un dovere. Perché come spiega lo stesso portale web ufficiale:

«L’Alternanza scuola-lavoro è una modalità didattica innovativa, che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro di lavoro, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi.

L’Alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta.

Un cambiamento culturale per la costruzione di una via italiana al sistema duale, che riprende buone prassi europee, coniugandole con le specificità del tessuto produttivo ed il contesto socio-culturale italiano».

Tale piattaforma nasce dall’esigenza di garantire studenti, scuole e strutture ospitanti, uno strumento per facilitare la gestione quotidiana dell’iniziativa stessa. Quindi, se rientri in questa casistica, utilizzala.

Trovare lavoro online: i migliori siti

Se invece sei maggiorenne e cerchi un lavoro part-time hai due possibilità principali:

  1. Professione da svolgere ad orario ridotto o a giorni alterni;
  2. Lavoro studenti universitari week end.

In entrambi i casi, puoi affidarti a dei siti specializzati nella ricerca di lavoro. Generalmente questi prevedono la possibilità di poter inserire il tuo curriculum vitae e scegliere la tipologia dell’occupazione ricercata. Quindi di distinguere tra lavoro full time o part time. Ecco alcuni tra i migliori portali online:

  1. Impiego24.it – Iscritto all’Albo Informatico del Ministero del Lavoro.
  2. Infojobs – Permette di cercare lavoro filtrandolo per località, tipologia di impiego e numero di candidature già pervenute;
  3. Helplavoro – Oltre alla dettagliata ricerca lavoro consentita, dispone anche di un’area blog con trucchi e consigli;
  4. Indeed – Molto affidabile sia per l’Italia che per l’estero. Non a caso è utilizzabile in più di 25 lingue diverse in oltre 50 Paesi. Prevede anche un servizio di alert via e-mail;
  5. Cercolavoro.it – Sito di offerte di lavoro, ricerca personale, annunci di corsi e franchising. Effettua una ricerca e trova il lavoro su misura per te;
  6. Jobrapido – Un motore di ricerca ottimizzato per trovare lavoro;
  7. Subito.it – Ti tiene informato su quante posizioni libere ci sono per ogni mansione;
  8. Kijiji – Un altro tra i siti più noti e sfruttati per cercare lavoro. Prevede bacheche di annunci diversificate regione per regione;
  9. Linkedin – Non un semplice sito, ma il social network per eccellenza in ambito professionale e lavorativo.

E proprio i social meritano un paragrafo ad essi interamente dedicato. Il prossimo.

Come inventarsi un lavoro sfruttando il web

Linkedin, ma non solo. Lavori part time per studenti, almeno all’inizio, si possono trovare o addirittura inventare in tanti modi attraverso il web e i social network in particolare.

Come? Ad esempio iscrivendosi e frequentando i tanti gruppi di Facebook che parlano di lavoro e che mettono a contatto recruiter con giovani e meno giovani che cercano un’occupazione. Un metodo semplice, diretto, ma spesso efficace.

Tramite Twitter, invece, potresti contattare direttamente un azienda o chi ne è a capo per proporre un’idea, un progetto o un tuo lavoro. Non è detto che l’interlocutore risponderà, ma visto che non ci sono filtri, tentar non nuoce.

E poi ci sono Instagram, YouTube e i blog, i “luoghi” e gli strumenti migliori se vuoi far notare le tue qualità in ambito artistico, fotografico, di scrittura o altro. Se sai cucinare, svolgere lavori artigianali o qualsiasi altra cosa che puoi filmare o fotografare, i social e i blog rappresentano una vetrina eccezionale per farti notare. Sia da potenziali clienti che da eventuali datori di lavoro.

Si tratta, inoltre, di un settore che può rappresentare da solo il tuo lavoro part time, in quanto attraverso determinate strategie di web marketing, consente di poter monetizzare direttamente dalla tua attività online. Internet è pieno di corsi e tutorial, anche gratuiti, per iniziare. L’importante è non essere precipitosi e superficiali nel valutarle ed eventualmente testarle.

E con questo è tutto. Per il momento si chiude qui la guida Unicusano sui lavori part time per studenti. Adesso hai tutte le informazioni e gli strumenti utili cercalo online. Speriamo ti saranno di aiuto per trovare l’occupazione giusta per te.

A noi non rimane che augurarti buon lavoro, buona ricerca e, soprattuto, buona fortuna per la tua carriera. Il mondo del lavoro ti aspetta. Ora tocca a te.

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Ginnastica all’aperto: risorse ed esercizi da fare

Ami o hai bisogno di svolgere attività fisica e vorresti conoscere risorse ed esercizi per fare ginnastica all’aperto?

Allora hai trovato l’articolo giusto per te. In questa guida, infatti, ti daremo tutte le dritte utili su quali sport praticare e in che modo portare a compimento un allenamento completo fuori di casa o dai circuiti del fitness delle palestre al chiuso.

Anche perché, tenere il corpo in forma e ben allenato aiuta anche a rilassare la mente la mente, rendendola più elastica e meno stressata. Insomma: “Mens sana in corpore sano”, proprio come ci hanno insegnato i latini. Fare un po’ di sano sport e stimolare la propria intelligenza con alcuni giochi per il cervello, poi, è un connubio perfetto. Anche se volessi diventare giornalista sportivo.

Vuoi saperne di più? Allora non divaghiamo: inizia pure a mettere le scarpe da corsa, cominciamo subito a scoprire tutti i segreti per una ginnastica all’aperto efficace. Buona lettura.

Ginnastica e palestra all’aperto: si può

La ginnastica all’aperto è una pratica consigliata a tutti e particolarmente indicata per gli studenti. Si tratta del modo migliore per impiegare una pausa dallo studio, in quanto i suoi sono molteplici. L’attività fisica, svolta attraverso attrezzatura per palestra, ma soprattutto all’aria aperta, favorisce lo sviluppo cognitivo e a migliorare la concentrazione. Ecco perché nei prossimi paragrafi parleremo dei migliori esercizi all’aperto per favorire questi risultati. Non perderli.

Motivazioni e attrezzature fitness all’aperto

Fare sport fa sempre bene, ma fare ginnastica all’aperto apporta dei benefici aggiuntivi. Tre su tutti:

  1. La vegetazione contribuisce ad una stimolazione sensoriale positiva, il che provoca un aumento della serotonina fornendo maggiore sensazione di serenità e benessere;
  2. L’energia solare tende ad aumentare la vitamina D nell’organismo, anche se non bisogna esagerare e stare sempre attenti a non esporti troppo ai raggi del sole, soprattutto nelle ore più calde della giornata;
  3. La luce naturale ha un effetto positivo sul corpo che aiuta a ridurre lo stress.

Ma quale equipaggiamento serve per fare ginnastica all’aperto? La tua attrezzatura per fitness outdoor non può fare a meno di un tappetino per fare esercizi a terra, pantaloncini con tasche interne, una corda per saltare, il tuo smartphone ben allacciato con le ultime app per fare ginnastica, contare i passi o ascoltare musica se può aiutarti a rilassarti e sostenere meglio gli sforzi. L’abbigliamento sportivo deve essere naturalmente il più comodo e funzionale possibile, scarpe comprese ovviamente. Onde evitare infortuni o difficile corretta esecuzione degli esercizi.

Scheda allenamento outdoor

Iniziamo la guida vera e propria sulla ginnastica all’aperto, regalandoti una vera e propria scheda allenamento all’aperto. Quali esercizi di fitness fare e come? Di seguito una prassi in 7 punti che potresti seguire.

  1. Inizia sempre con un po’ di riscaldamento leggero: 5 minuti di footing e un paio di crunch per gli addominali;
  2. Passa a 5 minuti di allenamento per i muscoli sfruttando una panchina come appoggio. Siediti su di essa e metti le mani sul bordo, con i palmi rivolti verso il basso. Solleva i fianchi curvando i gomiti a 90° e abbassando il sedere verso terra, per poi risollevarti;
  3. Adesso in piedi effettua una quindicina di flessioni verso il basso, piegando solo la schiena e cercando di avvicinare il più possibile le braccia alla punta dei piedi;
  4. Ecco il momento di tirare fuori la corda per saltare. Ricorda di non appoggiare il tallone e di guardare dritto davanti a te. Un paio di minuti possono bastare;
  5. In posizione eretta e a piedi uniti, braccia lungo il corpo, fai adesso un salto per divaricare le gambe. Allo stesso tempo, congiungi le mani sopra la testa per poi tornare nella posizione di partenza. Per l’intera durata dell’esercizio, per la corretta riuscita dello stesso, le braccia devono rimanere tese;
  6. Adesso, tenendo e mani sui fianchi e guardando dritto, posiziona i piedi alla larghezza del bacino e fai un passo in avanti. Piega il ginocchio posteriore fino a sfiorare il suolo e poi risali. Piano piano, mentre prendi dimestichezza con l’esercizio, effettua degli affondi con salto in modo da aumentarne il coefficiente di difficoltà;
  7. Per concludere, fai una corsetta fino a casa.

Non dimenticare di scandire i tuoi esercizi inspirando durante la fase di sforzo ed espirando durante quella di scarico. Questo aspetto è fondamentale.

Esercizi crossfit all’aperto

Gli allenamenti CrossFit corpo libero stanno spopolando anche in Italia. Non può dunque mancare un focus dedicato a questo argomento all’interno dell nostra guida sulla ginnastica all’aperto.

Di cosa si tratta? Scopriamolo subito insieme.

Come racconta Wikipedia, che cita diverse fonti autorevoli:

«Il CrossFit è un sistema di fitness brevettato, creato da Greg Glassman ed è un marchio della CrossFit Inc., che fu fondata da Greg Glassman e Lauren Jenai nel 2000. Viene promosso sia come una filosofia dell’esercizio fisico, ma anche come uno sport agonistico di fitness; gli allenamenti di CrossFit prevedono allenamenti ad alta intensità e ad intervalli, sollevamento pesi olimpico, pliometria, powerlifting, ginnastica, sollevamento kettlebell, ginnastica ritmica, strongman e altri esercizi. È praticato dai membri di oltre 13.000 palestre affiliate, circa la metà delle quali si trovano negli Stati Uniti e da persone che fanno allenamenti quotidiani completi (altrimenti noti come WODs – Workout Of Day, o gli allenamenti del giorno)».

Uno schema di base per praticare esercizi seguendo i precetti di questi circuiti fitness durante la tua ginnastica all’aperto, potrebbe iniziare così:

  1. Due minuti di corsa, da ripetere ogni volta tra un esercizio e un altro di quelli descritti a seguire;
  2. Una serie di affondi a corpo libero in movimento 20 metri;
  3. Venti ripetizioni di squat a corpo libero;
  4. Dieci piegamenti sulle braccia;
  5. Una serie di dieci ripetizioni con sandbag in versione rematore. Sandbag è un attrezzo che può fungere da bilanciere, manubrio, kettlebell e sacco.

Come dici? Il crossfit ti sembra tanta roba? Eppure questo è solo una fase per principianti o riscaldamento.

Allenamento funzionale al parco

attrezzatura per palestraQuale posto migliore di un parco per fare ginnastica all’aperto? Natura, aria fresca e, magari, anche qualche buona attrezzatura funzionale ai tuoi esercizi.

Ecco perché abbiamo pensato anche ad una scheda allenamento parco.

La cosa più bella, in questi posti è fare una bella corsa lungo un percorso fitness all’aperto, se non addirittura un giro in bicicletta. Ma nelle migliori aree cittadine di questo tipo che si rispettino, dovresti riuscire abbastanza facilmente a trovare attrezzature come una sbarra trazioni, parallele e una spalliera. E allora, se in buone condizioni, perché non sfruttarle?

In tal caso potresti, potresti alternare in due diversi allenamenti in giornate differenti:

  1. Dieci minuti di corsa, trazioni alla sbarra, crunch a terra e altra corsa di venti minuti per chiudere;
  2. Corsa di dieci minuti, affondi e femorali a corpo libero, parallele e crunch inverso, per finire con venti minuti di corsetta/camminata sostenuta.

Se non una palestra all’aperto, poco ci manca. E con questo siamo giunti alla conclusione della guida Unicusano sulla ginnastica all’aperto. Adesso sai tutto quello che ti serve, tocca soltanto a te e alla tua voglia di metterti o mantenerti in forma. Allaccia bene le scarpe e inizia a correre. Che ne dici?

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Diario personale: ecco perché dovresti tenerne uno

Lo sapevi che molte delle persone più influenti della storia hanno tenuto un diario personale delle loro vite?

Se anche e a te piace o vorresti averne uno, in questo articolo troverai tutte le motivazioni sul perché conviene tenerlo. Ma anche una lunga serie di info e consigli su come scrivere un diario nel modo migliore e più utile a te.

È vero, oggi esistono tante app per la pianificazione dello studio o che ti permettono di appuntare direttamente sul tuo smartphone cosa fare o dove mangiare a Salerno, ma vuoi mettere il fascino e la bellezza di sfogliare ogni singola pagina di diario personale?

E poi non va assolutamente sottovalutato l’effetto benefico dello scrivere a mano per rilassare la mente e rafforzare la propria memoria.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito al nocciolo della questione: perché dovresti tenere un diario personale.

Diario dei pensieri e non solo: esempi

Gli appunti o le frasi da scrivere sul diario personale possono essere le più disparate, a seconda delle motivazioni che ti spingono a farlo. Nei prossimi paragrafi andremo a vedere diversi esempi.

Diario segreto per ragazze

Alzi la mano chi da bambina non ha mai avuto un diario segreto. Oppure chi non ha mai letto il romanzo o visto i film ispirati al famoso Diario di Bridget Jones, una donna che decide di riprendere in mano la sua vita cominciando proprio da un diario nel quale scrivere tutta la verità su di sé e riproporsi di cambiare, dando voce a un racconto molto più provocatorio, erotico e divertente di qualunque libro tenga sul comodino:

«Decisi di riprendere in mano la mia vita. E di cominciare un diario in cui scrivere tutta la verità su Bridget Jones».

Quello che Bridget ha insegnato è anche una regola universale: mai lasciare incustodito il proprio diario personale. Nel primo film della serie, ad esempio, l’uomo che piace alla protagonista finirà casualmente per leggerlo e trovare dentro diverse pensati invettive e cattiverie contro di lui scritte in passato dalla protagonista. Non certo il modo migliore per conquistare un uomo, confidargli il proprio amore o iniziare una relazione con lui.

Contorni molto più drammatici, invece, quelli che contraddistinguono è il cosiddetto diario di Anna Frank. Ovvero la raccolta delle pagine di diario segreto, scritte in originale in lingua olandese, di una ragazza ebrea nata a Francoforte in Germania e rifugiatasi con la famiglia ad Amsterdam, costretta nel 1942 a entrare nella clandestinità insieme alla famiglia per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di sterminio nazisti.

«Ah, quante cose mi vengono in mente di sera quando sono sola, o durante il giorno quando debbo sopportare certa gente che mi disgusta o che interpreta male tutte le mie intenzioni! Perciò finisco sempre col ritornare al mio diario, è il mio punto di partenza e il mio punto di arrivo».

Diario segreto per maschi

Non solo donne. Anche personaggi illustri maschili hanno avuto un diario personale. Da Einsten a Mark Twain, da Charles Darwin a Thomas Edison, Leonardo Da Vinci e Beethoven, solo per fare qualche esempio.

Questo perché, che tu sia una donna o un uomo, e a prescindere dall’età, scrivere un diario personale aiuta a:

  1. Rilassarti;
  2. Migliorare la tua attenzione;
  3. Accrescere la tua memoria;
  4. Schiarirti le idee, svilupparle e concretizzarle;
  5. Organizzare i tuoi pensieri e le tue emozioni;
  6. Aumentare la tua creatività e la tua intuizione;
  7. Elevare il tuo umore e la tua autostima;
  8. Ridurre i pensieri negativi;
  9. Raggiungere i tuoi obiettivi;
  10. Eliminare il disordine mentale;
  11. Alleviare i sintomi di disturbi come l’asma, l’artrite reumatoide e la sindrome dell’intestino irritabile;
  12. Seguire una dieta;
  13. Controllare e centrare la tua personalità, registrando i tuoi progressi.

E così ti abbiamo già fornito non una, ma ben tredici diverse ragioni per tenere uno. Se ti sei convinto, esistono diverse soluzioni: puoi cercare il tuo diario personale su Amazon o nelle tante cartolerie presenti a Salerno o nella tua città.

Diario di bordo per i tuoi viaggi

pagina di diario personalePensieri, segreti, appunti, schemi organizzativi, ma no solo. Esistono anche altre variabili, ad esempio come scrivere un diario di viaggio.

Un diario personale del genere ha diverse utilità. In primis fare da giornale di bordo vero e proprio, ovvero raccogliere tutto ciò che ci si propone di fare prima e durante un viaggio, ma non solo.

Quando l’esperienza è conclusa, può essere anche un modo per raccogliere tutti i più bei ricordi delle tue vacanze, le tue gite o comunque attività di questo genere.

Quelle legate al tema travel, rappresentano certamente alcune tra le idee per un diario personale tra le più affascinanti.

Diario digitale: dal blog a wattpad

Fin qui abbiamo parlato dei benefici di un diario personale cartaceo, materiale, per così dire “tradizionale”. Sottolineando l’importanza che può avere sulla tua persona, sia dal punto di vista organizzativo che emotivo e di carattere mentale.

Ma anche un diario personale online ha certamente una sua valenza e utilità. Oltre che un certo fascino, anche se forse per ovvie ragioni può essere più difficile da tenere eventualmente completamente segreto. D’altro canto, nell’epoca dei social network, è più facile da condividere con chi vuoi. E in effetti, gli stessi Facebook o Instagram cosa sono se non dei diari? Quest’ultimo sopratutto è particolarmente indicato come diario personale tema viaggi, essendo basato essenzialmente sulla fotografia.

Le alternative ai classici social sono comunque molte: dal blog diario personale alle tante app per i tuoi dispositivi mobili, smartphone compresi.

Come spiega Wikipedia, un blog altro non è che:

«Un particolare tipo di sito web in cui i contenuti vengono visualizzati in forma anti-cronologica. In genere il blog è gestito da uno o più blogger, che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o di post, concetto assimilabile o avvicinabile a un articolo di giornale».

Giornale pubblico, diario personale o addirittura segreto. A te la scelta di come utilizzarlo.

In questo settore una volta a farla da padrona era soprattutto Myspaces. Basti pensare che dopo il lancio, avvenuto nel 2007,  il tasso di crescita in Italia era di 4.500 nuovi profili al giorno, uno ogni 5 secondi. Utilizzato soprattutto come diario segreto per bambini e adolescenti.

Negli anni, nel frattempo, si sono moltiplicate le possibilità di scelta sul web. Tra le possibilità di ultima generazione, diversi giovani e soprattutto giovanissimi utilizzano Wattpad, una piattaforma online che unisce una comunità multilingue di scrittori e lettori tramite sito web o app su dispositivo mobile.

Iniziare a scrivere: dipende solo da te

Cosa ne dici, l’idea di avere anche tu un diario personale ti affascina? Speriamo di aver contribuito a farti propendere per questa idea, perché come abbiamo ampiamente sottolineato all’interno di questo articolo, scrivere fa davvero bene sotto diversi aspetti.

Adesso ne sai probabilmente e quindi tocca a te: scrivi una pagina di diario e vedi come va. Provare non costa nulla e siamo certi che ti piacerà e stimolerà ad andare avanti.

E con questo si conclude la nostra guida, torna pure a rileggerla ogni qual volta ne avrai bisogno. E se ti sarà di ispirazione, magari un giorno potrai citarla sul tuo blog.

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Monologhi famosi: ecco quelli da conoscere

Sei alla ricerca dei monologhi famosi più coinvolgenti della storia?

Che tu voglia estrapolare da essi delle belle frasi di in bocca al lupo, piuttosto che parole incoraggianti, oppure prendere spunto per scegliere quali film vedere con gli amici, stai leggendo l’articolo giusto.

In questa guida, infatti, ti proporremo discorsi bellissimi su diversi temi. Scritti o pronunciati in diversi ambiti e occasioni, su tematiche differenti. Dai monologhi comici a quelli sull’amore.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed andiamo subito a scoprirli e a leggerli tutti.

Monologhi brillanti: ecco i migliori

Nei prossimi paragrafi, ti suggeriremo dunque diversi monologhi famosi e altri forse più di nicchia. Sperandoci di ispirarti a dovere, ti auguriamo buona lettura.

Monologhi sulla vita

Per realizzare una guida completa sui monologhi famosi più variegata possibile, abbiamo scelto cinque categorie e selezionato un monologo per ognuna di esse. Ovvero:

  1. Vita
  2. Teatro
  3. Cinema
  4. Amore
  5. Divertente

Iniziamo questo nostro viaggio, quindi, con una citazione tratta da “Il curioso caso di Benjamin Butt”. Eccola:

«Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi. Puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio. Spero che tu viva tutto al meglio. Che tu possa vedere cose sorprendenti. Spero che tu possa avere emozioni sempre nuove. Che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi. Spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita. E se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero».

Cosa ne pensi? Ti ritrovi anche tu in questi pensieri? Eppure siamo solo all’inizio. Proseguiamo esplorando le altre quattro categorie.

Monologhi teatrali

monologhi sulla vitaTra i monologhi famosi della letteratura e del teatro più conosciuti vi è il celebre “Essere o non essere” dell’Amleto di William Shakespeare.

Anche sei in realtà si tratterebbe di un soliloquio. Eccolo citato qui:

«Essere, o non essere, questo è il problema: se sia più nobile nella mente soffrire colpi di fionda e dardi d’atroce fortuna o prender armi contro un mare d’affanni e, opponendosi, por loro fine? Morire, dormire…nient’altro, e con un sonno dire che poniamo fine al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali di cui è erede la carne: è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire, dormire.

Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo, perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale deve farci riflettere. È questo lo scrupolo che dà alla sventura una vita così lunga. Perché chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo, il torto dell’oppressore, l’ingiuria dell’uomo superbo, gli spasimi dell’amore disprezzato, il ritardo della legge, l’insolenza delle cariche ufficiali, e il disprezzo che il merito paziente riceve dagli indegni, quando egli stesso potrebbe darsi quietanza con un semplice stiletto?

Chi porterebbe fardelli, grugnendo e sudando sotto il peso di una vita faticosa, se non fosse che il terrore di qualcosa dopo la morte, il paese inesplorato dalla cui frontiera nessun viaggiatore fa ritorno, sconcerta la volontà e ci fa sopportare i mali che abbiamo piuttosto che accorrere verso altri che ci sono ignoti?

Così la coscienza ci rende tutti codardi, e così il colore naturale della risolutezza è reso malsano dalla pallida cera del pensiero, e imprese di grande altezza e momento per questa ragione deviano dal loro corso e perdono il nome di azione».

E dopo i monologhi famosi del teatro, nel prossimo paragrafo passiamo al cinema.

Monologhi film

Ed eccoci giunti alla scelta del miglior monologo cinematografico. In questo caso ti suggeriamo queste parole tratte dal film American Beauty del 1999, diretto da Sam Mendes:

«Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell’istante prima di morire. Prima di tutto, quell’istante non è affatto un istante: si allunga, per sempre, come un oceano di tempo. Per me, fu… lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle, degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. E Janie. Janie…e Carolyn.

Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l’avrete».

Uno dei migliori monologhi brevi, ma allo stesso tempo più intensi, del grande schermo.

Monologhi sull’amore

Tra i compiti più ardui c’è quello di scegliere un solo monologo sull’amore. Proponiamo Nuvola in Calzoni Majakovskij, nella versione portata a teatro da Carmelo Bene:

«Il vostro pensiero, sognante sul cervello rammollito, come un lacchè rimpinguato su un unto sofà stuzzicherò contro l’insanguinato brandello del cuore: mordace e impudente, schernirò a sazietà. Non c’è nel mio animo un solo capello canuto, e nemmeno senile tenerezza! Intronando l’universo con la possanza della mia voce, cammino, bello, ventiduenne.

Teneri! Voi coricate l’amore sui violini. Il rozzo sui timballi corica l’amore. Ma come me non potete slogarvi, per essere labbra soltanto da capo a piedi! Venite a istruirvi dal salotto, vestita di batista, decente funzionaria dell’angelica lega, voi che sfogliate le labbra tranquillamente come una cuoca le pagine del libro di cucina. Se volete, sarò rabbioso a furia di carne, e, come il cielo mutando i toni, se volete, sarò tenero in modo inappuntabile, non uomo, ma nuvola in calzoni!

Volete stuzzicarmi? Meno delle copeche d’un pitocco sono gli smeraldi delle vostre follie. Ricordate! Perì Pompei quando esasperarono il Vesuvio!

Ehi! Signori! Dilettanti di sacrilegi, di delitti, di massacri, avete visto mai ciò che è più terribile: il viso mio quando io sono assolutamente tranquillo?

E sento che l’io per me è poco. Qualcuno da me si sprigiona ostinato. Allô! Chi parla? Mamma? Mamma! Vostro figlio è magnificamente malato! Mamma! Ha l’incendio del cuore. Dite alle sorelle Ljuda e Olja ch’egli non sa più dove salvarsi.

Ogni parola, persino ogni burla ch’egli vomita dalla bocca scottante si butta come nuda prostituta da una casa pubblica che arde. Gli uomini annusano: odor di bruciato! Raccozzano dei tipi strani. Rutilanti! Con gli elmi! A che scopo quegli stivaloni! Dite ai pompieri: sul cuore ardente ci si arrampica con le carezze».

Davvero intenso, non credi?

Monologhi divertenti

E l’amore, indirettamente, è al centro anche dell’autosatira espressa nell’ultima citazione della nostra raccolta.

Concludiamo, infatti, con un estratto di un discorso di Massimo Troisi (alias Tommaso) all’interno di “Pensavo fosse amore, invece era un calesse” (1991), quando scopre che la sua ex ha un altro.

«Ma perché siete tutti così sinceri con me, che cosa vi ho fatto di male, io? Chi vi ha chiesto niente? Queste non sono cose che si dicono in faccia. Queste sono cose che vanno dette alle spalle dell’interessato. Sono sempre state dette alle spalle».

Un testo comico breve, dal retrogusto amaro, ma certamente efficace. In pieno stile Troisi.

Con questo si conclude la nostra guida sui monologhi famosi. Hai già scelto il tuo preferito?

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Giochi per il cervello: i 10 da provare

Sei alla ricerca di nuovi stimolanti giochi per il cervello?

Come diceva il filosofo greco Platone: si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione. E allora se vuoi mettere alla prova la tua intelligenza, cosa c’è di meglio di una bella partita con giochi di memoria, videogames d’astuzia, indovinelli sul pensiero laterale, test a risposta multiplaesercizi per allenare il cervello o un bel gioco da tavolo e strategia basato sulla risoluzione di rompicapi o su come fare una mappa concettuale.

Ecco perché, in questo articolo abbiamo selezionato e recensito per te 10 giochi per il cervello da provare assolutamente.  In questa guida, infatti, ti proporremo tantissimi giochi di pensiero laterale di ogni tipo e grado di difficoltà. Dagli indovinelli per bambini agli indovinelli difficili con soluzioni.

Non vedi l’ora di vederli e provarli? Allora non perdiamo tempo e iniziamo subito. Start: si gioca!

Giochi per la memoria e l’intelligenza: la nostra top 10

Diversi neurologi affermano che esiste una stretta relazione tra le persone che si cimentano in giochi per il cervello e il loro quoziente intellettivo. Nei bambini, questi servono ad accrescere le loro abilità cognitive coinvolte nell’apprendimento durante l’infanzia. Mentre i giochi di memoria per adulti aiutano a migliorare la vitalità cognitiva in età matura. Ma quali sono i migliori test per allenare cervello e mente? Andiamo a scoprirlo insieme nei prossimi paragrafi. Tra giochi in italiano e multilingue.

Memorando

Non solo un semplice gioco per il cervello, una vera e propria palestra per le meningi. Dispone di ben 15 tipi di esercizi per la mente divisi per aree: dalla memoria alla logica, dalla concentrazione alla reazione e alla velocità. Se vuoi metterti alla prova, è molto diffuso anche tra i giochi per la mente gratis da scaricare su Play Store, App Store e Amazon. Testa subito la tua elasticità mentale.

Sudoku

Uno tra i giochi per la mente anziani, nel senso che rappresenta uno dei più grandi cult del genere. Ciò nonostante, si tratta ancora di uno dei giochi di intelligenza e logica più diffusi al mondo, il preferito di tanti giovani e adulti. In una sola parola: intramontabile. Di origine giapponese, in italiano Sudoku significa letteralmente “sono consentiti solo numeri solitari”. Obiettivo del gioco è quello riempire una tabella con i numeri da 1 a 9 evitando che quelli uguali si ripetano nella stessa riga, colonna o riquadro. Pensi di poterci riuscire? E allora cosa aspetti a provare?

Neuro Nation

Un altro prodotto che trovi disponibile come app per il tuo smartphone e che racchiude più giochi di intelligenza. Per essere precisi, si tratta di ben 28 esercizi per la mente gratis e 7 corsi fatti su misura. La sua particolarità consiste nell’essere stata sviluppata in collaborazione con diversi neuroscienziati al fine di aumentare la concentrazione, consolidare la memoria, testare la tua intelligenza e allenare il pensiero logico. Inoltre ti permette di creare un tuo programma di allenamento personalizzato

Unblock Me

A proposito di rompicapi divertenti, di cui accennavamo nella nostra introduzione a questa guida sui giochi per il cervello, proseguiamo sul filone delle app e passiamo a questo software che sarebbe capace di tenerti incollato allo smartphone per ore in maniera divertente, grazie ai suoi 3000 livelli e tre modalità di gioco:

  1. Relax
  2. Sfida
  3. Multiplayer

Il gioco consiste nel riuscire a sbloccare un percorso e liberare un blocco rosso. Non preoccuparti, non bisogna essere un torero per vincere.

Mind Games

Studi psicologia o sei un appassionato lettore dei più importanti psicologi famosi contemporanei e della storia? Allora fra tutti i giochi per il cervello più interessanti, questa è l’app che fa decisamente per te. Si tratta infatti di una collezione di giochi basata sugli studi di cognitivi più aggiornati. Se sei interessato a questi temi, dai un’occhiata al nostro Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione – curriculum Cognitivo funzionale.

Braian It On

Una collezione di giochi per il cervello basata su rompicapi sulla fisica simpatici e divertenti, ma non per questo sempre di facile risoluzione. Anzi, risolverli ti spiana la strada verso un percorso di miglioramento non indifferente. Se ti piacciono le sfide difficili e scientifiche, devi scaricarlo assolutamente. È disponibile, infatti, come app sugli store Google e Apple.

Cranium

Noi non vogliamo assolutamente accontentarci. E per questo non ci limitiamo a dirti “scarica giochi gratis per allenare il cervello“. Passiamo adesso, infatti, ad uno dei più interessanti giochi da tavolo. Per l’esattezza Cranium è un party game davvero irriverente con il quale puoi sfidare i tuoi amici (si può giocare dai quattro giocatori in su). Esso prevede prove di abilità di ogni genere: dalla cultura al disegno, dal mimo alla drammatizzazione, dai rompicapi agli scioglilingua. Come fare per vincere? Basta rispondere alle domande in tutti i modi richiesti dal gioco. Se ce la fai.

Chi sono

Giochi per il cervello in tutti i sensi. Questo gioco, infatti, consiste nel pensare il nome di un personaggio, scriverlo su un post-it e attaccare quest’ultimo in fronte al tuo avversario. Che senza poter leggere il nome stampato sulla sua fronte, dovrà indovinare il personaggio facendo delle domande a turno con te o con gli altri sfidanti. Si può giocare in due o in quanti altri si vuole. Ogni concorrente attribuirà un nome da indovinare ad un altro. Facile da organizzare, divertentissimo da fare.

Memory

giochi di memoriaUno dei giochi per il cervello più popolari. Il nome lascia subito intendere cosa serve per vincerlo: un’ottima memoria. Si tratta di un gioco di carte per bambini, nel quale i giocatori devono accoppiare le carte. Queste vengono mescolate e disposte a dorso coperto sul tavolo ordinatamente o a casaccio. Ognuna di esse ha un doppione. A turno i concorrenti hanno la possibilità di girare due carte, finché non trovano la coppia esatta. Se il tentativo fallisce, le carte tornano coperte e si passa la mano. Risulta dunque fondamentale ricordare quali carte sono state temporaneamente scoperte nei tentativi andati a vuoto. In modo di accoppiarle qualora dovessi trovare il doppione nel corso del gioco.

Nomi cose città

Concludiamo la nostra guida sui giochi per il cervello con un grande classico. Chi non conosce “nomi, cose e città”? Tutti ci abbiamo giocato almeno una volta nella vita, senza distinzione di età, dai più grandi ai più giovani. Il gioco consiste nell’estrarre una lettera a caso (o attraverso il classico “bim bum bam” tirando con le dita) e nello scrivere le parole che iniziano con quella lettera nelle categorie scelte. Nomi, cose e città sono generalmente le prime e sempre presenti, ma tra le più gettonate e utilizzato, troviamo ad esempio anche:

  • Animali
  • Colori
  • Frutta
  • Personaggi famosi
  • Cantanti
  • Personaggi storici
  • Nazioni
  • Mestieri

E con questo siamo giunti alla fine del nostri suggerimenti su questo appassionante tema. Ti abbiamo suggerito giochi da tavolo, da fare da solo, in coppia o in gruppo, da scaricare o fare online e molto altro. Che ne dici, hai trovato qualcosa di interessante? Hai già scelto da quale gioco iniziare?

Speriamo di sì, a noi non rimane che augurarti buon divertimento a te e buon allenamento alla tua mente.

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