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I 5 errori da evitare il primo giorno di lavoro

Stai per iniziare la tua vita professionale e vuoi sapere quali sono gli errori da evitare il primo giorno di lavoro? L’ansia di dover affrontare un ambiente nuovo non passa mai. I neolaureati alle prese con il primo impiego sono assaliti dagli stessi dubbi di chi deve passare da un lavoro all’altro. Se sei ansioso e teso, non allarmarti: è normalissimo. Le novità portano sempre con sé un po’ di destabilizzazione. La cosa importante è affrontarle nel modo giusto. Qualche piccola caduta di stile è ammessa, soprattutto quando sai come trasformarla con ironia in un punto a tuo favore. C’è solo una cosa imperdonabile il primo giorno di un lavoro nuovo: arrivare in ritardo.

Errori nel primo giorno di lavoro: commentare troppo

La prima preoccupazione di un neoassunto è piacere a tutti. Sarai assalito anche tu da domande di questo tipo:

  • andrò d’accordo con i colleghi?
  • riuscirò a farmi apprezzare dal capo?
  • mi troverò bene a lavorare in un team già esistente?
  • mi aspetta un ambiente in cui potermi esprimere liberamente?

Prima di varcare la soglia del nuovo ufficio/azienda, l’ansia da prestazione può fare qualche brutto scherzo. Fai un bel respiro e parti dal presupposto che il primo giorno non devi impressionare tutti. È impossibile, tra l’altro, farti conoscere nell’arco di un turno di otto ore.

Il nostro vademecum con i 5 errori da evitare il primo giorno di lavoro parte proprio da una semplice constatazione. Quando si è assaliti dall’ansia da prestazione, si tende a parlare troppo e a chiedere troppo, con il risultato di incappare in qualche gaffe.

Il consiglio è di contare fino a 10 prima di intervenire. Il primo giorno dovrebbe essere dedicato soprattutto all’osservazione. Non conosci l’ambiente, non hai alcuna contezza delle dinamiche esistenti tra i colleghi e i colleghi e il capo, non sai ancora bene neppure quali saranno i tuoi compiti e quali procedure dovrai seguire. Rilassati e pensa che avrai tutto il tempo di integrarti. Se inizi con questo pensiero bene in mente, non farai passi falsi e non parlerai a ruota libera, con il rischio di offendere qualcuno prima ancora di iniziare a lavorare sul serio.

Sei una persona dalla battuta facile? Cerca di evitare di dare libero sfogo a questa tua tendenza. Lo scherzo e la battuta creano sì cameratismo, ma tra persone che si conoscono da tempo. Il primo giorno sarebbe meglio mettere da parte l’ironia, che è sempre un’arma da maneggiare con grande cura.

Informarsi sul capo? Meglio evitare

Un altro degli errori da evitare il primo giorno di lavoro è porre la classica domanda: com’è il capo? Non sai con chi stai parlando. E se il collega a cui lo hai chiesto fosse un fedelissimo del tuo superiore? In questo caso la domanda potrebbe essere riferita e non deporrebbe a tuo favore.

Meglio farsi la propria opinione da soli. In ogni caso i commenti sui superiori sono un altro di quei comportamenti accettati solo dopo un certo periodo di permanenza in un posto di lavoro. Quando avrai consolidato i tuoi rapporti, potrai parlare con i tuoi colleghi degli altri membri del team.

Si tratta comunque anche in questo caso di una domanda dettata dall’ansia. In fondo è quasi un retaggio universitario. Ti sarai sicuramente presentato a più di un esame chiedendo agli altri studenti: com’è il professore? Ebbene, non appena inizi il tuo percorso professionale, cerca di dimenticare questo tipo di domande.

Non avere paura di sbagliare

Nuovo lavoro significa nuovi compiti e strumenti. L’errore potrebbe cioè essere dietro l’angolo. Nessuno si aspetta, tra l’altro, che tu sappia eseguire tutte le tue mansioni alla perfezione, visto che prevedono sempre una percentuale di novità. Se hai appena preso la laurea in ingegneria, per esempio, potresti dover usare delle piattaforme informatiche di proprietà dell’azienda, mai utilizzate prima.

Ora, quale atteggiamento sarebbe bene adottare? Se ti hanno spiegato qualcosa ma sei incerto, meglio chiedere. Ti informi, sciogli i tuoi dubbi e non commetti qualche errore stupido.

Sarebbe buona prassi anche non interrompere ogni cinque minuti il collega che ti affianca. Segnati le varie cose su cui ti sorgono dei dubbi e poni i tuoi quesiti tutti insieme. In questo modo appari più attento nei confronti del lavoro dei colleghi, risolvendo il tuo problema senza dare loro l’impressione di inadeguatezza. Spesso, infatti, si preferisce non chiedere proprio per non apparire inefficienti. Ancora una volta si tratta di uno di quegli errori da evitare il primo giorno di lavoro. E ancora una volta a farti brutti scherzi è l’ansia da prestazione.

Avere delle incertezze e sbagliare delle procedure sono cose normali. Avrai bisogno di un periodo di rodaggio prima di diventare un impiegato modello. Allora, chiedi sempre ma con discrezione.

Se non sei al primo lavoro ma provieni da un precedente impiego, stai attento ai commenti sulle procedure. Potrebbe essere naturale lasciarsi andare a commenti come:

  • dove lavoravo prima facevamo così
  • il programma che usavo al vecchio lavoro era più intuitivo
  • non sarebbe meglio fare in quest’altra maniera? Nel vecchio ufficio ci trovavamo molto bene

Tutti questi commenti potrebbero infastidire i colleghi. In fondo, mettere a paragone procedure e strumenti, sottintendendo che quelle del tuo vecchio impiego fossero migliori, non predispone bene gli altri nei tuoi confronti. Qualcuno, infatti, potrebbe chiedersi polemicamente perché mai hai cambiato lavoro.

Errori da evitare il primo giorno di lavoro: pretendere troppo

Sei appena arrivato in un nuovo ambiente lavorativo, aspettati di non avere l’ufficio più bello del piano, le mansioni più gratificanti dell’ufficio e il calendario di impegni più equilibrato tra picchi di lavoro intenso e momenti di lavoro meno intenso.

Se qualcosa non corrisponde alle tue aspettative, sarebbe meglio soprassedere un attimo. Il primo giorno non puoi correre a lamentarti, sottolineando tutte le cose da migliorare. Ricordi il primo punto in elenco e il consiglio di guardarti intorno e farti un giudizio prima di intervenire? È un suggerimento davvero prezioso, che devi tenere a mente anche in tutte le situazioni di insoddisfazione riguardo la tua postazione, il tuo ufficio, le tue mansioni o gli strumenti a disposizione.

Aspetta di capire come e perché ti sono state assegnate determinate cose e solo dopo esponi il tuo pensiero. Cerca cioè di mantenere un profilo basso. Se poi dopo un adeguato lasso di tempo le cose non cambiano, parlane con i tuoi superiori. Fare gavetta è giusto, ma rimanere sempre in una posizione svantaggiosa è nocivo per la tua carriera e per il tuo equilibrio personale.

Abiti sciatti e smartphone accesso? La buona impressione non è garantita

Nel primo giorno di lavoro un po’ di cura in più nell’abbigliamento aiuta sempre. Un collega ordinato fa un’altra impressione rispetto a un collega sciatto. Sarebbe bene mantenere questo standard per tutta la carriera lavorativa e, dunque, quale modo migliore per farlo se non iniziando con il piede giusto?

Infine, l’ultimo degli errori da evitare il primo giorno di lavoro è tenere il cellulare accesso. Amici e fidanzato/a vorranno sapere come vanno le cose e ti arriveranno un po’ di messaggi. Meglio rispondere durante la pausa. Silenzia lo smartphone perché la suoneria dei messaggi potrebbe infastidire i colleghi, soprattutto quando il lavoro si svolge in uno spazio comune. Tra l’altro, lo smartphone sempre in mano è sinonimo di disattenzione. Rischi cioè di fare una cattiva impressione proprio il primo giorno di lavoro.

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Diploma al liceo artistico: cosa fare dopo?

Hai un diploma di liceo artistico e vuoi capire a quali facoltà universitarie puoi iscriverti? Lo sbocco naturale è sicuramente l’Accademia delle belle arti, ma non si tratta dell’unica facoltà consigliata.

Per iscriverti all’accademia, infatti, devi avere una passione e una propensione per l’arte molto spiccata. Se durante i cinque anni di liceo ti sei reso conto di non voler continuare a studiare disegno, pittura, mosaico e modellistica, hai diverse opzioni davanti a te. Continua a leggere e scopri quali sono le facoltà più indicate con un diploma di liceo artistico.

Cosa fare dopo il liceo artistico? Una facoltà umanistica

Il programma di studi del liceo artistico include materie come filosofia, storia e geografia, letteratura italiana e lingue straniere. Come vedi il piano di studi è in linea con le facoltà umanistiche.

Potresti cioè tranquillamente iscriverti alla facoltà di lettere moderne o a quella di filosofia. Nel caso in cui tu abbia frequentato il liceo con indirizzo scenografia, invece, sono consigliate le facoltà come il DAMS (Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Se invece hai frequentato il liceo con indirizzo audiovisivo e multimediale, dai un’occhiata ai corsi dell’Università di Salerno. Una delle facoltà consigliate potrebbe essere quella di Comunicazione digitale e social media (L-20). Il piano di studi, infatti, include esami come:

  • teorie e tecniche dei media mainstream
  • internet e social media
  • teoria dei linguaggi dei nuovi media
  • principi di disegno per la comunicazione digitale
  • marketing applicato alla comunicazione

Tra i corsi dell’area umanistica sono indicati anche quelli in conservazione dei beni culturali e in archeologia.

Diploma di liceo artistico: architettura e design

Dopo il diploma di liceo artistico puoi scegliere tutta una serie di facoltà che hanno a che vedere con il disegno, tra cui architettura. Per l’iscrizione è necessario il superamento di un test di ingresso. Dopodiché, la facoltà si articola con la formula 3+2. Al conseguimento della laurea triennale, per esempio, sostieni l’esame di stato e ti iscrivi all’albo professionale della categoria B di architetto junior. Questo significa che potrai lavorare solo come collaboratore di un architetto senior. Per poterti iscrivere alla categoria A di architetto vero e proprio, invece, dovrai completare il percorso iscrivendoti alla laurea magistrale.

Se il corso di laurea in architettura ti sembra troppo impegnativo, puoi optare per una delle tante facoltà di:

  • design
  • disegno industriale
  • arti multimediali
  • design per la moda

Cambia strada con la facoltà di ingegneria civile

Non è detto che dopo il diploma di liceo artistico ti debba iscrivere necessariamente a una facoltà che completi i tuoi studi. Potresti anche decidere di cambiare totalmente percorso, scegliendo comunque una laurea che ti permette di far fruttare il tuo talento nel disegno e nella progettazione. In questo caso, la facoltà migliore è ingegneria civile (L-7) con indirizzo Strutture.  Si tratta di un percorso che ti prepara a diventare un ingegnere in grado di progettare opere civili in campo edile e non solo.

La parola chiave che dovrebbe indurti ad abbracciare questa laurea è proprio progettazione. Durante i tre anni della triennale, infatti, affronterai materie come:

  • disegno
  • informatica
  • scienza della costruzioni
  • scienza e tecnologia dei materiali
  • topografia
  • architettura tecnica
  • laboratorio di disegno CAD
  • tecnica urbanistica
  • composizione architettonica

Come vedi molti esami hanno a che fare con il disegno. È vero dovrai anche sostenere esami in materie come matematica, geometria, fisica e chimica generale. Con un po’ di studio, però, supererai anche le prove che ti possono apparire più distanti dalla tua formazione scolastica di base.

In realtà, il programma di matematica dei licei artistici include calcolo algebrico, geometria analitica, funzioni elementari, nozioni di base del calcolo differenziale e integrale, elementi di calcolo delle probabilità e analisi statistica. Si tratta di una serie di nozioni che ti consentono di iscriverti tranquillamente alla facoltà di ingegneria civile.

Prenditi un anno sabbatico e poi scegli la facoltà

Hai appena preso il diploma di liceo artistico e sei molto indeciso? Forse è il caso di fermarti un attimo a riflettere. Iscriverti subito all’università potrebbe essere un errore, soprattutto in mancanza di idee chiare. La fretta non è mai una buona consigliera e sbagliare facoltà ti farà perdere tanto tempo. Meglio concederti un anno sabbatico. Questo non significa che starai tutto il giorno a poltrire, sperando in una improvvisa illuminazione che ti indichi il cammino da percorrere. La soluzione più efficace consiste nel cimentarti con il mondo del lavoro. Spesso, mettersi alla prova in ambito professionale è il modo migliore per fare chiarezza e capire la propria strada, in base ai talenti e ai limiti messi in evidenza dal lavoro.

Con il semplice diploma, infatti, puoi provare a lavorare come:

  • designer di interni
  • decoratore
  • grafico
  • web designer
  • illustratore e fumettista
  • addetto alla scenografia
  • fotografo
  • artigiano (pittore, scultore, marmista, ceramista, creatore di gioielli e così via)

Nessuno ti vieta persino di lavorare e studiare contemporaneamente sfruttando la formula della formazione e-learning, perfetta per conciliare entrambe le attività.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Denisismagilov

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I migliori master per diventare organizzatore di eventi

Sei alla ricerca di un master per diventare organizzatore di eventi? Prendere sul serio questa professione è il primo passo per costruirti una carriera. Molti credono, erroneamente, che chiunque possa mettere in piedi un evento, senza che siano necessarie cioè competenze particolari. In realtà, si tratta di una professione che necessita di preparazione specifica e non va improvvisata. Il ventaglio di possibili eventi, infatti, non include semplici feste e matrimoni con pochi ospiti. Qui sotto la nostra guida sui master per organizzare eventi.

Cosa fa l’organizzatore eventi?

Perché iscriversi a un master per diventare organizzatore di eventi? La risposta è semplice perché questo professionista ha mansioni abbastanza varie e complesse. Si occupa, infatti, di gestire eventi come fiere, iniziative commerciali, feste e appuntamenti culturali, curando l’aspetto della programmazione e della relazione con tutti i soggetti coinvolti.

Ecco a te una piccola sintesi delle occupazioni di un event manager:

  • definisce il progetto di un evento (indicazione di costi, calendario ecc.) e realizza la relativa analisi di fattibilità
  • individua gli spazi e ne cura l’allestimento
  • seleziona il personale e stipula i relativi contratti (tecnici, fornitori di materiali, animazione e intrattenimento, personale di servizio, sicurezza)
  • progetta e realizza le attività di comunicazione e marketing (pubblicità cartacea e digitale, campagne social, creazione gadget, scelta dei testimonial)
  • monitora e valuta l’andamento dell’evento
  • redige un report dell’evento con tutte le voci di spesa e di guadagno

Competenze e qualità di un organizzatore eventi

Come puoi notare dall’elenco di mansioni, un organizzatore eventi deve possedere diverse competenze. È necessario, per esempio, avere una certa conoscenza della normativa riguardante lo spettacolo e le attività culturali, soprattutto quando si aspira ad allestire concerti, rassegne teatrali, fiere letterarie e così via.

Non bisogna neppure tralasciare le conoscenze riguardanti le leggi sull’organizzazione di eventi negli spazi pubblici e le politiche relative ai fondi e ai programmi comunitari che agevolano l’organizzazione di eventi culturali. Non solo, sono indispensabili conoscenze di:

  • marketing e comunicazione
  • budgeting
  • lingue straniere
  • tecniche di raccolta fondi

Oltre alle conoscenze acquisibili con un master, sono da valutare anche le proprie qualità personali prima di tuffarsi in questo percorso professionale. L’organizzatore di eventi non è un mestiere per tutti. Per svolgere al meglio questa professione bisogna avere:

  • creatività
  • tendenza al problem solving
  • flessibilità e qualità di leadership
  • propensione all’ascolto
  • orientamento al cliente e alti livelli di empatia
  • adattabilità a picchi di lavoro molto intensi

Come scegliere il master per diventare organizzatore di eventi

Per scegliere il master perfetto devi necessariamente valutare l’elenco di mansioni e competenze qui sopra. Il programma del corso prescelto, infatti, deve consentirti di assolvere a tutti i compiti previsti e deve fornirti gli strumenti per farlo.

Il piano di studi del master proposto da Unicusano, per esempio, prevede materie come:

  • marketing degli eventi
  • project management
  • normativa e responsabilità sugli eventi
  • budgeting degli eventi
  • chiusura e reporting di gestione
  • tipologie di evento pubblico (eventi sportivi, culturali, aziendali, congressuali e musicali)
  • pubbliche relazioni
  • l’evento privato e il wedding planning
  • project work finale

Come puoi leggere, le materie coprono tutte le competenze richieste. Si va, infatti, dal marketing alle nozioni di diritto. Non solo, il master fornisce anche gli strumenti per specializzarsi nel settore dei matrimoni.

Un organizzatore eventi particolare: il wedding planner

Il settore dei matrimoni è un ottimo ambito lavorativo. Prima della pausa forzata imposta dalla pandemia scoppiata nel 2020, si parlava di un giro d’affari in Italia pari a circa 7 miliardi.

Un’inchiesta, condotta da Il Sole 24 ore tra il 2016 e il 2017, ha evidenziato come in Italia ci sia stata una crescita del +9,4% delle aziende legate al settore dell’organizzazione dei matrimoni. L’Italia, tra l’altro, è considerata una delle 10 destinazioni più belle al mondo in cui celebrare le proprie nozze. Questo fa sì che molti stranieri scelgano la nostra nazione per il loro giorno più bello della vita.

Cosa significa tutta questa premessa? Se ti piace il settore e vorresti tentare la carriera di wedding planner, investi nel tuo futuro professionale iscrivendoti a un master in modo da farti trovare pronto quanto i matrimoni ricominceranno a essere celebrati senza restrizioni.

Come funziona un master per organizzatore eventi

Per poterti iscrivere ai master universitari devi essere in possesso della laurea. Se il corso è di I livello, ti basta la laurea triennale. In caso di master di II livello, invece, hai bisogno della laurea magistrale.

L’aspetto positivo del master è che il corpo docenti non è costituito necessariamente solo da professori universitari. Spesso, le lezioni vengono tenute da organizzatori eventi e wedding planner professionisti che portano le loro esperienze dirette. Questa modalità ti consente di avere un primo approccio molto pratico con il settore.

In realtà, i master in generale sono caratterizzati da un orientamento meno teorico. Unicusano, per esempio, prevede le classiche lezioni frontali a cui si alternano l’analisi di case history riguardanti eventi e situazioni particolari. Questa modalità ti consente sia di comprendere meglio la professione che di valutare il tuo livello di compatibilità con il ruolo.

Di solito, inoltre, i master hanno una durata annuale e prevedono il raggiungimento di 60 crediti formativi universitari e il superamento di una prova finale.

Gli sbocchi lavorativi possibili

Una volta terminato il master, puoi iniziare la tua ricerca di lavoro. Hai la possibilità di trovare occupazione come:

  • event manager
  • MICE manager, organizzazione di tutti le tipologie di eventi indicati dalle lettere della sigla MICE, vale a dire meeting, incentive, congressi e convention, eventi ed esibizioni
  • PCO manager, organizzatore professionista di congressi (Professional Congress Organizer Manager)
  • Incentive House Manager, organizzatore dei viaggi premio che le aziende concedono ai propri dipendenti al raggiungimento di determinati obiettivi prefissati
  • operatore culturale, organizzatore di eventi culturali per enti pubblici ed enti privati come associazioni e fondazioni

Tutte queste figure trovano impiego in società di comunicazione, agenzie di eventi, enti pubblici, compagnie teatrali, fondazioni, agenzie di spettacolo, enti fieristici, agenzie di relazioni pubbliche, organizzazioni no profit, centri congressi e non solo.

Un’indagine condotta da AlmaLaurea riguardo i laureati impiegati come organizzatori di fiere ed esposizioni getta una luce positiva anche sull’aspetto retributivo di questa figura. Generalmente, un organizzatore lavora come dipendente oppure come libero professionista con contratti legati ai singoli progetti.

Il Consorzio AlmaLaurea ha intervistato i laureati negli anni 2011, 2021 e 2013 a cinque anni dal conseguimento della loro specializzazione. Ebbene, è risultato che la retribuzione mensile media netta è pari a 1237 euro e che la soddisfazione professionale raggiunge un punteggio di 7,6 su 10. Sono risultati da valutare in maniera positiva, perché questa professione è caratterizzata da una notevole crescita nel tempo grazie alla maturazione di una certa esperienza e all’allargamento del portafoglio contatti.

Quali sono i titoli di studio consigliati per il master

La frequentazione di un master per diventare organizzatore eventi non è preclusa a nessuno. Se sei laureato in giurisprudenza, puoi tranquillamente iscriverti e tentare questa carriera.

Ci sono, però, dei percorsi consigliati. La conoscenza delle lingue straniere, ad esempio, è una di quelle competenze da considerarsi fondamentale, soprattutto nel settore matrimoni ed eventi culturali. Se organizzi concerti e spettacoli, infatti, dovrai avere a che fare anche con artisti, produttori e tecnici stranieri.

Tra le lauree che sono più in linea con questo ruolo e che ti facilitano la frequentazione del master ci sono:

  • lettere
  • lingue e letterature moderne
  • scienze della comunicazione
  • DAMS (discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo)
  • beni culturali
  • scienze della mediazione linguistica
  • sociologia

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Cosa insegnare con una laurea in ingegneria?

Ti stai chiedendo cosa insegnare con una laurea in ingegneria? Non è così raro che un ingegnere scopra la passione per l’insegnamento e decida di intraprendere questa carriera. I programmi di studio della facoltà di ingegneria sono particolarmente vasti, caratteristica che consente l’insegnamento di diverse materie. Scopri qui di seguito cosa puoi insegnare e come fare per raggiungere il tuo obiettivo professionale.

Si può insegnare con la laurea triennale in ingegneria?

Sei iscritto all’Università Unicusano di Salerno a ingegneria e sei indeciso se proseguire o meno dopo la triennale? Oggi, non è possibile accedere all’insegnamento nella scuola pubblica con la sola laurea triennale. È necessaria, infatti, la magistrale. Dal 2024, però, i laureati triennali potranno sostenere i concorsi per insegnante tecnico pratico (ITP), ruolo che oggi è affidato ai docenti in possesso unicamente del diploma di scuola superiore.

Cosa insegnare con una laurea in ingegneria: classi di concorso

Allora, ecco a te cosa insegnare con una laurea in ingegneria. Qui di seguito, trovi tutte le classi di concorso a cui puoi accedere:

  • A20 – fisica nelle scuole superiori. Per poter insegnare fisica bisogna essere in possesso di 24 crediti formativi in materie attinenti il settore FIS/01 (fisica sperimentale)
  • A47 – matematica applicata negli istituti superiori tecnici e professionali. Per accedere a questa classe di concorso non è richiesto il possesso di crediti formativi specifici
  • A26 – matematica in tutte le scuole superiori. Per poter ottenere questa docenza è necessario il possesso di 80 crediti formativi nel settore MAT/02 (algebra), MAT/03 (geometria), MAT/05 (analisi matematica), MAT/06 (probabilità e statistica), MAT/08 (analisi numerica)
  • A40 – scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche in istituti tecnici e professionali e nei licei scientifici. Si tratta dello sbocco naturale per i laureati in ingegneria elettronica e delle comunicazioni, a cui non sono richiesti crediti formativi specifici
  • A41 – scienze e tecnologie informatiche negli istituti tecnici e professionali e nei licei scientifici. La A41 non richiede crediti formativi specifici ai laureati magistrali in ingegneria informatica (LM-18), in ingegneria delle telecomunicazioni (LM-27), in ingegneria gestionale (LM-31), in ingegneria elettronica (LM-29) e in ingegneria aerospaziale e astronautica (LM-20)
  • A42 – scienze tecnologiche e meccaniche negli istituti tecnici e professionali. Si tratta della cattedra naturale per i laureati in ingegneria meccanica, ai quali non sono richiesti crediti formativi specifici
  • A36 – scienze e tecnologia della logistica negli istituti tecnici e professionali. Accedono a questo insegnamento i laureati magistrali in ingegneria meccanica, nautica, aerospaziale e navale
  • A32 – scienze della geologia e della mineralogia negli istituti tecnici. Possono insegnare questa materia i laureati magistrali in ingegneria meccanica, civile, chimica e non solo
  • A37 – scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica negli istituti tecnici e professionali e nei licei scientifici. Accedono a questo insegnamento i laureati magistrali in ingegneria gestionale, informatica, meccanica, elettronica e non solo

Classi di concorso più specifiche

Oltre a quelle elencate qui sopra, ci sono delle classi di concorso più particolari per le quali non è sufficiente il solo titolo di studio universitario. Per la classe A-62 tecnologie e  tecniche per la grafica, per esempio, è necessario un diploma di tecnico in grafica e comunicazione in abbinamento alla laurea in ingegneria chimica (LM-22), ingegneria della sicurezza (LM-26) o ingegneria meccanica (LM-33).

Lo stesso discorso vale anche per la classe di concorso A33 scienze e tecnologie aeronautiche. Per insegnare questa materia, infatti, sono necessari il diploma come perito aeronautico o un titolo equipollente e la laurea in ingegneria civile (LM-23), ingegneria delle telecomunicazioni (LM-27), ingegneria elettrica (LM-28), ingegneria elettronica (LM-29), ingegneria informatica (LM-32) o ingegneria meccanica (LM-33).

Come accedere all’insegnamento con la laurea in ingegneria

Se vuoi diventare un docente non è importante solo capire cosa insegnare con una laurea in ingegneria. Devi anche informarti sulle modalità di accesso alla scuola. Il decreto legislativo numero 59 del 13 aprile del 2017 ha introdotto una novità. Ha imposto cioè agli aspiranti docenti nella scuola superiore il possesso della laurea + 24CFU integrativi conseguiti nelle seguenti discipline:

  • pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione
  • psicologia
  • antropologia
  • metodologie e tecnologie didattiche generali

Questi 24 CFU costituiscono titolo abilitante per chi vuole diventare insegnante e consentono all’accesso a:

  • concorsi straordinari e ordinari nella scuola secondaria
  • procedure straordinarie di abilitazione
  • inserimento nelle graduatorie provinciali per le supplenze

Cominciare a insegnare come supplente

Ora che hai capito cosa insegnare con una laurea in ingegneria, puoi pensare di cimentarti subito inserendoti nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). Queste graduatorie hanno una durata biennale e vengono utilizzate per il conferimento delle supplenze annuali. I laureati in ingegneria possono inserirsi:

  • graduatoria di prima fascia con titolo universitario e abilitazione all’insegnamento
  • graduatoria di seconda fascia con titolo universitario e 24 CFU integrativi

C’è anche un modo più semplice per mettersi alla prova sul campo e verificare la solidità della propria passione per l’insegnamento. È possibile cioè compilare la domanda di messa a disposizione o MAD. Di cosa si tratta? Di una candidatura spontanea che si effettua direttamente presso le scuole.

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Quali hobby inserire nel CV (e perché)

Hai trovato delle posizioni lavorative interessanti e vuoi capire quali sono gli hobby da inserire nel CV? Gli interessi personali sono un aspetto da non sottovalutare quando si compila un curriculum. Oggi, i selezionatori ricevono centinaia di CV ed è importante aggiungere degli elementi distintivi in grado di differenziarti dagli altri candidati. Gli hobby personali rientrano proprio nella categoria delle informazioni su una persona capaci di fare la differenza.

Noi di Unicusano Salerno ti proponiamo una piccola guida con tutti i suggerimenti utili per individuare gli  hobby da inserire nel CV.

Hobby interessanti per CV: come selezionarli

Per capire quali sono gli hobby da indicare nel tuo curriculum devi pensare come un selezionatore. Quando si apre una posizione lavorativa, i recruiter individuano le competenze, la formazione, le esperienze professionali e le qualità indispensabili per ricoprire quel determinato ruolo.

Se i tuoi hobby rispondono indirettamente ai requisiti richiesti, allora dovresti inserirli nel curriculum. Cosa significa? I tuoi interessi rivelano la tua personalità e aggiungono dei dati che per i selezionatori sono importanti.

Facciamo un esempio. La posizione richiesta è quella di manager. Questo ruolo richiede capacità di leadership, buona attitudine a lavorare sotto pressione e così via. Se fai uno sport di squadra molto competitivo in cui hai un ruolo di capitano/trascinatore, devi assolutamente indicarlo nel tuo CV. Essere capitano di una squadra, infatti, implica il possesso di buone qualità di leadership, le stesse richieste per la posizione di manager. 

Come scegliere gli hobby in base al profilo professionale

Ovviamente non puoi elencare tutti i tuoi interessi. Sarebbe bene evitare una lista infinita, visto che il CV stesso non deve superare la lunghezza di 2/3 pagine. Qui sotto, trovi un esempio pratico per imparare a selezionare gli hobby da inserire nel CV.

Poniamo che un’azienda stia cercando un ingegnere gestionale e richieda le seguenti caratteristiche:

  • rendimento sotto pressione
  • capacità di lavorare in team
  • propensione all’organizzazione del tempo e degli obiettivi
  • rispetto delle scadenze

Prima di elencare i tuoi interessi nel CV, appuntateli su un foglio. Immaginiamo che siano i seguenti:

  • viaggiare
  • preparare dolci
  • fare volontariato in un’associazione locale
  • praticare sci alpino nel periodo invernale
  • giocare a calcio in una piccola squadra locale

Potresti sicuramente inserire lo sci alpino. Si tratta, infatti, di uno sport che richiede concentrazione e capacità di agire sotto pressione, qualità richieste per il posto di ingegnere. Puoi evitare, invece, di includere i viaggi e i dolci. Sono sicuramente hobby interessanti, ma hanno poco a che vedere con il ruolo da ricoprire. Sono più in linea, invece, il volontariato e le partite di calcio. Sono entrambe delle attività che presuppongono gioco di squadra e i selezionatori cercano una persona che sia in grado di lavorare in team.

Come hai capito da questo piccolo esempio, la scelta degli hobby deve avvenire seguendo un principio fondamentale: devono mettere in luce attitudini e qualità pertinenti con la professione per cui ti candidi.

È sempre utile inserire gli hobby nel CV?

Dopo aver capito come scegliere gli interessi da elencare nel CV, potresti essere assalito da una domanda: ma devo proprio metterli? La risposta cambia a seconda del tipo di curriculum.

Hai appena concluso il tuo percorso universitario e non hai fatto grandi esperienze lavorative? Devi assolutamente elencare gli hobby. Nel tuo caso, infatti, diventano davvero un elemento distintivo, che fornisce ai selezionatori un quadro più completo della tua personalità.

Sei una persona con una certa carriera alle spalle? Allora, valuta con attenzione quanti e quali hobby inserire. Se il curriculum vitae è già particolarmente ricco e lungo, potresti anche evitare. Al contrario se il CV è corposo ma hai la sensazione che manchi qualcosa, prova a inserirli soprattutto in caso di hobby molto in linea con il ruolo per cui ti candidi.

Una valutazione in più va fatta nel caso di una terza opzione ancora. Vuoi passare da un ambito lavorativo all’altro? Allora, se il tuo hobby è coerente con il nuovo settore, hai un motivo in più per inserirlo.

Immagina di essere un insegnate con una laurea in lettere e di volerti proporre per il ruolo di social media manager. Hai frequentato un master e fatto una piccola esperienza e ti sembra che sia troppo poco per avere qualche chance di essere selezionato. Se tra i tuoi hobby c’è, per esempio, la fotografia o la realizzazione di video, inseriscili subito nel CV. Entrambi rivelano creatività, passione per le immagini e propensione alla  comunicazione, tutte qualità importanti per un social media manager.

Dove inserire gli hobby nel CV

Ricorda che formazione ed esperienze professionali sono gli aspetti più importanti. Gli hobby da inserire nel CV, quindi, vanno elencati per ultimi, seguendo qualche piccolo consiglio:

  • usa un elenco puntato se il CV è già abbastanza lungo
  • inserisci gli hobby con qualche parola descrittiva di accompagnamento se il CV è scarno
  • descrivi i tuoi interessi in maniera sintetica e concisa
  • includi hobby diversi tra loro in modo da creare un certa varietà
  • evita interessi troppo personali o che denotino orientamenti politici o religiosi
  • non elencare più di 2-3 hobby

La formattazione più appropriata per un CV con un elenco di hobby è quella con la colonna laterale, in cui sono indicate di solito le informazioni aggiuntive. In questo modo, i dati principali restano la formazione e le esperienze lavorative e gli hobby sono un elemento in più che verrà valutato dai reclutatori.

Esempi di hobby e delle qualità che rivelano

L’ultima parte della nostra guida è un piccolo vademecum. Troverai cioè un elenco di hobby con le relative qualità:

  • volontariato: inclinazione al lavoro di squadra e al perseguimento di obiettivi a lungo termine
  • sport di squadra: competitività, capacità di reggere bene la pressione e inclinazione a lavorare in team
  • modellismo: capacità di concentrazione, attenzione ai dettagli, creatività
  • passione per i viaggi: curiosità, spirito di adattamento, flessibilità, apertura verso le novità
  • fare teatro: capacità di mettersi in gioco, assenza di timori a presentarsi davanti a una platea, buone doti comunicative
  • yoga: capacità di concentrazione, resistenza allo stress e alla tensione, autocontrollo, propensione ad affrontare con calma le situazioni
  • sport estremi (paracadutismo, immersioni in apnea): capacità di assumersi rischi, inclinazione a superare i propri limiti, propensione a prendere il comando quando necessario
  • sport di resistenza (maratona, ciclismo, arrampicata): tenacia, perseveranza, capacità di lavorare su obiettivi a lungo termine
  • musica (strumenti musicali e canto): inclinazione alla disciplina e al metodo, costanza e capacità di affrontare le sfide

Se hai una passione per la lettura o per il cinema, invece, dovresti inserirli nel CV aggiungendo qualche piccola parola di descrizione. Menzionare questo tipo di passione in maniera troppo generica, infatti, non dà alcun valore aggiunto. In fondo tutti leggiamo libri e guardiamo film.

Hobby nel CV: capacità di conciliazione tra privato e lavoro

I selezionatori moderni sono sempre alla ricerca di persone flessibili, capaci cioè di conciliare senza problemi vita privata e impegni lavorativi. Da questo punto di vista gli hobby sono da inserire nel CV perché sottolineano indirettamente il possesso di questa attitudine.

Una persona che nel tempo libero pratica paracadutismo e volontariato, per esempio, rivela un’abilità nel tenere in equilibrio più attività molto diverse tra loro. Quella persona, dunque, dovrebbe essere in grado di separare l’ambito lavorativo da quello privato, dando il massimo di sé stesso in ufficio o in azienda.

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Come gestire meeting online? Risorse e strumenti

Devi organizzare riunioni e incontri e vuoi capire come gestire meeting online? Oggi, hai a disposizione tanti strumenti digitali che ti aiuteranno nell’impresa. Per scegliere la piattaforma più adatta devi prima di tutto stabilire aspetti come l’obiettivo e la modalità della riunione. Affinché i meeting abbiano un buon esito, è necessario cioè fissare una scaletta con i temi da affrontare e stabilire la modalità dell’incontro. Quest’ultimo aspetto, per esempio, diventa fondamentale per scegliere le piattaforme da usare. Cosa significa? La riunione prevede la collaborazione audio/video con i partecipanti? Oppure include un question time o un sondaggio in tempo reale? Qui di seguito, trovi tutti i suggerimenti utili per capire come gestire meeting online.

Meeting online: quali piattaforme usare

Dopo aver fissato i tempi, stabilito le modalità e individuato i partecipanti, arriva il momento della scelta della piattaforma.

Uno dei passaggi più importanti per capire come gestire meeting online è proprio la selezione degli strumenti. Devi individuare la piattaforma ponendoti domande come: voglio una partecipazione attiva? Ho bisogno di organizzare la riunione da un semplice smartphone? Mi interessa un numero elevato di partecipanti? Ho bisogno di una lavagna virtuale per la condivisione immediata dei concetti? Se sei interessato, per esempio, alla lavagna virtuale la tua soluzione è SkyMeeting.

Avrai, infatti, a disposizione una lavagna virtuale interattiva, in cui il relatore può appuntare idee e concetti affinché siano più comprensibili. Non solo, se i partecipanti sono abilitati, possono scrivere e disegnare sulla lavagna in modo da dare vita a incontri più coinvolgenti. Si tratta di un buono strumento anche per lo studio online con le classi virtuali. 

Riunioni da smartphone: GoToMeetings

Hai qualche problema su dove gestire il meeting online? GoToMeetings è la piattaforma perfetta per te perché puoi organizzare tutto anche da smartphone, ovunque ti trovi. Hai un limite di 150 persone con la versione standard e puoi configurare e avviare la riunione in poco tempo, inviando una semplice mail di partecipazione. La piattaforma, inoltre, è dotata di strumenti per migliorare la qualità di audio e video. Non solo, sono fornite app diverse per i sistemi Android e iOS ed è inclusa una chat in cui i partecipanti possono postare commenti e domande, interagendo in diretta con i relatori.

Non si tratta, chiaramente, di una piattaforma gratuita. Se vuoi utilizzarla devi sottoscrivere un abbonamento oppure verificarne il funzionamento con la prova gratuita di 14 giorni. Qui di seguito alcune delle funzionalità:

  • video HD
  • condivisione dello schermo
  • strumenti di disegno
  • controllo condiviso di tastiera e mouse
  • possibilità di prendere appunti durante la riunione

Meeting online semplici? Google Meet

Google Meet è l’evoluzione moderna dei Google Hangouts Meet e fa parte degli strumenti della piattaforma G Suite. È proprio questo uno dei vantaggi, vale a dire la perfetta integrazione con gli altri tool di Google. Cosa significa? Puoi pianificare una riunione usando Google Calendar.

Il servizio è gratuito e disponibile per un massimo di 60 minuti con 100 partecipanti nel caso di utenti singoli. Le aziende, per esempio, non hanno limiti di tempo e possono organizzare riunioni fino a 250 partecipanti.

Per usare Google Meet da computer non bisogna scaricare alcun software. Se hai un indirizzo Gmail, devi solo accedere alla tua casella di posta e troverai Meet tra i vari strumenti disponibili. Clicca e potrai organizzare riunioni invitando i partecipanti tramite mail. Google Meet ti consente di vedere i partecipanti e di inviare messaggi di testo durante l’incontro.

Riunioni online con tanti partecipanti? Zoom Meetings

Vuoi uno strumento per gestire meeting online con tanti partecipanti? Il tool perfetto nel tuo caso è Zoom Meetings. Avrai a disposizione:

  • video e audio HD
  • riunioni con un massimo di 1000 partecipanti
  • condivisione di 49 video su singola schermata
  • riunioni salvabili in locale o sul cloud
  • condivisione dello schermo e degli appunti
  • integrazione della chat
  • archivio di durata decennale
  • possibilità di conversione delle riunioni in chiamate individuali
  • pianificazione automatizzata dei meeting tramite Gmail, Outlook e iCal

Meeting e-learning? BigBlueButton

Hai bisogno di una piattaforma per gestire una classe per preparare un esame o un gruppo di studio per superare un concorso pubblico? Allora, lo strumento ideale per te è BigBlueButton. Si tratta di una piattaforma open source che potrai usare in modalità gratuita. Qui di seguito, trovi un elenco delle funzionalità:

  • condivisione dello schermo
  • chat integrata
  • lavagna interattiva utilizzabile da tutti i partecipanti
  • suddivisione dei partecipanti in più classi virtuali
  • tool per fare esercizi e quiz durante la riunione
  • possibilità di mostrare video da altre piattaforme online senza uscire dal sistema
  • gestione dei partecipanti (attivazione e blocco dei microfoni e della chat pubbliche e private) in modo da limitare le eventuali distrazioni

Non solo, la piattaforma consente di attivare la modalità risparmio dati. Si tratta di un tool molto utile che agevola la partecipazione a quanti non dispongono di una linea ADSL rapida o della fibra ottica. Infine, BigBlueButton è una piattaforma multilingue. Questo significa che è possibile impostare la lingua di lavoro, in modo da agevolare la partecipazione agli studenti stranieri.

Allora, dopo i nostri consigli hai capito come gestire meeting online con i moderni strumenti digitali?

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Come scrivere il CV di un freelance?

Sei alla ricerca di indicazioni su come scrivere il CV di un freelance? Il curriculum è uno strumento indispensabile anche per i liberi professionisti. Ci sono, infatti, tutta una serie di regole da seguire per attirare l’attenzione dei reclutatori.

Qui sotto trovi la nostra guida che ti aiuterà a selezionare i dati da inserire, a usare il tono giusto e a impaginare le informazioni nella modalità più adatta per comunicare professionalità e competenza.

Il CV di un freelance: come presentarsi

Il primo problema di ogni libero professionista è far comprendere all’eventuale datore di lavoro tutte le proprie potenzialità e competenze. Spesso, si tratta persino di incarichi da remoto in cui non è prevista la conoscenza in presenza. In questi ultimi casi il CV diventa ancora più importante. Manca, infatti, quel contatto diretto che può smentire o confermare l’impressione ricevuta tramite un documento scritto.

Allora cosa comunicare? Il primo consiglio è quello di non essere presuntuosi. Non gonfiare le tue competenze e non attribuirti titoli ed esperienze che non possiedi per aumentare le tue chance di ottenere il lavoro.

Persino nel caso del curriculum la sincerità paga sempre. A questo punto la domanda sorge spontanea: come scrivere il CV di un freelance con il giusto equilibrio tra sincerità e buona presentazione di se stessi? Continua a leggere.

Curriculum: i dati personali da inserire

La prima cosa da scrivere sono i propri dati personali:

  • nome e cognome
  • indirizzo di residenza
  • numero di telefono
  • e-mail
  • profilo Linkedin
  • sito web

Il profilo Linkedin è molto importante. Si tratta di una sorta di finestra che il reclutatore può controllare per farsi un’idea più ampia. Potrà leggere, per esempio, i feedback lasciati da altri professionisti e clienti con cui hai collaborato. Insomma, è una modalità veloce e moderna che va a sostituire le lettere di referenze.

Se non hai ancora un profilo Linkedin, devi assolutamente realizzarlo e inserirlo nel tuo CV.

Sarebbe meglio evitare, invece, link ai profili Instagram, Facebook e Twitter. Se utilizzi i social per lavoro, invece, non seguire questo consiglio. Ti occupi di grafica, fotografia, scrittura web? Sei un creativo o un artista e usi i social per postare i tuoi lavori? In questi casi è assolutamente consigliato inserire gli indirizzi dei profili social nel CV.

Il CV di un freelance: le esperienze di lavoro

Come scrivere il CV di un freelance e avere buone possibilità che non venga cestinato? Evita le esperienze lavorative non pertinenti con il tuo profilo professionale. Prima di cominciare a inserire i lavori pregressi cerca di porti due domande:

  • questa esperienza è attinente alla mia figura professionale?
  • questa esperienza serve solo per rendere più corposo il CV?

Parti sempre dal presupposto che un curriculum lunghissimo non dà l’impressione della competenza. Al contrario produce un effetto di noia che non depone a favore del candidato. Nessun datore di lavoro, infatti, ha la possibilità di leggere con attenzione pagine e pagine di elenchi di esperienze professionali.

La prima cosa da fare è tagliare tutte le esperienze non pertinenti con il ruolo. È vero la presenza di lavori molto diversi tra di loro è indice di versatilità. Se però ti proponi come cronista sportivo freelance e hai fatto il commesso o il cameriere, sarebbe meglio non inserire queste esperienze nel CV. Non sono attinenti e non danno nessun valore aggiunto.

Quanto deve essere lungo un CV?

La lunghezza ideale corrisponde a 2/3 pagine. Curriculum costituiti da una sola pagina sono decisamente troppo brevi. Superare le 3 pagine, invece, è davvero troppo. Non riesci a tagliare perché esperienze e competenze sono tutte pertinenti? Se hai un sito, scrivi solo l’essenziale e rimanda al sito per tutti i dettagli.

Puoi anche usare uno stile più asciutto o usare l’espediente dell’elenco. Ti proponiamo qui sotto l’esempio del CV di un grafico freelance nella versione lunga e in quella più sintetica:

Versione lunga

  • 2015 – Design e Grafica Pubblicitaria presso l’agenzia pubblicitaria Publi 3000 di Firenze. La mansione includeva la realizzazione di loghi, l’impaginazione di cataloghi cartacei, l’aggiornamento dei siti web gestiti dall’agenzia e l’attività di fotoritocco sulle immagini.

Versione breve

  • 2015 – Design e Grafica Pubblicitaria presso Publi 3000 di Firenze: realizzazione loghi, impaginazione cataloghi, aggiornamento siti web e fotoritocco.

CV freelance: formazione scolastica

Questo punto della nostra guida su come scrivere il CV di un freelance segue le indicazioni già fornite. Cosa significa? La formazione scolastica deve essere pertinente. Non puoi inserire tutti i corsi che hai seguito. Sarebbe bene indicare sempre e solo la formazione in linea con il tuo ruolo professionale. Ci sono ovviamente dei titoli che non puoi evitare:

  • scuola superiore
  • università
  • master

Tutti gli altri devi selezionarli con cura. Hai partecipato a convegni? Inserisci solo quelli che hanno direttamente a che vedere con il tuo lavoro.

Discorso a parte vale per i corsi di lingue. Dato che la conoscenza delle lingue straniere è diventata sempre più importante, indica i corsi seguiti e gli eventuali diplomi conseguiti.

Quali competenze informatiche inserire nel CV?

Hai inserito le esperienze lavorative passate, indicato la formazione scolastica e la conoscenza delle lingue, ora è arrivato il momento di elencare le tue competenze informatiche.

Oggi, la conoscenza degli strumenti digitali è fondamentale per lavorare. La capacità di inviare mail e fare ricerche on line è data per scontata. Non c’è bisogno cioè di indicarla nel CV. Qui sotto, un piccolo esempio di competenze da inserire:

  • conoscenza sistemi operativi e relativi applicativi: Windows (Word, Excel, Power Point) e MacOS (Pages, Numbers, Keynote)
  • conoscenza sistemi operativi mobili: Android e iOS
  • conoscenza di programmi per gestire database

competenze ulteriori da specificare indicando direttamente i tool:

  • conoscenza di CMS: WordPress
  • computer grafica: Adobe Photoshop, Adobe Illustrator e Adobe In design
  • progettazione: Autocad, Sketchup e Archicad.
  • sviluppo e creazione siti: XHTML5 & CSS3, Apache,MySql, Object Oriented PHP e Javascript
  • linguaggi di programmazione: java, C, C++, Python, SQL, Javascript e Ruby

Come impaginare il CV di un freelance?

Spesso i freelance sono tentati di usare impaginazioni particolari, soprattutto nel caso di creativi come grafici, video maker, redattori pubblicitari e così via. Il curriculum, però, non è il mezzo con cui mettere in luce le proprie capacità creative. Meglio sottolinearle creando un piccolo sito o un portfolio online.

Il CV deve essere professionale e di facile fruizione. Niente font particolari che rendono più difficile la lettura. Se hai necessità di farti conoscere meglio, puoi realizzare un video curriculum e lasciare quello cartaceo nella forma più semplice possibile. Ecco qualche consiglio:

  • suddividi il CV in titoli e sottotitoli e intestazioni chiare. Per i titoli utilizza il grassetto per metterli in rilievo
  • utilizza un font semplice come Calibri, Arial o Verdana ed evita colori particolari. Meglio il classico nero o al massimo un grigio per i titoli
  • fai attenzione alle transizioni di pagina. Evita sempre che un paragrafo venga diviso a metà tra due pagine. In questi casi ti conviene spostare il paragrafo nella pagina successiva
  • ricordati della privacy: indica l’autorizzazione all’utilizzo dei tuoi dati personali secondo il  GDPR – Regolamento Generale sulla Protezione Dati e del D.Lgs. 101/2018. Puoi utilizzare una formula standard di questo tipo: Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 Dlgs 196 del 30 giugno 2003 e dell’art. 13 GDPR (Regolamento UE 2016/679) ai fini della ricerca e selezione del personale.
  • converti sempre il tuo CV in PDF

Allora, cosa ne pensi: seguirai le indicazioni della nostra guida su come scrivere il CV di un freelance?

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Stai cercando delle recensioni Unicusano per farti un’idea sull’università? Se stai pensando di iscriverti, i feedback di studenti ed ex studenti possono essere di grande aiuto.

Di solito i dubbi più frequenti tra gli aspiranti iscritti riguardano aspetti come la formazione e-learning, la conciliazione studio-lavoro e il corpo docente. Per aiutarti a fare chiarezza ti proponiamo un approfondimento con le opinioni di chi ha frequentato o sta ancora frequentando i corsi Unicusano.

Recensioni Unicusano: qual è l’offerta formativa?

L’università Nicolò Cusano ti propone la formula della formazione a distanza. Tutti i corsi, infatti, prevedono video lezioni a disposizione sulla piattaforma online senza limiti di orario. Puoi cioè connetterti e seguire i docenti a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno della settimana.

L’offerta formativa prevede corsi triennali e magistrali in diverse aree didattiche. Hai l’opportunità di iscriverti a facoltà come economia, ingegneria, giurisprudenza, scienze motorie, scienze politiche e non soltanto.

Hai bene in mente la facoltà ma hai qualche titubanza sulla validità legale della laurea? Puoi stare tranquillo. Il titolo di studi rilasciato da Unicusano ha lo stesso valore di qualsiasi titolo conseguito presso un’università pubblica o privata non telematica. Unicusano, infatti, è stata riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) con decreto legislativo del 17 aprile 2003.

La tua laurea telematica ti consentirà l’accesso a qualsiasi concorso per titoli ed esami bandito dai ministeri, dalle amministrazioni pubbliche e dalle forze armate.

Recensioni Unicusano Salerno

DepositPhoto.com/pressmaster

Opinioni Unicusano: l’e-learning è valido?

Stai pensando di iscriverti perché lavori o vivi lontano da Salerno, ma un percorso universitario a distanza ti suscita qualche paura? I dubbi scaturiscono dall’abitudine alle lezioni in presenza maturata a scuola.

La maggior parte delle persone, infatti, si chiede cose di questo tipo: mi concentrerò con le video lezioni? E se qualcosa mi risulta poco chiaro? La piattaforma è semplice o passerò ore a capire come funziona?

Le recensioni Unicusano rispondono proprio a questi quesiti. Dall’esperienza degli studenti risulta che la piattaforma è semplice e intuitiva e le video lezioni interessanti e comode. Molti sottolineano un aspetto in particolare: la possibilità di avere le lezioni sempre a disposizione per più ascolti. Se hai un calo di attenzione, è possibile stoppare e riprendere dopo una pausa. Quando un concetto ti sfugge, invece, puoi riascoltare i passaggi e prendere appunti con calma, come suggerisce il feedback qui sotto:

La piattaforma è fruibile 24/24 ore, le lezioni si possono ascoltare un numero illimitato di volte.

Recensioni Unicusano: i professori sono preparati?

Uno dei luoghi comuni più diffusi sulle università telematiche? I professori sono meno competenti di quelli delle università non telematiche.

Si tratta di un pregiudizio frutto di scarsa conoscenza. Unicusano, per esempio, è attentissima al corpo docente ed effettua selezioni molto rigorose, come dimostrano i curriculum dei professori. Puoi consultarli tu stesso ancora prima di iscriverti. Poniamo che tu abbia scelto economia. Accedi al piano di studi della facoltà e ti ritrovi con un elenco di esami. Clicca su ognuno e si apre una schermata con il nome del docente e il link al suo curriculum.

La competenza dei docenti è un aspetto affrontato anche nelle recensioni Unicusano. Gli studenti risultano molto soddisfatti non solo della preparazione dei loro professori, ma anche dell’affabilità e della comprensione:

I prof. disponibili negli innumerevoli incontri online che mettono a disposizione ogni settimana.

Feedback Unicusano: si riesce a studiare e lavorare?

Sei sei uno studente-lavoratore, sarai sicuramente interessato alla questione studio e lavoro.

Unicusano consente davvero la conciliazione delle due attività perché la modalità telematica taglia i tempi morti. Hai un buco per un impegno saltato? Ti colleghi alla piattaforma e segui la lezione. Non devi neppure stare per forza davanti al pc seduto a una scrivania perché ti basta avere anche un tablet o un semplice smartphone 

Non solo, hai a disposizione i tutor in caso di problemi. Unicusano ha istituito questa figura per fornire un supporto costante agli studenti durante tutto il percorso universitario. Hai un dubbio su un esame o non sai come organizzare il tuo piano di studi? Puoi rivolgerti tranquillamente al tutor.

Nelle recensioni Unicusano gli studenti sottolineano spesso la loro soddisfazione nell’essere riusciti a conciliare esami e lavoro:

Riesco a coordinare alla perfezione il mio lavoro al bar con le lezioni che posso seguire direttamente online.

Recensioni Unicusano: è davvero job oriented?

Prima di iscriversi è normale chiedersi: mi impegno per 3/2 anni e dopo? Unicusano ha istituito i suoi corsi guardando al mondo del lavoro. I programmi, infatti, sono teorico-pratici e le professionalità formate rispondono alle richieste delle aziende e delle realtà lavorative.

Il gap università-lavoro viene colmato anche attraverso la formula “Stage & Job Opportunities”. Di cosa si tratta? Di un primo approccio al lavoro già durante gli studi. Unicusano ti consente cioè di fare uno stage pratico grazie alla partnership con importanti realtà locali e nazionali.

Non a caso gli studenti dichiarano:

Sbocchi lavorativi reali: noi della facoltà di ingegneria abbiamo un laboratorio a disposizione veramente fornito e all’avanguardia con materiali super moderni.

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Come diventare redattore web: studi e possibilità

Ti piacerebbe capire come diventare redattore web? Il digitale ha aperto tante nuove opportunità per quanti vogliono trasformare la scrittura in una professione. Per lavorare come redattore web non bisogna per forza seguire l’iter classico dei giornalisti. Questo non significa, però, che non sia necessaria un’adeguata preparazione. Scopriamo insieme il percorso per diventare un redattore professionista.

Come diventare redattore: gli studi da seguire

A un redattore web è richiesta un’ottima padronanza dell’italiano e degli strumenti informatici e digitali. Questa figura, infatti, non deve solo saper scrivere bene e in maniera corretta, ma deve anche avere una certa dimestichezza con i software di scrittura e con le piattaforme CMS (Content Management System) per la gestione dei contenuti.

Il percorso di studi ideale dovrebbe cioè essere costituito da materie umanistiche e letterarie e da materie legate all’ambito digitale. Per capire davvero come diventare redattore web bisogna conoscere il settore in cui si opera. Il digitale, infatti, ha delle regole di scrittura differenti rispetto al cartaceo.

Un redattore web, per esempio, scrive frasi brevi con verbi all’attivo. Deve evitare cioè le proposizioni lunghe e articolate e i verbi al passivo. Non solo, deve usare un linguaggio aderente al settore per cui lavora e adottare lo stile del target a cui si riferisce.

Dove è possibile apprendere tutte queste conoscenze? Oggi, esistono facoltà apposite che preparano a questo tipo di carriera. Unicusano, per esempio, propone due nuovi corsi di laurea, sia triennale che magistrale, che consentono di acquisire il giusto bagaglio per cimentarsi nel mondo della scrittura online.

Si tratta del corso triennale in Comunicazione Digitale e Social Media e di quello magistrale in Comunicazione Digitale, entrambi fruibili a distanza.

Le opportunità formative post laurea

Se hai già terminato gli studi universitari ma ti piacerebbe tentare la carriera di redattore online, puoi prepararti seguendo un master. Approcciarsi senza alcuna preparazione/esperienza rende più complessa la ricerca di un lavoro. Finiresti cioè per perdere solo tempo che, invece, puoi investire nell’aumentare le tue conoscenze.

Senza tener conto del fatto che molti master prevedono anche dei tirocini. Questi ultimi sono molto importanti per una prima esperienza in redazioni web e agenzie di comunicazione. Quali master seguire? Qui di seguito, un piccolo elenco di quelli proposti da Unicusano:

  • Master di II Livello in Social Media Manager e Scrittura per il web
  • Master di I Livello in Professione Reporter. A scuola di giornalismo
  • Master di I Livello in Giornalismo 3.0

Se la tua passione per la scrittura è legata a quella per lo sport, l’iter da giornalista sportivo è sicuramente quello più consigliato. Una volta concluso, puoi sempre trovare lavoro in un portale web specializzato in argomenti sportivi.

Gli sbocchi lavorativi per un redattore web

Quando si valuta una professione le opportunità di lavoro esistenti sono un aspetto da considerare con attenzione. Ecco perché la nostra guida su come diventare redattore web include anche un approfondimento su questo aspetto.

Il modo migliore per trovare lavoro e cercare gli annunci direttamente online in siti come:

  • Lavori creativi
  • Indeed 
  • Creeb

Agenzie web, portali, siti di informazioni, agenzie di comunicazione: tutte queste realtà pubblicano sul web le loro richieste di redattori.

Un ottimo canale è anche Linkedin, il social professionale dove è possibile fare una ricerca per parole chiave e trovare così l’annuncio giusto. Se desideri lavorare da libero professionista, ci sono una serie di portali in cui puoi costruire il tuo profilo con i tuoi studi e le tue esperienze professionali. Una volta creato il profilo, cominci a rispondere agli annunci. Qui sotto, un piccolo elenco di portali per redattori web liberi professionisti:

  • Twago
  • Addlance
  • Freelancer

Come iniziare a guadagnare testando le proprie capacità

Vuoi testare le tue capacità e metterti alla prova mentre sei alla ricerca dell’occupazione dei tuoi sogni? Allora puoi provare con le piattaforme di contenuti, vale a dire i cosiddetti content marketplace.

Si tratta di un modo molto semplice per testare le tue capacità, mettere in pratica quanto hai appreso nel tuo percorso di studi e guadagnare allo stesso tempo. Ma come funziona? 020, per esempio, è il marketplace di contenuti web del gruppo Mondadori Media. Ti basta registrarti per cominciare a scrivere. Puoi suggerire tu stesso i titoli dei contenuti o scegliere di scrivere sugli argomenti proposti dalla redazione. Il tuo pezzo viene valutato e pubblicato in caso di controllo con esito positivo. Al raggiungimento dei primi 25 euro potrai richiedere il tuo pagamento.

O20 non è l’unico marketplace di contenuti. Ce ne sono diversi, ognuno con proprie regole per la stesura dei pezzi e propri termini e condizioni per i pagamenti. Qui di seguito, te ne suggeriamo qualcuno per cominciare a cimentarti con la scrittura digitale:

  • MeLaScrivi
  • ContenutiDiQualità
  • GreatContent
  • TextBroker
  • Fidelity House (sito paid to write con retribuzione tramite revenue sharing vale a dire tramite gli Adsense pubblicitari di Google)

Dopo esserti fatto le ossa, puoi decidere per la libera professione o quella da dipendente. Nel primo caso dovrai aprire una partita Iva e gestire in autonomia i tuoi clienti.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Luminastock

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Le migliori app per studiare sul computer

Vuoi scaricare qualche app per studiare sul computer? La tecnologia ti viene in aiuto con tante applicazioni che ti facilitano la vita. Puoi scegliere tra app per prendere appunti, per aumentare la concentrazione e per organizzare al meglio il tempo a disposizione e pianificare lo studio. Ti proponiamo una lunga carrellata delle migliori applicazioni a tua disposizione.

App per studenti: le migliori per prendere appunti

Sai benissimo quanto è importante prendere buoni appunti. Questi ultimi, infatti, ti consentono di fissare meglio i concetti e di avere del materiale di partenza per ripassare. Scopri quali applicazione devi assolutamente scaricare:

  • OneNote – app disponibile per Android, iOS, Windows e macOS. Si tratta di un’applicazione gratuita per prendere appunti. La sincronizzazione tra più dispositivi avviene in automatico, consentendoti così di risparmiare un sacco di tempo. Ti basta creare un foglio di appunti cliccando su +Pagina. Sono disponibili, tra l’altro, diversi tool. Quello della fotocamera, per esempio, permette di catturare un appunto su un foglio di carta o sulla lavagna. Vuoi aggiungere una piccola nota vocale? Allora, clicca sull’icona del microfono. Per inserire un grafico o uno schizzo, invece, è a disposizione l’icona della matita.
  • Notability – app per iOS e macOS consigliata se ami prendere appunti a mano. Puoi scrivere, infatti, il testo a mano sul tuo iPhone/iPad. Non solo, è possibile importare dei documenti in PDF e scriverci sopra come con qualsiasi altro documento cartaceo. Di solito evidenzi tutti i concetti? Allora, clicca sull’icona dell’evidenziatore e scegli il colore per sottolineare i concetti più importanti. E se vuoi inserire una nota vocale, ti basta cliccare sull’icona del microfono. Ti conviene scaricare l’app sia su tablet e smartphone che sul computer Mac, così da sincronizzare le note. Per usufruire di quest’ultima opzione, però, devi attivare iCloud e collegare i dispositivi allo stesso account.
  • Evernote – app gratuita per Android, iOS, Windows e macOS. Ottima applicazione per prendere appunti e note sfruttando la sincronizzazione. La versione gratuita, però, effettua la sincronizzazione solo su due dispositivi e non consente di accedere alle note offline. Tanti i tool disponibili: Fotocamera per fotografare fogli di carta e lavagne; Allegato per aggiungere dei file; Audio per inserire una nota vocale; Scrittura a mano per prendere appunti a mano libera sul display e Nota testo per inserire appunti tramite la tastiera del computer.  Per usufruire di tutte le opzioni di Evernote puoi sottoscrivere una delle formule di abbonamento.

App per non distrarsi dallo studio

A questa seconda categoria appartengono le app per studiare sul computer che agevolano la concentrazione e rendono più proficue le ore impegnate nella preparazione degli esami. Scopri le app migliori:

  • Fatty Cat – applicazione per iOS che funziona sfruttando la tecnica di concentrazione del pomodoro. Suddividi cioè il tempo dello studio in sessioni e ricevi una notifica quando è arrivato il momento di fare una pausa. L’applicazione ti consente di acquisire una routine di studio quotidiana, che potrai monitorare controllando la salute del tuo gatto digitale. Se il  gatto è in forma, allora stai procedendo nella maniera giusta. L’applicazione ti fornisce anche diverse statistiche per controllare l’andamento delle tue sessioni di studio.

Qui sotto un piccolo elenco di app che sfruttano la tecnica del pomodoro:

  • Forest (iOS e Android)
  • Brain Focus (Android)
  • Focus To-Do (Android)
  • Focus Booster (Mac e Windows)

App per organizzare il tempo

Un buono studente deve sapere gestire il tempo da dedicare allo studio. Le applicazioni aiutano tantissimo a ottimizzare i giorni a disposizione per preparare gli esami:

  • Todoist – app per Android e iOS basata sul concetto delle to-do list. È indicata per organizzare le varie attività, ricordare le scadenze, inserire promemoria e date, monitorare i progressi compiuti e creare progetti. Questi ultimi possono essere condivisi anche con i compagni di studio.
  • Goal Meter – app per Android disponibile nella versione gratuita e a pagamento. Si tratta di un comodo strumento per pianificare le giornate e fissare i propri obiettivi di studio. Il design è molto carino e ha sicuramente una funzione motivazionale. La lista degli obiettivi è già divisa in categorie. Quella studiare, per esempio, include Studiare sodo, Leggere un libro e Preparare un esame.
  • Things 3 – app per iOS che permette di pianificare la giornata. Si tratta, in effetti, di una sorta di task manager con cui organizzare le giornate, pianificare impegni a lungo termine e fissare obiettivi con i vari step per il loro raggiungimento.

App per studiare storia e matematica

Esistono tutta una serie di app per studiare sul computer dedicate a materie specifiche. Qui sotto le più consigliate:

  • Historical Calendar – app per dispositivi Android che fornisce giorno e anno di tutti i più importanti avvenimenti storici. L’applicazione funziona anche offline e puoi fare ricerche sulla storia mondiale in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.
  • SSF Storia – app per iOS e Android sviluppata dalla DeAgostini che ti permette di ripassare in maniera molto semplice. Hai a disposizione, infatti, una serie di schede con i principali avvenimento storici, dalla preistoria all’età moderna passando per il medioevo. L’applicazione è anche divertente perché dispone della formula Quiz. Ti basta scegliere il periodo storico per iniziare a rispondere a un quiz costituito da 10 domande.
  • Risolvi Espressioniapp per studiare matematica compatibile con i dispositivi Android e iOS. Il funzionamento è davvero semplicissimo. Scrivi l’espressione e l’applicazione te la risolve. L’unico limite è il collegamento a internet. Risolvi Espressioni cioè non funziona offline.
  • iMatematica: app per Android e iOS che funziona come una sorta di assistente personale. Ogni sezione contiene una serie di argomenti in forma di lezione. Ti basta cliccare per iniziare a studiare. La versione gratuita, però, ti propone solo alcune lezioni. Per averle tutte devi scaricare la versione Pro.

App per studenti di giurisprudenza

Se sei uno studente di giurisprudenza, devi assolutamente scaricare le app per studiare sul computer elencate qui sotto:

  • GiuriAmo – app per iOS perfetta per memorizzare gli articoli dei vari codici in vista di un esame di diritto. Basta selezionare uno dei quattro codici e l’app inizia a estrarre gli articoli su cui ti mette alla prova. Dovrai, per esempio, inserire il numero dell’articolo e verificare l’esattezza della tua risposta. L’app ti fornisce anche una statistica con il numero di risposte giuste e sbagliate. In questo modo è possibile verificare il grado di preparazione in vista dell’esame.
  • Codici e Leggi – app per Android e iOS con le principali leggi e i codici italiani. Molto rapida da consultare e utilissima in caso di dubbi. Consente anche di prendere appunti e note e di scaricare gli aggiornamenti. Se sottoscrivi l’abbonamento, ricevi un aggiornamento al mese via cloud.

App per studenti di ingegneria

La guida con tutte le app per studiare sul computer si conclude con quelle dedicate agli studenti di ingegneria:

  • FingerCad – applicazione che consente di disegnare con le dita case, ponti, planimetrie, figure geometriche e così via. L’app è compatibile con i dispositivi Apple e consente di salvare il disegno nei formati standard (DFX) oppure di inviarlo via mail. Sono disponibili diversi tool che permettono la modellazione 3D, la modifica e lo spostamento degli oggetti, la preview dinamica del disegno e così via. Molto utile per gli studenti di ingegneria edile, di design e di architettura.
  • CalcKi – Tutto-In-Uno-Calcolatrice – app per dispositivi Android che consente di fare calcoli, convertire unità di misura, misurare aree e volumi, fare proporzioni e verificare percentuali. Ottima per studiare materie come algebra, geometria ed elettronica (calcolatore di filtri, di reattanza e risonanza, convertitore analogico e digitale, calcolatore di frequenza).

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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