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Le credenze: cosa sono e come ci limitano

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Ogni nostra azione e decisione è sempre sottoposta a un sistema di filtraggio, i cui risultati hanno effetti diretti sui nostri comportamenti e stati d’animo.

I filtri ci aiutano a dare un significato agli eventi, classificarli nella memoria e trarne insegnamenti.

Il primo filtro utilizzato è quello delle credenze, ossia l’insieme di tutto ciò che riteniamo vero e falso.

La nostra mente, in stato cosciente, ha capacità ridotte. Siamo in grado di processare, contemporaneamente, da 2 a 7 pezzi di informazioni. Per tale ragione è necessario sintetizzare la realtà, illimitata, di cui facciamo esperienza, in maniera semplice.

Siamo, quindi, portati a trarre delle verità assolute a partire dalle esperienze che abbiamo vissuto e dal modo in cui le abbiamo interpretate.

Generalizzare ci semplifica la vita. Ci permette di dare per scontato delle verità e di non mettere tutto in discussione. Questo è vero solo se le credenze ci permettono di raggiungere gli obiettivi che quotidianamente ci poniamo, se ci permettono di vivere bene.

Le credenze perdono di efficacia se sono di tipo negativo. Queste, legate a eventi, azioni, ai loro risultati e alle influenze ambientali, possono essere quindi di natura limitante.

È possibile distinguere:

  • credenze potenzianti: che permettono di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati;
  • credenze limitanti: che impediscono il raggiungimento di obiettivi.

Ecco alcuni esempi di credenze limitanti con cui generalmente ci confrontiamo: “sono troppo vecchio”, “non capisco nulla”, “non merito la felicità”, “non sono bravo con la tecnologia”, “sono fatto così”.

A queste se ne aggiungono altre, prodotte da ciascuno di noi.

Le credenze o convinzioni sono oggetto di studio della PNL.

Cosa significa PNL?

PNL è l’acronimo di Programmazione neuro linguistica. Questa è definita dall’Oxford English Dictonary come “un modello di comunicazione interpersonale che si occupa principalmente della relazione fra gli schemi di comportamento di successo e le esperienze soggettive che ne sono alla base” e ancora “un sistema di terapia alternativo, basato su questo, che cerca di istruire le persone all’autocosapevolezza e alla comunicazione efficace, e a cambiare i propri schemi di comportamento mentale e emozionale”.

L’acronimo riassume le componenti di questa disciplina:

  • programmazione: la possibilità di influenzare le modalità comportamentali autonome;
  • neurologica: come il sistema nervoso riceve gli stimoli e li rielabora in percezioni;
  • linguistica: come il linguaggio codifica, organizza e trasforma i sistemi mentali.

Sono Richard Bandler e John Grinder, rispettivamente professore dell’Università della California e suo alunno, a parlare di pnl tra gli anni ‘60 e ‘70. Anni della proliferazione, proprio nella terra del sole, di teorie scientifiche, pseudoscientifiche e New Age.

La pnl insegna la differenza tra i fatti e i giudizi o gli atteggiamenti relativi ai fatti.

Il concetto fondamentale di questa disciplina è la possibilità di modificare la percezione del mondo e i comportamenti che ne conseguono, utilizzando tecniche specifiche.

L’obiettivo dei due studiosi è quello di generare reazioni e abitudini di successo, per aumentare i comportamenti efficaci e ridurre i comportamenti limitanti.

Oggi i campi di applicazione della pnl sono numerosi: dalla comunicazione efficace alla psicoterapia, dalle prestazioni sportive alla vendita, dalla leadership all’apprendimento rapido e sono in continua espansione.

Dopo questa panoramica sulla programmazione neuro linguistica proviamo ad applicare la pnl su noi stessi e alle nostre credenze negative.

Come superare le credenze limitanti

Qual è l’approccio giusto da intraprendere nei confronti delle convinzioni negative?

Piuttosto che pensare ad eliminare le credenze limitanti è necessario capire come cambiare le credenze limitanti, come farle diventare credenze potenzianti.

Le credenze potenzianti consentono di vedere in tutto ciò che ci circonda delle opportunità. Queste possono essere considerate come il motore di una vita propositiva .

Tra gli esempi di credenze potenzianti troviamo “l’attività fisica fa bene e mi piace”, “mi merito il meglio”, “sono all’altezza di ciascun compito che mi viene assegnato”,

Ecco i passaggi da seguire per ottenere tale risultato:

  • il primo passo da compiere è individuare le credenze limitanti, partendo dalle più evidenti. Può essere utile metterle per iscritto;
  • dopo averle individuate una  bisogna rifiutarle;
  • successivamente è necessario elaborare delle credenze opposte e magari scriverle. Ad esempio la convinzione “sono troppo stupido per capire la matematica” diventerà “non sono troppo stupido per capire la matematica”;
  • il quarto  passaggio è individuare degli esempi a sostegno di queste nuove credenze;
  • infine bisogna passare all’azione, nel caso della matematica l’azione può concretizzarsi nell’acquisto di un manuale o nell’iscrizione a un corso.

Il principio guida da seguire è quello di dubitare delle proprie credenze. Chiedersi come e perché si sono generate.

Consapevolezza e volontà le basi per portare avanti questo tipo di percorso per superare i limiti che ci siamo, erroneamente, imposti.

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