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Il processo di internazionalizzazione delle imprese

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Nella società contemporanea è impossibile prescindere dalla globalizzazione.
Il termine globalizzazione definisce il processo di interdipendenze economiche, sociali, politiche e tecnologiche i cui effetti, positivi e negativi, tendono a uniformare pensiero, commercio, costumi e tecnologie.

Una delle dirette conseguenze della globalizzazione è l’internazionalizzazione dei mercati e quindi delle imprese.
Con l’espressione internazionalizzazione delle imprese si fa riferimento ai diversi percorsi di crescita intrapresi dalle aziende, messi in atto sui mercati esteri.

Tre sono le possibili modalità di internazionalizzazione che un’impresa può intraprendere:

  • espansione mercantile: prodotti realizzati nel paese d’origine esportati e commercializzati all’estero;
  • IDE, investimenti diretti esteri: volti alla creazione di una filiera all’estero o all’acquisizione di partecipazioni durevoli in imprese estere;
  • forme intermedie: accordi, licenze e contratti che permettono di affittare o vendere la tecnologia a operatori locali di paesi esteri.

Dietro queste modalità vi è un lavoro manageriale molto complesso e che deve tener conto di molteplici variabili. Si tratta di attività affrontate molto nello specifico nel master online in management di impresa internazionale che Unicusano propone ai suoi studenti, istituito all’interno della facoltà di economia.

Il fenomeno di internazionalizzazione riguarda sempre più le piccole imprese, a differenza del passato, in cui, a causa della necessità di investimenti cospicui, era proprio solo di aziende di media-grande dimensione.
La cooperazione tra piccole imprese è sicuramente il motore di tale fenomeno.
Questa consente l’accesso a nuovi mercati, nuove tecnologie, a più appetibili forniture di beni e servizi, ma permette di non rinunciare alla proprio indipendenza tanto economica quanto imprenditoriale.

Le aziende che decidono di intraprendere il percorso di internazionalizzazione devono provare a conciliare la tendenza globale con la dimensione locale.
Questo perché, contemporaneamente all’affermarsi della dimensione globale, si manifesta un sempre crescente interesse per i valori e le peculiarità culturali delle singole nazioni.

È da ricondurre a ciò, ad esempio, il crescente successo del vino made in Italy all’estero, con numeri sempre più importanti in termini di esportazioni.
Fondamentale per attuare un di internazionalizzazione, anche nel caso delle imprese vitivinicole, la figura di un export manager.

È necessario, però, per comprendere veramente a fondo il processo dell’internazionalizzazione delle imprese capire di cosa si parla quando si parla d’impresa.

Cos’è l’impresa?

L’impresa si definisce come un’attività economica organizzata al fine di produrre e/o scambiare beni e servizi.
Tale definizione si ottiene dalla nozione di imprenditore proposta ex art. 2082 del Codice Civile.

L’attività dell’impresa non può però prescindere dall’ambiente in cui opera.
Questo si definisce come l’insieme di elementi che possono influire direttamente sulla sua sopravvivenza e crescita.

L’ambiente può essere percepito dall’impresa come:

  • ambiente competitivo: insieme delle imprese con cui intrattiene relazioni cooperative e/o concorrenziali
  • ambiente socio-culturale: cultura con cui e in contatto e istituzioni, quali enti con potere normativo e l’intero sistema di norme giuridiche
  • ambiente fisico-naturale: complesso di risorse finite, costituito da ambiente fisico inteso come paesaggio naturale, ma anche risorse naturali utilizzate nelle
  • attività manifatturiere.

Tra impresa e ambiente si instaura una relazione biunivoca, in quanto l’impresa è contemporaneamente destinataria e artefice delle dinamiche ambientali.

Le attuali tendenze ambientali mostrano un crescente grado di complessità e incertezza, come conseguenza di globalizzazione, crescita demografica e progresso tecnologico, in cui le imprese si trovano a operare.
Per la loro sopravvivenza queste dovranno diventare sempre di più sistemi flessibili in grado di mantenere uno stato di equilibrio dinamico.

Bisogna pensare all’impresa come a un sistema, composto da sub-sistemi, in continua interazione con il contesto socio-economico di riferimento.
Ma che tipo di sistema?

uomo d'impresaI sistemi si classificano in:

  • aperti: interscambio con tutto ciò che è loro esterno;
  • chiusi: modesto interscambio con l’esterno;
  • isolati: assenza totale di interscambio.

L’impresa, dunque, corrisponde alla tipologia di sistema aperto ma non solo, è un sistema orientato al raggiungimento di obiettivi, autopoietico, in quanto capace di rigenerare le proprie componenti e le relazioni tra esse, relazionale, date le interazioni con i soggetti esterni e infine cognitivo, basando la proprio sopravvivenza sulla capacità di generare conoscenze al proprio interno.

Come sistema, l’impresa, è composta da un insieme di elementi definiti come funzioni della stessa.

Le funzioni aziendali

Con l’espressione funzione aziendale si definisce un insieme di compiti e mansioni connesse e interdipendenti per la realizzazione di un medesimo fine.
Ciascuna funzione ha come obiettivo la gestione con uomini e mezzi di una delle molteplici attività che costituiscono l’impresa.

Le funzioni aziendali dell’impresa sono:

  • funzione organizzativa;
  • funzione di produzione;
  • funzione di marketing;
  • funzione finanziaria.

Analizziamole una alla volta…

La funzione organizzativa

Organizza un sistema di parti interdipendenti e correlate, ognuna con una specifica funzione rispetto all’insieme totale.
Definisce i criteri decisionali, le autorità e le responsabilità da attribuire, gli organigrammi,
le procedure di decisione di svolgimento della gestione e le politiche delle ricompense per influenzare il comportamento dei dipendenti.

Gli organigrammi sono le rappresentazioni grafiche globali della struttura organizzativa formale dell’azienda e di dividono in:

  • modello gerarchico puro: forte accentramento di potere al vertice dell’organizzazione, rappresentato dal proprietario/imprenditore;
  • modello gerarchico funzionale: struttura decentrata in sezioni funzionali, relative alle principali funzioni aziendali;
  • modello divisionale: divisioni, unità semi autonome, individuate per progetto, prodotto o area geografica;
  • modello a matrice: due linee di autorità e competenza, una funzionale e l’altra preposta al controllo delle divisioni;
  • organizzazione a fiore: struttura adatta ai processi di cambiamento che si ispirano alla filosofia dello sviluppo organizzativo o della formazione-intervento;
  • strutture reticolari: entità flessibili e ramificate, adatte a relazionarsi con innovazione e cambiamento.

La funzione di produzione

Definisce la trasformazione economica di materiali grezzi in prodotti finiti e servizi destinati all’uso.
È l’elemento costitutivo dell’impresa.

Le fasi a monte della funzione di produzione, ossia Ricerca e Sviluppo, approvvigionamento, funzione finanziaria, pongono le basi su cui impostare il vero processo di produzione .Le fasi a valle, invece, coordinano il raccordo tra impresa e mercato.

La funzione di marketing

Il marketing è definito dall’American Marketing Association “il processo di pianificazione ed esecuzione delle attività di ideazione, attribuzione di prezzo, promozione e distribuzione di idee, prodotti e servizi allo scopo di generare scambi che soddisfino gli obiettivi di individui e organizzazioni”.

L’orientamento al marketing da parte dell’impresa comporta l’analisi preventiva di bisogni e desideri del mercato, con l’obiettivo della creazione di un’offerta idonea per soddisfare le esigenze della domanda.

La funzione finanziaria

Cura l’insieme di operazioni strategiche e di gestione finalizzate al raggiungimento, mantenimento e presidio dell’equilibrio monetario e finanziario dell’impresa.
I sistemi finanziari si distinguono in:

  • bank based: la principale fonte di finanziamento dell’impresa è rappresentato dalla banca;
  • market based: i finanziamenti avvengono per via diretta, attraverso il mercato.

Descritto il funzionamento dell’impresa, bisogna analizzare il governo dell’impresa, soggetto delegato all’assunzione delle più importanti e complesse decisioni, e le strategie che può mettere in campo.

La strategia è definita come una linea d’azione volta a creare o a rafforzare un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti e, in generale, all’ambiente esterno in cui l’impresa opera.
A seguito dei mutamenti dell’ambiente esterno, il sistema della pianificazione è mutato passando da un approccio basato sulla definizione di strategie a una metodologia avente per oggetto l’analisi di variabili interne ed esterne all’impresa.
Si analizzano minacce/opportunità derivanti dall’ambiente esterno, insieme a punti di forza/debolezze dell’impresa, la cosiddetta analisi SWOT.

Infine l’organo di governo delle imprese è preposto al monitoraggio dell’attuazione della strategia. Questo per verificare un’effettiva coerenza con gli obiettivi precedentemente stabiliti.

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