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Come diventare dirigente sanitario: studi e possibilità

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Sei un medico o uno studente di medicina e vuoi scoprire come diventare dirigente sanitario?

Allora abbiamo un’ottima notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, approfondiremo proprio questo interessante argomento. A partire dalle competenze e dagli studi che deve avere alle spalle l’aspirante dirigente infermieristico, medico o sanitario che sia. Dalla gestione delle risorse umane alle conoscenze e le qualifiche di natura medica. Ma vedremo anche di cosa si occupa e chi nomina il direttore sanitario dell’azienda sanitaria.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito del discorso. Buona lettura.

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Dirigente sanitario: chi è e come diventarlo

Nei paragrafi che seguono cercheremo dunque di fare luce su chi è come diventare dirigente sanitario, cercando di barcamenarci all’interno delle normative in merito. Buona lettura.

Differenza tra primario e direttore sanitario

Per comprendere pienamente come diventare dirigente sanitario, occorre fare chiarezza riguardo ciò a cui ci riferiamo.

Secondo quanto riportato su Wikipedia, che cita a sua volta autorevoli fonti come Direzione sanitaria – Funzioni e responsabilità del Direttore Sanitario di Antonella Agnello:

«Il direttore sanitario in Italia è un medico che fornisce guida, direzione, supervisione e qualità assicurativa ad una struttura sanitaria, come ad esempio un ospedale.

Il direttore sanitario è il responsabile ultimo dell’assistenza sanitaria ai pazienti e del coordinamento del personale sanitario operante nella struttura».

A volte, però, si tende a fare confusione tra questa figura e quella del primario. Secondo la stessa enciclopedia, però:

«Un primario, noto anche in medicina come dirigente di secondo livello o responsabile di unità operativa, è un medico, che ha la responsabilità di un reparto, ovvero una posizione dirigenziale, presso un ospedale o un’altra istituzione.

In molte istituzioni, specie anglosassoni, è il titolo del medico più anziano (chief physician). Nel sistema sanitario nazionale italiano il primario è generalmente responsabile di questioni mediche ed è il superiore di altri medici, personale infermieristico e specializzandi, che frequentino il reparto di cui è figura di riferimento.

Attualmente si accede alla carica di primario per regolare concorso, ma non è più necessario averne preventivamente l’idoneità».

In sintesi, possiamo dunque affermare che al direttore sanitario spetta la direzione dell’ospedale, la vigilanza sul personale, l’organizzazione tecnico-sanitaria, la supervisione del livello igienico-sanitario dei servizi erogati e l’eventuale azione disciplinare. Mentre il primario ha la responsabilità di un reparto.

Se invece avessimo parlato di come diventare dirigente medico di primo livello, avremmo fatto riferimento al classico medico ospedaliero che coadiuva il primario nello svolgimento dei suoi compiti.

Come lavorare in direzione sanitaria: normativa di riferimento

I riferimenti normativi da tenere in considerazione in merito a come diventare dirigente sanitario sono principalmente cinque:

  1. Il Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421” ed in particolare gli artt. 15 e 16- quinquies (introdotto dall’art. 14, comma, 1, del Decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 e modificato dall’art. 8, comma 3, lett. a) del decreto legislativo n. 254/2000);
  2. Decreto del Presidente della Repubblica del 10 dicembre 1997, n. 484 avente ad oggetto: “Regolamento recante la determinazione dei requisiti per l’accesso alla direzione sanitaria aziendale e dei requisiti e dei criteri per l’accesso al secondo livello dirigenziale per il personale del ruolo sanitario del Servizio Sanitario Nazionale” ed, in particolare, l’art. 7;
  3. Il Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
  4. L’Accordo interregionale sulla formazione manageriale approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome in data 10 luglio 2003;
  5. L’art. 1 della determina della Commissione Nazionale per la formazione continua del 13 luglio 2013;
  6. Lo Schema di decreto legislativo di attuazione della delega di cui all’articolo 11, comma 1, lettera p) della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Quest’ultimo prevede un articolo specifico dedicato alle nuove disposizioni per il conferimento dell’incarico di direttore sanitario, direttore amministrativo e, ove previsto dalle leggi regionali, di direttore dei servizi socio-sanitari delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale. Andiamo a conoscerle nel dettaglio nel prossimo paragrafo.

Disposizioni per il conferimento dell’incarico di direttore sanitario

dirigente sanitarioCome diventare dirigente sanitario, o quantomeno chi e come lo nomina, lo esplicita l’articolo 4 del suddetto schema di decreto legislativo di attuazione della delega della legge numero 124 del 2015.

Secondo questo articolo, il direttore generale nomina il direttore sanitario, quello amministrativo e, ove previsto dalle leggi regionali, anche il direttore dei servizi socio sanitari. Il tutto attingendo obbligatoriamente agli elenchi regionali di idonei, anche di altre regioni, appositamente costituiti, previo avviso pubblico e selezione per titoli e colloquio. Questi ultimi devono essere effettuati da una commissione nominata dalla regione formata da esperti di comprovata professionalità e competenza nelle materie oggetto degli incarichi, rappresentanti di istituzioni scientifiche qualificate. Senza comportare nuovi o ulteriori oneri per la finanza pubblica.

Requisiti per diventare direttore sanitario

Come puoi immaginare, per arrivare a ricoprire cariche specialistiche e delicate, come diventare dirigente sanitario, non è possibile improvvisarsi, ma occorre studiare.

Secondo il decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 e modificato dall’art. 8, il direttore sanitario deve infatti essere in possesso della specializzazione in una delle discipline dell’area di sanità pubblica o deve aver svolto per almeno cinque anni attività di direzione tecnico-sanitaria in enti o strutture sanitarie pubbliche o private. Le funzioni del direttore sanitario nelle strutture monospecialistiche ambulatoriali e di ricovero possono essere svolte anche da un medico in possesso della specializzazione nella disciplina cui afferiscono le prestazioni svolte.

Per quanto riguarda, invece, gli ambulatori che svolgono esclusivamente attività di medicina di laboratorio, il ruolo di direttore sanitario può essere ricoperto, per quanto di competenza, anche da un direttore tecnico in possesso di laurea specialistica in biologia o chimica, purché specializzato o in possesso di un esperienza di almeno cinque anni di nomina direttore sanitario in struttura privata o pubblica alle spalle.

Cosa studiare per diventare dirigente sanitario

Dedichiamo la conclusione di questa guida su come diventare dirigente sanitario, agli studi consigliati per acquisire, ampliare o perfezionare le competenze necessarie per operare in questo settore.

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  1. Management sanitario. Master di II livello che si propone di formare professionisti in grado di pianificare, organizzare, dirigere e monitorare le attività di una struttura sanitaria complessa attraverso il coordinamento di risorse umane opportunamente formate e motivate. Il tutto attraverso le più avanzate tecniche e metodologie;
  2. Gestione del coordinamento nelle professioni sanitarie. Master di I livello in grado di trasmetterti le necessarie competenze di economia sanitaria e di organizzazione aziendale utili all’organizzazione dei servizi e alla gestione delle risorse umane e tecnologiche, nonché i metodi e gli strumenti della ricerca nell’area dell’organizzazione dei servizi sanitari;
  3. Management delle cure primarie e territoriali. Altro ottimo master di I livello che ha come finalità principale la formazione e l’aggiornamento, in linea con le recenti richieste di mercato, di figure professionali esperte nel settore dell’assistenza territoriale ed in possesso di competenze avanzate di tipo clinico-assistenziale e organizzativo-gestionale.

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