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Master in pubblica amministrazione Salerno: programmi e dettagli

Ti piacerebbe un avanzamento di carriera? Sogni di lavorare nel settore pubblico? Iscriviti a un master in pubblica amministrazione a Salerno per acquisire una formazione specialistica e riuscire ad aggiornarti professionalmente o a entrare nel mondo dei dipendenti statali.

I master dell’Università Nicolò Cusano indirizzati all’amministrazione pubblica sono incentrati su argomenti come il management dei servizi sociali, il diritto processuale amministrativo, il coordinamento delle professioni sanitarie e non solo. Scopri la proposta didattica di Unicusano e scegli il corso post laurea più in linea con le tue esigenze.

Master in pubblica amministrazione a Salerno: requisiti e funzionamento

I master di Unicusano prevedono la didattica a distanza. Non hai cioè alcun obbligo di presenza in sede. Per seguire le lezioni ti basta accedere alla piattaforma online dell’università. In questo modo concili con facilità studio e lavoro perché sei libero di fruire delle lezioni in formato video in qualsiasi momento. La piattaforma, infatti, è accessibile 24 ore su 24.

Al momento dell’iscrizione, però, devi essere in possesso della laurea. Per i master di I livello è necessario il titolo triennale, mentre per quelli di II livello è obbligatorio il titolo magistrale.

Tutti i master in pubblica amministrazione a Salerno durano un anno per un totale di 1500 ore e 60 CFU. Durante il percorso sosterrai delle prove intermedie e una prova finale con rilascio del diploma di master. Qui sotto trovi tutti i dettagli sui singoli corsi.

Master in gestione del coordinamento nelle professioni sanitarie – corso di I livello

Master pensato per infermieri e ostetriche interessati ad ampliare le proprie mansioni e ad assumere un ruolo di coordinamento dei colleghi. Se vuoi ricoprire la posizione di coordinatore delle risorse umane, iscriviti a questo master e acquisirai tutti gli strumenti normativi e pratici per il tuo avanzamento di carriera. Il programma, infatti, include materie come economia e gestione delle imprese, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, diritto del lavoro e gestione delle risorse umane e formative.

Master in diritto processuale amministrativo – corso di I livello

Sei laureato in giurisprudenza o scienze politiche e sei interessato al diritto processuale amministrativo? Questo master è indirizzato a te. Si tratta, infatti, di un corso che approfondisce tutti i diversi aspetti di questo specifico ramo del diritto in 8 moduli diversi, incentrati sui seguenti argomenti:

  • la giustizia amministrativa nel panorama storico italiano
  • la dinamica processuale
  • la tutela cautelare del giudice amministrativo
  • il riparto di giurisdizione tra giudice amministrativo e giudice ordinario
  • i riti speciali
  • i ricorsi amministrativi
  • le impugnazioni nel processo amministrativo
  • le problematiche attuali della giustizia amministrativa

Master in management sanitario – corso di II livello

Master destinato a tutti i funzionari o aspiranti funzionari interessanti a ricoprire il ruolo di manager del settore sanitario. Il corso è strutturato per fornire le conoscenze e gli strumenti necessari a pianificare, organizzare e dirigere le attività e il personale di strutture come ospedali e poliambulatori del Servizio Sanitario Nazionale.

Il programma è molto articolato e affronta questioni normative, pratiche e socio-psicologiche. I moduli, infatti, sono incentrati su argomenti come:

  • psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  • diritto pubblico – quadro istituzionale e profili normativi del SSN
  • economia aziendale – bilancio e controllo di gestione nelle aziende sanitarie
  • information technology nelle aziende sanitarie
  • economia e gestione delle imprese – governance e management nelle aziende sanitarie
  • diritto del lavoro – responsabilità giuridica nella sanità
  • organizzazione aziendale – lo sviluppo organizzativo nella sanità

Master in management dei servizi sociali – corso di II livello

Sei un operatore del settore sociale o ti piacerebbe diventarlo? In entrambi i casi questo master può esserti di grande aiuto. Il programma, infatti, è pensato per fornire il bagaglio di conoscenze necessario a dirigere i servizi sociali e sociosanitari. Durante il corso imparerai a progettare e dirigere gli enti del settore sociale, ma anche a proporre innovazioni di procedure e progetti già esistenti. Durante il master studierai argomenti come gestione e progettazione dei servizi sociali e sociosanitari, corporate finance, risk management e competenze relazionali e gestionali.

Master nuova legge anticorruzione nella pubblica amministrazione – corso di II livello

Master in pubblica amministrazione a Salerno destinato ai dipendenti delle forze dell’ordine, agli avvocati e ai neolaureati in giurisprudenza che desiderano approfondire la propria conoscenza della legge numero 190 del 2012 – Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. Il programma offre una panoramica completa a partire delle fonti legali fino alle novità introdotte dalla legge. Dai un’occhiata ad alcuni degli argomenti del corso qui sotto:

  • le varie convenzioni sui temi dell’anti corruzione
  • Convenzioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite
  • corruzione e concussione
  • reati in contratto e reati contratto
  • casi pratici e tecniche investigative nei fatti di corruzione
  • le misure cautelari reali
  • la disciplina comunitaria in materia di appalti
  • le novità introdotte al codice appalti

Master in governance e management nella pubblica amministrazione – corso di II livello

Vuoi tentare il concorso per funzionario della pubblica amministrazione? Allora, iscriviti a questo master destinato ad aspiranti funzionari e a funzionari già assunti e desiderosi di un avanzamento di carriera. Il master si tiene in collaborazione con l’Osservatorio sulle Strategie Europee per la Crescita e l’Occupazione. Oltre alle lezioni su materie come diritto pubblico, legislazione di bilancio e politiche nazionali e regionali, parteciperai anche a lezioni ed esercitazioni organizzate dall’Osservatorio.

Master in dirigenti nelle istituzioni scolastiche – corso di II livello

Master destinato ai docenti interessati a un ruolo dirigenziale e ai dirigenti interessati ad aggiornarsi per migliorare i processi decisionali e dare una direzione innovativa al proprio lavoro.

Il programma è molto articolato in modo da abbracciare tutti i differenti aspetti legali, amministrativi e socio-relazionali di questa professione. Per farti un’idea ti mettiamo qui di seguito alcuni degli argomenti che verranno affrontati dai professori durante le lezioni del master:

  • da docente a dirigente, alla scoperta dei differenti punti di vista
  • il funzionamento dell’organizzazione didattica
  • il dirigente e la didattica dell’inclusione
  • la cultura della valutazione e i processi di miglioramento

Master in digital leadership in government & public sector – corso di II livello

Vuoi assumere una posizione dirigenziale nel processo di ammodernamento della pubblica amministrazione? Preparati con questo master che affronta la questione della digitalizzazione pubblica dal punto di vista sia pratico che legale, con un focus in materia di trattamento dei dati personali.

Il programma, infatti, prevede argomenti come la conservazione dei documenti informatici, i principi generali del corretto trattamento dei dati nella PA, il documento informatico e il suo valore probatorio e così via.

Master in comunicazione nella pubblica amministrazione – corso di I livello

Master pensato per i dipendenti dell’area comunicazione (uffici stampa, uffici relazioni con il pubblico) e per i neolaureati interessati a lavorare in questo ambito. Il programma ha un taglio moderno che tiene conto di tutte le innovazioni introdotte dal digitale, come gli strumenti di social media marketing. Grazie a questo approccio alla materia, i dipendenti pubblici possono aggiornarsi e gli aspiranti dipendenti possono acquisire tutti gli strumenti per occuparsi di comunicazione pubblica.

Master in amministrazione giudiziaria di aziende e beni sequestrati e confiscati – corso di II livello

Master istituito per formare professionisti specializzati nella lotta alla criminalità tramite gli strumenti della confisca e dei sequestri. Il programma prevede una prima parte teorica e una seconda parte più pratica incentrata su tematiche come:

  • sequestro di prevenzione
  • gestione dei beni confiscati
  • rapporti con la pubblica amministrazione in fase di sequestro
  • restituzione dei beni sequestrati
  • confisca definitiva
  • gestione del debito e del credito
  • confisca di primo grado

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Lavorare in proprio: ecco come fare per iniziare

Sogni di lavorare in proprio perché vuoi essere libero e indipendente? La libertà è sicuramente il primo fattore che induce a scegliere la libera professione. È vero sarai tu a decidere gli orari, il carico di impegni e le modalità di lavoro. Questi aspetti, però, possono essere positivi e negativi allo stesso tempo. Il lavoro in proprio cioè ha i suoi pro e i suoi contro, come il lavoro da dipendente. Scopri insieme a noi come costruire la tua attività perché diventi un’impresa di successo, capace di garantirti una carriera soddisfacente sia dal punto di vista economico che da quello professionale.

Inventarsi un lavoro: inizia con una ricerca di mercato

Per lavorare in proprio devi effettuare uno studio preliminare. Questa fase di ricerca è fondamentale per qualsiasi attività, dai semplici negozi di abbigliamento alle agenzie di organizzazione eventi fino agli studi di ingegneri, avvocati e architetti.

Uno studio preliminare che si rispetti prevede:

  • selezione dell’area in cui dovrebbe sorgere l’attività
  • individuazione del target
  • analisi dei competitor (servizi e prodotti che offrono, utenza di riferimento, percezione dell’azienda, livello di fidelizzazione dei clienti e così via)

Questa analisi ti consente di fare chiarezza riguardo il tuo stesso progetto. Potresti accorgerti, per esempio, che ci sono già troppe realtà che offrono il tuo stesso servizio. Il mercato cioè è saturo e sarebbe meglio radicare la tua attività altrove.

L’individuazione del target è un altro passaggio molto importante. Poniamo che tu voglia aprire un’attività di ristorazione gourmet destinata a una clientela elegante. Dovrai individuare bene il quartiere in cui aprire il tuo ristorante. Se le zone centrali sono fuori discorso, non puoi aprirlo neppure in zone meno centrali ma molto giovanili. I ragazzi, infatti, difficilmente frequenteranno il tuo ristorante.

Lavorare in proprio: redigi il tuo business plan

La tua ricerca di mercato è la base di partenza per la redazione del business plan. Di cosa si tratta? Del progetto messo nero su bianco. In particolare un business plan deve contenere:

  • esposizione sintetica dell’attività
  • descrizione della struttura societaria/aziendale (operi da solo, hai dei soci, quante persone dovresti assumere e cosi via)
  • obiettivo dell’attività e indicazione della modalità in cui intendi organizzarla
  • piano finanziario (conto economico previsionale, piano dei flussi e conto patrimoniale previsionale, tutto calcolato su almeno tre anni)
  • dati derivanti dalla tua analisi di mercato (mercato di riferimento, target, concorrenza)
  • conclusioni

Il business plan è importante per la ricerca di eventuali finanziatori. Dovrai quindi essere chiaro, preciso e diretto in modo che tutto sia molto comprensibile e attiri l’attenzione di futuri, possibili soci.

Trova i tuoi finanziatori

Sei laureato in scienze dell’educazione e vuoi aprire una ludoteca? Hai studiato lettere e ti sei specializzato nei nuovi mezzi digitali e vuoi fondare un’agenzia di comunicazione? Per aprire queste attività hai a disposizione una serie di agevolazioni e incentivi statali. 

INVITALIA, per esempio, è l’agenzia del Ministero dell’Economia il cui compito è favorire l’imprenditorialità, erogando fondi destinati a giovani, donne e realtà del Sud Italia. Hai persino la possibilità di accedere a fondi a tasso zero per la creazione di nuove imprese. Se hai compilato il tuo business plan, puoi contattare INVITALIA per individuare con gli addetti l’incentivo più giusto per il tuo progetto d’impresa.

Come aprire una ditta individuale

Per lavorare in proprio in maniera rapida e senza grossi investimenti iniziali puoi optare per la formula della ditta individuale. Si tratta di una forma giuridica sicuramente meno dispendiosa rispetto a una cooperativa o a una società.

Che cosa significa nello specifico ditta individuale? Si tratta di una persona fisica che svolge un’attività per la produzione di beni o per la fornitura di servizi.

Le caratteristiche che contraddistinguono una ditta individuale sono le seguenti:

  • responsabile unico. La persona che apre la ditta è cioè l’unico ad assumersi i rischi giuridici e finanziari dell’attività. Questo significa che in caso di debiti, per esempio, è l’unico a risponderne davanti alla legge
  • autonomia decisionale e gestionale. L’imprenditore ha la possibilità di agire in maniera libera e indipendente
  • lato economico più gestibile. I costi per aprire una ditta individuale sono più contenuti. Lo stesso discorso vale anche per i costi di gestione
  • numero inferiore di adempimenti fiscali e burocratici 

Cosa serve per dare vita a una ditta individuale

Per aprire una dita individuale devi compiere una serie di passi. Ti illustriamo noi i passaggi per iniziare a lavorare in proprio:

  • denuncia di inizio attività presso l’Agenzia delle Entrate
  • apertura di una partita IVA con indicazione del codice ATECO e del regime fiscale (la ditta individuale è compatibile con il regime forfettario)
  • iscrizione al registro delle imprese REA
  • iscrizione all’INPS
  • apertura posizione all’INAIL (se necessaria)

Dovrai cioè inviare tutti questi documenti per via telematica con la cosiddetta ComUnica sul portale del Registro delle Imprese. In questa fase è bene rivolgersi a un consulente. Un esperto cioè in materia fiscale che possa consigliarti la formula più vantaggiosa dal punto di vista economico e aiutarti a non commettere errori.

Idee per lavorare in proprio

Sai che vorresti evitare il lavoro dipendente, ma non hai ancora le idee chiare sul tuo futuro professionale? Ti suggeriamo noi qualche idea per lavorare in proprio. Parti sempre dalle tue inclinazioni personali per individuare l’attività da svolgere.

Se hai una passione per cani e gatti, potresti aprire una pensione per animali o un centro di addestramento. In ambito naturale, in realtà, ci sono tante attività interessanti. Puoi aprire un garden center, mettere in piedi una fattoria didattica, avviare una ditta di produzione di pellet oppure fondare un’azienda agricola per la coltivazione di bambù, di luppolo o di canapa.

Il bambù, per esempio, è una scommessa su cui molti puntano, perché questa pianta trova larghissimo impiego nell’edilizia e nel settore della produzione di arredi. Secondo le proiezioni degli ultimi anni, tra l’altro, starebbe scalzando piano piano la supremazia del legno nella realizzazione di mobili.

Hai bisogno di spunti? Ti proponiamo qualche idea di attività che potresti aprire:

  • nido familiare in casa
  • orto e frutteto a Km 0
  • comunità alloggio per anziani
  • centri coworking
  • baby parking
  • scuola di cucina
  • attività di organizzazione di corsi di formazione per adulti
  • agenzia di shopping tour per turisti. Si tratta di una formula importata dagli Stati Uniti che prevede l’organizzazione di tour per lo shopping tematico, da quello enogastronomico a quello incentrato sul made in Italy (vestiti, scarpe e accessori)
  • agenzia di banqueting e catering
  • ristorazione a domicilio
  • FabLab, laboratorio di stampa 3D
  • agenzia di servizi per il telelavoro
  • agenzia di servizi per la terza età (fornitura di servizi infermieristici, riabilitazione domiciliare, servizio di disbrigo pratiche burocratiche, pulizia a domicilio, compagnia e supporto psicologico, sorveglianza diurna e notturna, assistenza alla mobilità e così via)
  • allevamento bio di galline con relativa ovicultura
  • azienda di coltivazione idroponica
  • piccolo caseificio con annesso allevamento di pecore e capre
  • azienda di elicicoltura

L’ultima attività, ad esempio, è molto particolare. Si tratta dell’allevamento di lumache. Può sembrare strano, ma è un’attività piuttosto remunerativa perché le lumache sono impiegate sia in cucina che in cosmesi. Le uova di chiocciola, infatti, sono davvero pregiate. Diversi chef stellati sono disposti a pagare cifre di tutto rispetto per usare le uova di chiocciola nei loro piatti. La bava, invece, è usata nel settore cosmetico per la produzione di creme e unguenti in quanto favorisce la rigenerazione cellulare e contribuisce a cancellare i segni dell’età.

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To do list: che cos’è e come farla

Hai sentito parlare delle to do list e sei curioso di capire come funzionano? Si tratta delle classiche liste con cui programmare i tuoi impegni quotidiani. Decidi cioè a priori cosa fare, senza lasciare niente al caso o alla decisione del momento. Questo modo di organizzare il tempo aumenta senza ombra di dubbio la produttività, perché stabilisci cosa fare e quando farla e quanto ore dedicare a ogni singolo impegno/attività.

Come iniziare a compilare una to do list

Hai già provato a fare un planning delle tue giornate e non ci sei riuscito? Molti abbandonano le to do list al primo tentativo. Dopo aver scritto pagine e pagine di cose da fare non seguono il piano prestabilito, perché si scoraggiano di fronte al muro della pianificazione. Il primo consiglio utile per stilare delle to do list utili è non porsi obiettivi troppo ambiziosi.

Per riuscire in questo compito devi sgomberare la mente e fare quello che in inglese si chiama braindump. In cosa consiste? Prendi carta e penna e suddividi il foglio nelle seguenti due colonne:

  • devo – colonna che contiene tutte le attività che definiresti compiti, progetti e impegni, sia privati che professionali. Se sei uno studente dell’Università di Salerno alle prese con gli esami universitari, potresti scrivere cose di questo tipo: fare esercitazioni per l’esame X, chiedere appuntamento professore, programmare studio esame Y, organizzare gruppo di studio ecc.
  • voglio – colonna che contiene tutte le cose che ti piacerebbe fare. Non porti limiti, ma butta giù davvero i tuoi desideri. Tornando allo studente: organizzare un weekend con gli amici, riprendere a fare sport, bere un caffè con l’amica X, iniziare attività di volontariato e così via

Questo tipo di lista svuota mente ti consente di fare chiarezza. Capisci quali sono le cose da fare, ti fai un’idea sul tipo di equilibrio esistente tra gli impegni lavorativi/di studio e le attività piacevoli, scopri quali sono le tue priorità e cominci a pianificare una gestione migliore del tuo tempo.

To do list: pochi compiti e molto specifici

Lo strumento dell’organizzazione del tempo tramite lista funziona quando diventa quotidiano. Devi prendere cioè l’abitudine di compilare la tua to do list ogni giorno. Il nostro consiglio è di inserire:

  • 1 compito principale
  • 3 compiti di piccola entità
  • 5 compiti minori (massimo)

La to do list dello studente sarà:

compito principale: studiare primi due capitoli del libro di diritto privato per l’esame

compiti piccola entità: controllare lista testi, coordinare gruppo di studio, mandare mail per ricevimento

compiti minori: chiamare amica per fissare caffè, controllare primo weekend libero per viaggio, pulire lettiera del gatto, comprare cassa d’acqua e chiamare nutrizionista per appuntamento

Come vedi sono tutti compiti precisi. Fissare come compito principale, per esempio, studiare per l’esame è controproducente. Devi sapere esattamente cosa fare perché ti consente di stabilire quanto tempo impiegherai per svolgere quel determinato compito. Se sai che i capitoli da studiare sono due e impiegherai tre ore, potrai fissare tutte le altre attività a cascata.

Come distribuire le attività nell’arco della giornata

Ricordati sempre di compilare to do list che ti aiutino a rendere migliori le tue giornate. Individua il momento in cui sei più produttivo e concentrato. Sei il tipo di persona che dà il meglio di sé al mattino molto presto? Allora, la tua to do list inizia con il compito più complesso. In questo modo sfrutti al meglio le tue capacità e riesci a effettuare tutte le attività programmate senza grande stress. La tua giornata così filerà liscia e senza intoppi.

Hai inserito una certa attività minore più volte e ti sei reso conto che ritorna in molte delle tue to do list quotidiane? Se non riesci mai a svolgere quel determinato compito, significa che non lo consideri né prioritario né importante. In questo caso puoi depennarlo definitivamente dalla tua lista. Non continuare a inserirlo perché diventa solo una zavorra che ti impedisce di fare altro.

È utile fare una to don’t list?

Sì, soprattutto nel momento in cui ti rendi conto che la tua lista non ti sta aiutando come dovrebbe. In questo caso, probabilmente, avrai inserito delle attività che ti fanno perdere solo tempo e provocano un vero e proprio inutile dispendio di energie.

Cosa fare in queste situazioni ? È sufficiente analizzare le liste che hai compilato con spirito critico in modo da individuare le attività “disperdi tempo”. Una volta che hai compiuto questo passaggio, fermati a riflettere per cercare di capire se sono attività importanti o meno. Poniti domande come: posso evitare questo compito? A cosa mi serve? E se facessi questa cosa in un altro modo/momento?

Ci sono altri casi, invece, in cui il problema nasce da to do list sbilanciate. Quella data attività cioè è stata abbinata ad altre complesse, con il risultato che non riesci a portare a termine tutte le cose programmate. Bilancia meglio la lista tra compito principale, compiti di piccola entità e compiti minori e vedrai che andrà meglio.

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I 5 errori da evitare il primo giorno di lavoro

Stai per iniziare la tua vita professionale e vuoi sapere quali sono gli errori da evitare il primo giorno di lavoro? L’ansia di dover affrontare un ambiente nuovo non passa mai. I neolaureati alle prese con il primo impiego sono assaliti dagli stessi dubbi di chi deve passare da un lavoro all’altro. Se sei ansioso e teso, non allarmarti: è normalissimo. Le novità portano sempre con sé un po’ di destabilizzazione. La cosa importante è affrontarle nel modo giusto. Qualche piccola caduta di stile è ammessa, soprattutto quando sai come trasformarla con ironia in un punto a tuo favore. C’è solo una cosa imperdonabile il primo giorno di un lavoro nuovo: arrivare in ritardo.

Errori nel primo giorno di lavoro: commentare troppo

La prima preoccupazione di un neoassunto è piacere a tutti. Sarai assalito anche tu da domande di questo tipo:

  • andrò d’accordo con i colleghi?
  • riuscirò a farmi apprezzare dal capo?
  • mi troverò bene a lavorare in un team già esistente?
  • mi aspetta un ambiente in cui potermi esprimere liberamente?

Prima di varcare la soglia del nuovo ufficio/azienda, l’ansia da prestazione può fare qualche brutto scherzo. Fai un bel respiro e parti dal presupposto che il primo giorno non devi impressionare tutti. È impossibile, tra l’altro, farti conoscere nell’arco di un turno di otto ore.

Il nostro vademecum con i 5 errori da evitare il primo giorno di lavoro parte proprio da una semplice constatazione. Quando si è assaliti dall’ansia da prestazione, si tende a parlare troppo e a chiedere troppo, con il risultato di incappare in qualche gaffe.

Il consiglio è di contare fino a 10 prima di intervenire. Il primo giorno dovrebbe essere dedicato soprattutto all’osservazione. Non conosci l’ambiente, non hai alcuna contezza delle dinamiche esistenti tra i colleghi e i colleghi e il capo, non sai ancora bene neppure quali saranno i tuoi compiti e quali procedure dovrai seguire. Rilassati e pensa che avrai tutto il tempo di integrarti. Se inizi con questo pensiero bene in mente, non farai passi falsi e non parlerai a ruota libera, con il rischio di offendere qualcuno prima ancora di iniziare a lavorare sul serio.

Sei una persona dalla battuta facile? Cerca di evitare di dare libero sfogo a questa tua tendenza. Lo scherzo e la battuta creano sì cameratismo, ma tra persone che si conoscono da tempo. Il primo giorno sarebbe meglio mettere da parte l’ironia, che è sempre un’arma da maneggiare con grande cura.

Informarsi sul capo? Meglio evitare

Un altro degli errori da evitare il primo giorno di lavoro è porre la classica domanda: com’è il capo? Non sai con chi stai parlando. E se il collega a cui lo hai chiesto fosse un fedelissimo del tuo superiore? In questo caso la domanda potrebbe essere riferita e non deporrebbe a tuo favore.

Meglio farsi la propria opinione da soli. In ogni caso i commenti sui superiori sono un altro di quei comportamenti accettati solo dopo un certo periodo di permanenza in un posto di lavoro. Quando avrai consolidato i tuoi rapporti, potrai parlare con i tuoi colleghi degli altri membri del team.

Si tratta comunque anche in questo caso di una domanda dettata dall’ansia. In fondo è quasi un retaggio universitario. Ti sarai sicuramente presentato a più di un esame chiedendo agli altri studenti: com’è il professore? Ebbene, non appena inizi il tuo percorso professionale, cerca di dimenticare questo tipo di domande.

Non avere paura di sbagliare

Nuovo lavoro significa nuovi compiti e strumenti. L’errore potrebbe cioè essere dietro l’angolo. Nessuno si aspetta, tra l’altro, che tu sappia eseguire tutte le tue mansioni alla perfezione, visto che prevedono sempre una percentuale di novità. Se hai appena preso la laurea in ingegneria, per esempio, potresti dover usare delle piattaforme informatiche di proprietà dell’azienda, mai utilizzate prima.

Ora, quale atteggiamento sarebbe bene adottare? Se ti hanno spiegato qualcosa ma sei incerto, meglio chiedere. Ti informi, sciogli i tuoi dubbi e non commetti qualche errore stupido.

Sarebbe buona prassi anche non interrompere ogni cinque minuti il collega che ti affianca. Segnati le varie cose su cui ti sorgono dei dubbi e poni i tuoi quesiti tutti insieme. In questo modo appari più attento nei confronti del lavoro dei colleghi, risolvendo il tuo problema senza dare loro l’impressione di inadeguatezza. Spesso, infatti, si preferisce non chiedere proprio per non apparire inefficienti. Ancora una volta si tratta di uno di quegli errori da evitare il primo giorno di lavoro. E ancora una volta a farti brutti scherzi è l’ansia da prestazione.

Avere delle incertezze e sbagliare delle procedure sono cose normali. Avrai bisogno di un periodo di rodaggio prima di diventare un impiegato modello. Allora, chiedi sempre ma con discrezione.

Se non sei al primo lavoro ma provieni da un precedente impiego, stai attento ai commenti sulle procedure. Potrebbe essere naturale lasciarsi andare a commenti come:

  • dove lavoravo prima facevamo così
  • il programma che usavo al vecchio lavoro era più intuitivo
  • non sarebbe meglio fare in quest’altra maniera? Nel vecchio ufficio ci trovavamo molto bene

Tutti questi commenti potrebbero infastidire i colleghi. In fondo, mettere a paragone procedure e strumenti, sottintendendo che quelle del tuo vecchio impiego fossero migliori, non predispone bene gli altri nei tuoi confronti. Qualcuno, infatti, potrebbe chiedersi polemicamente perché mai hai cambiato lavoro.

Errori da evitare il primo giorno di lavoro: pretendere troppo

Sei appena arrivato in un nuovo ambiente lavorativo, aspettati di non avere l’ufficio più bello del piano, le mansioni più gratificanti dell’ufficio e il calendario di impegni più equilibrato tra picchi di lavoro intenso e momenti di lavoro meno intenso.

Se qualcosa non corrisponde alle tue aspettative, sarebbe meglio soprassedere un attimo. Il primo giorno non puoi correre a lamentarti, sottolineando tutte le cose da migliorare. Ricordi il primo punto in elenco e il consiglio di guardarti intorno e farti un giudizio prima di intervenire? È un suggerimento davvero prezioso, che devi tenere a mente anche in tutte le situazioni di insoddisfazione riguardo la tua postazione, il tuo ufficio, le tue mansioni o gli strumenti a disposizione.

Aspetta di capire come e perché ti sono state assegnate determinate cose e solo dopo esponi il tuo pensiero. Cerca cioè di mantenere un profilo basso. Se poi dopo un adeguato lasso di tempo le cose non cambiano, parlane con i tuoi superiori. Fare gavetta è giusto, ma rimanere sempre in una posizione svantaggiosa è nocivo per la tua carriera e per il tuo equilibrio personale.

Abiti sciatti e smartphone accesso? La buona impressione non è garantita

Nel primo giorno di lavoro un po’ di cura in più nell’abbigliamento aiuta sempre. Un collega ordinato fa un’altra impressione rispetto a un collega sciatto. Sarebbe bene mantenere questo standard per tutta la carriera lavorativa e, dunque, quale modo migliore per farlo se non iniziando con il piede giusto?

Infine, l’ultimo degli errori da evitare il primo giorno di lavoro è tenere il cellulare accesso. Amici e fidanzato/a vorranno sapere come vanno le cose e ti arriveranno un po’ di messaggi. Meglio rispondere durante la pausa. Silenzia lo smartphone perché la suoneria dei messaggi potrebbe infastidire i colleghi, soprattutto quando il lavoro si svolge in uno spazio comune. Tra l’altro, lo smartphone sempre in mano è sinonimo di disattenzione. Rischi cioè di fare una cattiva impressione proprio il primo giorno di lavoro.

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Diploma al liceo artistico: cosa fare dopo?

Hai un diploma di liceo artistico e vuoi capire a quali facoltà universitarie puoi iscriverti? Lo sbocco naturale è sicuramente l’Accademia delle belle arti, ma non si tratta dell’unica facoltà consigliata.

Per iscriverti all’accademia, infatti, devi avere una passione e una propensione per l’arte molto spiccata. Se durante i cinque anni di liceo ti sei reso conto di non voler continuare a studiare disegno, pittura, mosaico e modellistica, hai diverse opzioni davanti a te. Continua a leggere e scopri quali sono le facoltà più indicate con un diploma di liceo artistico.

Cosa fare dopo il liceo artistico? Una facoltà umanistica

Il programma di studi del liceo artistico include materie come filosofia, storia e geografia, letteratura italiana e lingue straniere. Come vedi il piano di studi è in linea con le facoltà umanistiche.

Potresti cioè tranquillamente iscriverti alla facoltà di lettere moderne o a quella di filosofia. Nel caso in cui tu abbia frequentato il liceo con indirizzo scenografia, invece, sono consigliate le facoltà come il DAMS (Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo).

Se invece hai frequentato il liceo con indirizzo audiovisivo e multimediale, dai un’occhiata ai corsi dell’Università di Salerno. Una delle facoltà consigliate potrebbe essere quella di Comunicazione digitale e social media (L-20). Il piano di studi, infatti, include esami come:

  • teorie e tecniche dei media mainstream
  • internet e social media
  • teoria dei linguaggi dei nuovi media
  • principi di disegno per la comunicazione digitale
  • marketing applicato alla comunicazione

Tra i corsi dell’area umanistica sono indicati anche quelli in conservazione dei beni culturali e in archeologia.

Diploma di liceo artistico: architettura e design

Dopo il diploma di liceo artistico puoi scegliere tutta una serie di facoltà che hanno a che vedere con il disegno, tra cui architettura. Per l’iscrizione è necessario il superamento di un test di ingresso. Dopodiché, la facoltà si articola con la formula 3+2. Al conseguimento della laurea triennale, per esempio, sostieni l’esame di stato e ti iscrivi all’albo professionale della categoria B di architetto junior. Questo significa che potrai lavorare solo come collaboratore di un architetto senior. Per poterti iscrivere alla categoria A di architetto vero e proprio, invece, dovrai completare il percorso iscrivendoti alla laurea magistrale.

Se il corso di laurea in architettura ti sembra troppo impegnativo, puoi optare per una delle tante facoltà di:

  • design
  • disegno industriale
  • arti multimediali
  • design per la moda

Cambia strada con la facoltà di ingegneria civile

Non è detto che dopo il diploma di liceo artistico ti debba iscrivere necessariamente a una facoltà che completi i tuoi studi. Potresti anche decidere di cambiare totalmente percorso, scegliendo comunque una laurea che ti permette di far fruttare il tuo talento nel disegno e nella progettazione. In questo caso, la facoltà migliore è ingegneria civile (L-7) con indirizzo Strutture.  Si tratta di un percorso che ti prepara a diventare un ingegnere in grado di progettare opere civili in campo edile e non solo.

La parola chiave che dovrebbe indurti ad abbracciare questa laurea è proprio progettazione. Durante i tre anni della triennale, infatti, affronterai materie come:

  • disegno
  • informatica
  • scienza della costruzioni
  • scienza e tecnologia dei materiali
  • topografia
  • architettura tecnica
  • laboratorio di disegno CAD
  • tecnica urbanistica
  • composizione architettonica

Come vedi molti esami hanno a che fare con il disegno. È vero dovrai anche sostenere esami in materie come matematica, geometria, fisica e chimica generale. Con un po’ di studio, però, supererai anche le prove che ti possono apparire più distanti dalla tua formazione scolastica di base.

In realtà, il programma di matematica dei licei artistici include calcolo algebrico, geometria analitica, funzioni elementari, nozioni di base del calcolo differenziale e integrale, elementi di calcolo delle probabilità e analisi statistica. Si tratta di una serie di nozioni che ti consentono di iscriverti tranquillamente alla facoltà di ingegneria civile.

Prenditi un anno sabbatico e poi scegli la facoltà

Hai appena preso il diploma di liceo artistico e sei molto indeciso? Forse è il caso di fermarti un attimo a riflettere. Iscriverti subito all’università potrebbe essere un errore, soprattutto in mancanza di idee chiare. La fretta non è mai una buona consigliera e sbagliare facoltà ti farà perdere tanto tempo. Meglio concederti un anno sabbatico. Questo non significa che starai tutto il giorno a poltrire, sperando in una improvvisa illuminazione che ti indichi il cammino da percorrere. La soluzione più efficace consiste nel cimentarti con il mondo del lavoro. Spesso, mettersi alla prova in ambito professionale è il modo migliore per fare chiarezza e capire la propria strada, in base ai talenti e ai limiti messi in evidenza dal lavoro.

Con il semplice diploma, infatti, puoi provare a lavorare come:

  • designer di interni
  • decoratore
  • grafico
  • web designer
  • illustratore e fumettista
  • addetto alla scenografia
  • fotografo
  • artigiano (pittore, scultore, marmista, ceramista, creatore di gioielli e così via)

Nessuno ti vieta persino di lavorare e studiare contemporaneamente sfruttando la formula della formazione e-learning, perfetta per conciliare entrambe le attività.

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I migliori master per diventare organizzatore di eventi

Sei alla ricerca di un master per diventare organizzatore di eventi? Prendere sul serio questa professione è il primo passo per costruirti una carriera. Molti credono, erroneamente, che chiunque possa mettere in piedi un evento, senza che siano necessarie cioè competenze particolari. In realtà, si tratta di una professione che necessita di preparazione specifica e non va improvvisata. Il ventaglio di possibili eventi, infatti, non include semplici feste e matrimoni con pochi ospiti. Qui sotto la nostra guida sui master per organizzare eventi.

Cosa fa l’organizzatore eventi?

Perché iscriversi a un master per diventare organizzatore di eventi? La risposta è semplice perché questo professionista ha mansioni abbastanza varie e complesse. Si occupa, infatti, di gestire eventi come fiere, iniziative commerciali, feste e appuntamenti culturali, curando l’aspetto della programmazione e della relazione con tutti i soggetti coinvolti.

Ecco a te una piccola sintesi delle occupazioni di un event manager:

  • definisce il progetto di un evento (indicazione di costi, calendario ecc.) e realizza la relativa analisi di fattibilità
  • individua gli spazi e ne cura l’allestimento
  • seleziona il personale e stipula i relativi contratti (tecnici, fornitori di materiali, animazione e intrattenimento, personale di servizio, sicurezza)
  • progetta e realizza le attività di comunicazione e marketing (pubblicità cartacea e digitale, campagne social, creazione gadget, scelta dei testimonial)
  • monitora e valuta l’andamento dell’evento
  • redige un report dell’evento con tutte le voci di spesa e di guadagno

Competenze e qualità di un organizzatore eventi

Come puoi notare dall’elenco di mansioni, un organizzatore eventi deve possedere diverse competenze. È necessario, per esempio, avere una certa conoscenza della normativa riguardante lo spettacolo e le attività culturali, soprattutto quando si aspira ad allestire concerti, rassegne teatrali, fiere letterarie e così via.

Non bisogna neppure tralasciare le conoscenze riguardanti le leggi sull’organizzazione di eventi negli spazi pubblici e le politiche relative ai fondi e ai programmi comunitari che agevolano l’organizzazione di eventi culturali. Non solo, sono indispensabili conoscenze di:

  • marketing e comunicazione
  • budgeting
  • lingue straniere
  • tecniche di raccolta fondi

Oltre alle conoscenze acquisibili con un master, sono da valutare anche le proprie qualità personali prima di tuffarsi in questo percorso professionale. L’organizzatore di eventi non è un mestiere per tutti. Per svolgere al meglio questa professione bisogna avere:

  • creatività
  • tendenza al problem solving
  • flessibilità e qualità di leadership
  • propensione all’ascolto
  • orientamento al cliente e alti livelli di empatia
  • adattabilità a picchi di lavoro molto intensi

Come scegliere il master per diventare organizzatore di eventi

Per scegliere il master perfetto devi necessariamente valutare l’elenco di mansioni e competenze qui sopra. Il programma del corso prescelto, infatti, deve consentirti di assolvere a tutti i compiti previsti e deve fornirti gli strumenti per farlo.

Il piano di studi del master proposto da Unicusano, per esempio, prevede materie come:

  • marketing degli eventi
  • project management
  • normativa e responsabilità sugli eventi
  • budgeting degli eventi
  • chiusura e reporting di gestione
  • tipologie di evento pubblico (eventi sportivi, culturali, aziendali, congressuali e musicali)
  • pubbliche relazioni
  • l’evento privato e il wedding planning
  • project work finale

Come puoi leggere, le materie coprono tutte le competenze richieste. Si va, infatti, dal marketing alle nozioni di diritto. Non solo, il master fornisce anche gli strumenti per specializzarsi nel settore dei matrimoni.

Un organizzatore eventi particolare: il wedding planner

Il settore dei matrimoni è un ottimo ambito lavorativo. Prima della pausa forzata imposta dalla pandemia scoppiata nel 2020, si parlava di un giro d’affari in Italia pari a circa 7 miliardi.

Un’inchiesta, condotta da Il Sole 24 ore tra il 2016 e il 2017, ha evidenziato come in Italia ci sia stata una crescita del +9,4% delle aziende legate al settore dell’organizzazione dei matrimoni. L’Italia, tra l’altro, è considerata una delle 10 destinazioni più belle al mondo in cui celebrare le proprie nozze. Questo fa sì che molti stranieri scelgano la nostra nazione per il loro giorno più bello della vita.

Cosa significa tutta questa premessa? Se ti piace il settore e vorresti tentare la carriera di wedding planner, investi nel tuo futuro professionale iscrivendoti a un master in modo da farti trovare pronto quanto i matrimoni ricominceranno a essere celebrati senza restrizioni.

Come funziona un master per organizzatore eventi

Per poterti iscrivere ai master universitari devi essere in possesso della laurea. Se il corso è di I livello, ti basta la laurea triennale. In caso di master di II livello, invece, hai bisogno della laurea magistrale.

L’aspetto positivo del master è che il corpo docenti non è costituito necessariamente solo da professori universitari. Spesso, le lezioni vengono tenute da organizzatori eventi e wedding planner professionisti che portano le loro esperienze dirette. Questa modalità ti consente di avere un primo approccio molto pratico con il settore.

In realtà, i master in generale sono caratterizzati da un orientamento meno teorico. Unicusano, per esempio, prevede le classiche lezioni frontali a cui si alternano l’analisi di case history riguardanti eventi e situazioni particolari. Questa modalità ti consente sia di comprendere meglio la professione che di valutare il tuo livello di compatibilità con il ruolo.

Di solito, inoltre, i master hanno una durata annuale e prevedono il raggiungimento di 60 crediti formativi universitari e il superamento di una prova finale.

Gli sbocchi lavorativi possibili

Una volta terminato il master, puoi iniziare la tua ricerca di lavoro. Hai la possibilità di trovare occupazione come:

  • event manager
  • MICE manager, organizzazione di tutti le tipologie di eventi indicati dalle lettere della sigla MICE, vale a dire meeting, incentive, congressi e convention, eventi ed esibizioni
  • PCO manager, organizzatore professionista di congressi (Professional Congress Organizer Manager)
  • Incentive House Manager, organizzatore dei viaggi premio che le aziende concedono ai propri dipendenti al raggiungimento di determinati obiettivi prefissati
  • operatore culturale, organizzatore di eventi culturali per enti pubblici ed enti privati come associazioni e fondazioni

Tutte queste figure trovano impiego in società di comunicazione, agenzie di eventi, enti pubblici, compagnie teatrali, fondazioni, agenzie di spettacolo, enti fieristici, agenzie di relazioni pubbliche, organizzazioni no profit, centri congressi e non solo.

Un’indagine condotta da AlmaLaurea riguardo i laureati impiegati come organizzatori di fiere ed esposizioni getta una luce positiva anche sull’aspetto retributivo di questa figura. Generalmente, un organizzatore lavora come dipendente oppure come libero professionista con contratti legati ai singoli progetti.

Il Consorzio AlmaLaurea ha intervistato i laureati negli anni 2011, 2021 e 2013 a cinque anni dal conseguimento della loro specializzazione. Ebbene, è risultato che la retribuzione mensile media netta è pari a 1237 euro e che la soddisfazione professionale raggiunge un punteggio di 7,6 su 10. Sono risultati da valutare in maniera positiva, perché questa professione è caratterizzata da una notevole crescita nel tempo grazie alla maturazione di una certa esperienza e all’allargamento del portafoglio contatti.

Quali sono i titoli di studio consigliati per il master

La frequentazione di un master per diventare organizzatore eventi non è preclusa a nessuno. Se sei laureato in giurisprudenza, puoi tranquillamente iscriverti e tentare questa carriera.

Ci sono, però, dei percorsi consigliati. La conoscenza delle lingue straniere, ad esempio, è una di quelle competenze da considerarsi fondamentale, soprattutto nel settore matrimoni ed eventi culturali. Se organizzi concerti e spettacoli, infatti, dovrai avere a che fare anche con artisti, produttori e tecnici stranieri.

Tra le lauree che sono più in linea con questo ruolo e che ti facilitano la frequentazione del master ci sono:

  • lettere
  • lingue e letterature moderne
  • scienze della comunicazione
  • DAMS (discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo)
  • beni culturali
  • scienze della mediazione linguistica
  • sociologia

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Cosa insegnare con una laurea in ingegneria?

Ti stai chiedendo cosa insegnare con una laurea in ingegneria? Non è così raro che un ingegnere scopra la passione per l’insegnamento e decida di intraprendere questa carriera. I programmi di studio della facoltà di ingegneria sono particolarmente vasti, caratteristica che consente l’insegnamento di diverse materie. Scopri qui di seguito cosa puoi insegnare e come fare per raggiungere il tuo obiettivo professionale.

Si può insegnare con la laurea triennale in ingegneria?

Sei iscritto all’Università Unicusano di Salerno a ingegneria e sei indeciso se proseguire o meno dopo la triennale? Oggi, non è possibile accedere all’insegnamento nella scuola pubblica con la sola laurea triennale. È necessaria, infatti, la magistrale. Dal 2024, però, i laureati triennali potranno sostenere i concorsi per insegnante tecnico pratico (ITP), ruolo che oggi è affidato ai docenti in possesso unicamente del diploma di scuola superiore.

Cosa insegnare con una laurea in ingegneria: classi di concorso

Allora, ecco a te cosa insegnare con una laurea in ingegneria. Qui di seguito, trovi tutte le classi di concorso a cui puoi accedere:

  • A20 – fisica nelle scuole superiori. Per poter insegnare fisica bisogna essere in possesso di 24 crediti formativi in materie attinenti il settore FIS/01 (fisica sperimentale)
  • A47 – matematica applicata negli istituti superiori tecnici e professionali. Per accedere a questa classe di concorso non è richiesto il possesso di crediti formativi specifici
  • A26 – matematica in tutte le scuole superiori. Per poter ottenere questa docenza è necessario il possesso di 80 crediti formativi nel settore MAT/02 (algebra), MAT/03 (geometria), MAT/05 (analisi matematica), MAT/06 (probabilità e statistica), MAT/08 (analisi numerica)
  • A40 – scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche in istituti tecnici e professionali e nei licei scientifici. Si tratta dello sbocco naturale per i laureati in ingegneria elettronica e delle comunicazioni, a cui non sono richiesti crediti formativi specifici
  • A41 – scienze e tecnologie informatiche negli istituti tecnici e professionali e nei licei scientifici. La A41 non richiede crediti formativi specifici ai laureati magistrali in ingegneria informatica (LM-18), in ingegneria delle telecomunicazioni (LM-27), in ingegneria gestionale (LM-31), in ingegneria elettronica (LM-29) e in ingegneria aerospaziale e astronautica (LM-20)
  • A42 – scienze tecnologiche e meccaniche negli istituti tecnici e professionali. Si tratta della cattedra naturale per i laureati in ingegneria meccanica, ai quali non sono richiesti crediti formativi specifici
  • A36 – scienze e tecnologia della logistica negli istituti tecnici e professionali. Accedono a questo insegnamento i laureati magistrali in ingegneria meccanica, nautica, aerospaziale e navale
  • A32 – scienze della geologia e della mineralogia negli istituti tecnici. Possono insegnare questa materia i laureati magistrali in ingegneria meccanica, civile, chimica e non solo
  • A37 – scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica negli istituti tecnici e professionali e nei licei scientifici. Accedono a questo insegnamento i laureati magistrali in ingegneria gestionale, informatica, meccanica, elettronica e non solo

Classi di concorso più specifiche

Oltre a quelle elencate qui sopra, ci sono delle classi di concorso più particolari per le quali non è sufficiente il solo titolo di studio universitario. Per la classe A-62 tecnologie e  tecniche per la grafica, per esempio, è necessario un diploma di tecnico in grafica e comunicazione in abbinamento alla laurea in ingegneria chimica (LM-22), ingegneria della sicurezza (LM-26) o ingegneria meccanica (LM-33).

Lo stesso discorso vale anche per la classe di concorso A33 scienze e tecnologie aeronautiche. Per insegnare questa materia, infatti, sono necessari il diploma come perito aeronautico o un titolo equipollente e la laurea in ingegneria civile (LM-23), ingegneria delle telecomunicazioni (LM-27), ingegneria elettrica (LM-28), ingegneria elettronica (LM-29), ingegneria informatica (LM-32) o ingegneria meccanica (LM-33).

Come accedere all’insegnamento con la laurea in ingegneria

Se vuoi diventare un docente non è importante solo capire cosa insegnare con una laurea in ingegneria. Devi anche informarti sulle modalità di accesso alla scuola. Il decreto legislativo numero 59 del 13 aprile del 2017 ha introdotto una novità. Ha imposto cioè agli aspiranti docenti nella scuola superiore il possesso della laurea + 24CFU integrativi conseguiti nelle seguenti discipline:

  • pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione
  • psicologia
  • antropologia
  • metodologie e tecnologie didattiche generali

Questi 24 CFU costituiscono titolo abilitante per chi vuole diventare insegnante e consentono all’accesso a:

  • concorsi straordinari e ordinari nella scuola secondaria
  • procedure straordinarie di abilitazione
  • inserimento nelle graduatorie provinciali per le supplenze

Cominciare a insegnare come supplente

Ora che hai capito cosa insegnare con una laurea in ingegneria, puoi pensare di cimentarti subito inserendoti nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). Queste graduatorie hanno una durata biennale e vengono utilizzate per il conferimento delle supplenze annuali. I laureati in ingegneria possono inserirsi:

  • graduatoria di prima fascia con titolo universitario e abilitazione all’insegnamento
  • graduatoria di seconda fascia con titolo universitario e 24 CFU integrativi

C’è anche un modo più semplice per mettersi alla prova sul campo e verificare la solidità della propria passione per l’insegnamento. È possibile cioè compilare la domanda di messa a disposizione o MAD. Di cosa si tratta? Di una candidatura spontanea che si effettua direttamente presso le scuole.

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Quali hobby inserire nel CV (e perché)

Hai trovato delle posizioni lavorative interessanti e vuoi capire quali sono gli hobby da inserire nel CV? Gli interessi personali sono un aspetto da non sottovalutare quando si compila un curriculum. Oggi, i selezionatori ricevono centinaia di CV ed è importante aggiungere degli elementi distintivi in grado di differenziarti dagli altri candidati. Gli hobby personali rientrano proprio nella categoria delle informazioni su una persona capaci di fare la differenza.

Noi di Unicusano Salerno ti proponiamo una piccola guida con tutti i suggerimenti utili per individuare gli  hobby da inserire nel CV.

Hobby interessanti per CV: come selezionarli

Per capire quali sono gli hobby da indicare nel tuo curriculum devi pensare come un selezionatore. Quando si apre una posizione lavorativa, i recruiter individuano le competenze, la formazione, le esperienze professionali e le qualità indispensabili per ricoprire quel determinato ruolo.

Se i tuoi hobby rispondono indirettamente ai requisiti richiesti, allora dovresti inserirli nel curriculum. Cosa significa? I tuoi interessi rivelano la tua personalità e aggiungono dei dati che per i selezionatori sono importanti.

Facciamo un esempio. La posizione richiesta è quella di manager. Questo ruolo richiede capacità di leadership, buona attitudine a lavorare sotto pressione e così via. Se fai uno sport di squadra molto competitivo in cui hai un ruolo di capitano/trascinatore, devi assolutamente indicarlo nel tuo CV. Essere capitano di una squadra, infatti, implica il possesso di buone qualità di leadership, le stesse richieste per la posizione di manager. 

Come scegliere gli hobby in base al profilo professionale

Ovviamente non puoi elencare tutti i tuoi interessi. Sarebbe bene evitare una lista infinita, visto che il CV stesso non deve superare la lunghezza di 2/3 pagine. Qui sotto, trovi un esempio pratico per imparare a selezionare gli hobby da inserire nel CV.

Poniamo che un’azienda stia cercando un ingegnere gestionale e richieda le seguenti caratteristiche:

  • rendimento sotto pressione
  • capacità di lavorare in team
  • propensione all’organizzazione del tempo e degli obiettivi
  • rispetto delle scadenze

Prima di elencare i tuoi interessi nel CV, appuntateli su un foglio. Immaginiamo che siano i seguenti:

  • viaggiare
  • preparare dolci
  • fare volontariato in un’associazione locale
  • praticare sci alpino nel periodo invernale
  • giocare a calcio in una piccola squadra locale

Potresti sicuramente inserire lo sci alpino. Si tratta, infatti, di uno sport che richiede concentrazione e capacità di agire sotto pressione, qualità richieste per il posto di ingegnere. Puoi evitare, invece, di includere i viaggi e i dolci. Sono sicuramente hobby interessanti, ma hanno poco a che vedere con il ruolo da ricoprire. Sono più in linea, invece, il volontariato e le partite di calcio. Sono entrambe delle attività che presuppongono gioco di squadra e i selezionatori cercano una persona che sia in grado di lavorare in team.

Come hai capito da questo piccolo esempio, la scelta degli hobby deve avvenire seguendo un principio fondamentale: devono mettere in luce attitudini e qualità pertinenti con la professione per cui ti candidi.

È sempre utile inserire gli hobby nel CV?

Dopo aver capito come scegliere gli interessi da elencare nel CV, potresti essere assalito da una domanda: ma devo proprio metterli? La risposta cambia a seconda del tipo di curriculum.

Hai appena concluso il tuo percorso universitario e non hai fatto grandi esperienze lavorative? Devi assolutamente elencare gli hobby. Nel tuo caso, infatti, diventano davvero un elemento distintivo, che fornisce ai selezionatori un quadro più completo della tua personalità.

Sei una persona con una certa carriera alle spalle? Allora, valuta con attenzione quanti e quali hobby inserire. Se il curriculum vitae è già particolarmente ricco e lungo, potresti anche evitare. Al contrario se il CV è corposo ma hai la sensazione che manchi qualcosa, prova a inserirli soprattutto in caso di hobby molto in linea con il ruolo per cui ti candidi.

Una valutazione in più va fatta nel caso di una terza opzione ancora. Vuoi passare da un ambito lavorativo all’altro? Allora, se il tuo hobby è coerente con il nuovo settore, hai un motivo in più per inserirlo.

Immagina di essere un insegnate con una laurea in lettere e di volerti proporre per il ruolo di social media manager. Hai frequentato un master e fatto una piccola esperienza e ti sembra che sia troppo poco per avere qualche chance di essere selezionato. Se tra i tuoi hobby c’è, per esempio, la fotografia o la realizzazione di video, inseriscili subito nel CV. Entrambi rivelano creatività, passione per le immagini e propensione alla  comunicazione, tutte qualità importanti per un social media manager.

Dove inserire gli hobby nel CV

Ricorda che formazione ed esperienze professionali sono gli aspetti più importanti. Gli hobby da inserire nel CV, quindi, vanno elencati per ultimi, seguendo qualche piccolo consiglio:

  • usa un elenco puntato se il CV è già abbastanza lungo
  • inserisci gli hobby con qualche parola descrittiva di accompagnamento se il CV è scarno
  • descrivi i tuoi interessi in maniera sintetica e concisa
  • includi hobby diversi tra loro in modo da creare un certa varietà
  • evita interessi troppo personali o che denotino orientamenti politici o religiosi
  • non elencare più di 2-3 hobby

La formattazione più appropriata per un CV con un elenco di hobby è quella con la colonna laterale, in cui sono indicate di solito le informazioni aggiuntive. In questo modo, i dati principali restano la formazione e le esperienze lavorative e gli hobby sono un elemento in più che verrà valutato dai reclutatori.

Esempi di hobby e delle qualità che rivelano

L’ultima parte della nostra guida è un piccolo vademecum. Troverai cioè un elenco di hobby con le relative qualità:

  • volontariato: inclinazione al lavoro di squadra e al perseguimento di obiettivi a lungo termine
  • sport di squadra: competitività, capacità di reggere bene la pressione e inclinazione a lavorare in team
  • modellismo: capacità di concentrazione, attenzione ai dettagli, creatività
  • passione per i viaggi: curiosità, spirito di adattamento, flessibilità, apertura verso le novità
  • fare teatro: capacità di mettersi in gioco, assenza di timori a presentarsi davanti a una platea, buone doti comunicative
  • yoga: capacità di concentrazione, resistenza allo stress e alla tensione, autocontrollo, propensione ad affrontare con calma le situazioni
  • sport estremi (paracadutismo, immersioni in apnea): capacità di assumersi rischi, inclinazione a superare i propri limiti, propensione a prendere il comando quando necessario
  • sport di resistenza (maratona, ciclismo, arrampicata): tenacia, perseveranza, capacità di lavorare su obiettivi a lungo termine
  • musica (strumenti musicali e canto): inclinazione alla disciplina e al metodo, costanza e capacità di affrontare le sfide

Se hai una passione per la lettura o per il cinema, invece, dovresti inserirli nel CV aggiungendo qualche piccola parola di descrizione. Menzionare questo tipo di passione in maniera troppo generica, infatti, non dà alcun valore aggiunto. In fondo tutti leggiamo libri e guardiamo film.

Hobby nel CV: capacità di conciliazione tra privato e lavoro

I selezionatori moderni sono sempre alla ricerca di persone flessibili, capaci cioè di conciliare senza problemi vita privata e impegni lavorativi. Da questo punto di vista gli hobby sono da inserire nel CV perché sottolineano indirettamente il possesso di questa attitudine.

Una persona che nel tempo libero pratica paracadutismo e volontariato, per esempio, rivela un’abilità nel tenere in equilibrio più attività molto diverse tra loro. Quella persona, dunque, dovrebbe essere in grado di separare l’ambito lavorativo da quello privato, dando il massimo di sé stesso in ufficio o in azienda.

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Come gestire meeting online? Risorse e strumenti

Devi organizzare riunioni e incontri e vuoi capire come gestire meeting online? Oggi, hai a disposizione tanti strumenti digitali che ti aiuteranno nell’impresa. Per scegliere la piattaforma più adatta devi prima di tutto stabilire aspetti come l’obiettivo e la modalità della riunione. Affinché i meeting abbiano un buon esito, è necessario cioè fissare una scaletta con i temi da affrontare e stabilire la modalità dell’incontro. Quest’ultimo aspetto, per esempio, diventa fondamentale per scegliere le piattaforme da usare. Cosa significa? La riunione prevede la collaborazione audio/video con i partecipanti? Oppure include un question time o un sondaggio in tempo reale? Qui di seguito, trovi tutti i suggerimenti utili per capire come gestire meeting online.

Meeting online: quali piattaforme usare

Dopo aver fissato i tempi, stabilito le modalità e individuato i partecipanti, arriva il momento della scelta della piattaforma.

Uno dei passaggi più importanti per capire come gestire meeting online è proprio la selezione degli strumenti. Devi individuare la piattaforma ponendoti domande come: voglio una partecipazione attiva? Ho bisogno di organizzare la riunione da un semplice smartphone? Mi interessa un numero elevato di partecipanti? Ho bisogno di una lavagna virtuale per la condivisione immediata dei concetti? Se sei interessato, per esempio, alla lavagna virtuale la tua soluzione è SkyMeeting.

Avrai, infatti, a disposizione una lavagna virtuale interattiva, in cui il relatore può appuntare idee e concetti affinché siano più comprensibili. Non solo, se i partecipanti sono abilitati, possono scrivere e disegnare sulla lavagna in modo da dare vita a incontri più coinvolgenti. Si tratta di un buono strumento anche per lo studio online con le classi virtuali. 

Riunioni da smartphone: GoToMeetings

Hai qualche problema su dove gestire il meeting online? GoToMeetings è la piattaforma perfetta per te perché puoi organizzare tutto anche da smartphone, ovunque ti trovi. Hai un limite di 150 persone con la versione standard e puoi configurare e avviare la riunione in poco tempo, inviando una semplice mail di partecipazione. La piattaforma, inoltre, è dotata di strumenti per migliorare la qualità di audio e video. Non solo, sono fornite app diverse per i sistemi Android e iOS ed è inclusa una chat in cui i partecipanti possono postare commenti e domande, interagendo in diretta con i relatori.

Non si tratta, chiaramente, di una piattaforma gratuita. Se vuoi utilizzarla devi sottoscrivere un abbonamento oppure verificarne il funzionamento con la prova gratuita di 14 giorni. Qui di seguito alcune delle funzionalità:

  • video HD
  • condivisione dello schermo
  • strumenti di disegno
  • controllo condiviso di tastiera e mouse
  • possibilità di prendere appunti durante la riunione

Meeting online semplici? Google Meet

Google Meet è l’evoluzione moderna dei Google Hangouts Meet e fa parte degli strumenti della piattaforma G Suite. È proprio questo uno dei vantaggi, vale a dire la perfetta integrazione con gli altri tool di Google. Cosa significa? Puoi pianificare una riunione usando Google Calendar.

Il servizio è gratuito e disponibile per un massimo di 60 minuti con 100 partecipanti nel caso di utenti singoli. Le aziende, per esempio, non hanno limiti di tempo e possono organizzare riunioni fino a 250 partecipanti.

Per usare Google Meet da computer non bisogna scaricare alcun software. Se hai un indirizzo Gmail, devi solo accedere alla tua casella di posta e troverai Meet tra i vari strumenti disponibili. Clicca e potrai organizzare riunioni invitando i partecipanti tramite mail. Google Meet ti consente di vedere i partecipanti e di inviare messaggi di testo durante l’incontro.

Riunioni online con tanti partecipanti? Zoom Meetings

Vuoi uno strumento per gestire meeting online con tanti partecipanti? Il tool perfetto nel tuo caso è Zoom Meetings. Avrai a disposizione:

  • video e audio HD
  • riunioni con un massimo di 1000 partecipanti
  • condivisione di 49 video su singola schermata
  • riunioni salvabili in locale o sul cloud
  • condivisione dello schermo e degli appunti
  • integrazione della chat
  • archivio di durata decennale
  • possibilità di conversione delle riunioni in chiamate individuali
  • pianificazione automatizzata dei meeting tramite Gmail, Outlook e iCal

Meeting e-learning? BigBlueButton

Hai bisogno di una piattaforma per gestire una classe per preparare un esame o un gruppo di studio per superare un concorso pubblico? Allora, lo strumento ideale per te è BigBlueButton. Si tratta di una piattaforma open source che potrai usare in modalità gratuita. Qui di seguito, trovi un elenco delle funzionalità:

  • condivisione dello schermo
  • chat integrata
  • lavagna interattiva utilizzabile da tutti i partecipanti
  • suddivisione dei partecipanti in più classi virtuali
  • tool per fare esercizi e quiz durante la riunione
  • possibilità di mostrare video da altre piattaforme online senza uscire dal sistema
  • gestione dei partecipanti (attivazione e blocco dei microfoni e della chat pubbliche e private) in modo da limitare le eventuali distrazioni

Non solo, la piattaforma consente di attivare la modalità risparmio dati. Si tratta di un tool molto utile che agevola la partecipazione a quanti non dispongono di una linea ADSL rapida o della fibra ottica. Infine, BigBlueButton è una piattaforma multilingue. Questo significa che è possibile impostare la lingua di lavoro, in modo da agevolare la partecipazione agli studenti stranieri.

Allora, dopo i nostri consigli hai capito come gestire meeting online con i moderni strumenti digitali?

Credits immagine: DepositPhoto.com/Sinenkiy

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Come scrivere il CV di un freelance?

Sei alla ricerca di indicazioni su come scrivere il CV di un freelance? Il curriculum è uno strumento indispensabile anche per i liberi professionisti. Ci sono, infatti, tutta una serie di regole da seguire per attirare l’attenzione dei reclutatori.

Qui sotto trovi la nostra guida che ti aiuterà a selezionare i dati da inserire, a usare il tono giusto e a impaginare le informazioni nella modalità più adatta per comunicare professionalità e competenza.

Il CV di un freelance: come presentarsi

Il primo problema di ogni libero professionista è far comprendere all’eventuale datore di lavoro tutte le proprie potenzialità e competenze. Spesso, si tratta persino di incarichi da remoto in cui non è prevista la conoscenza in presenza. In questi ultimi casi il CV diventa ancora più importante. Manca, infatti, quel contatto diretto che può smentire o confermare l’impressione ricevuta tramite un documento scritto.

Allora cosa comunicare? Il primo consiglio è quello di non essere presuntuosi. Non gonfiare le tue competenze e non attribuirti titoli ed esperienze che non possiedi per aumentare le tue chance di ottenere il lavoro.

Persino nel caso del curriculum la sincerità paga sempre. A questo punto la domanda sorge spontanea: come scrivere il CV di un freelance con il giusto equilibrio tra sincerità e buona presentazione di se stessi? Continua a leggere.

Curriculum: i dati personali da inserire

La prima cosa da scrivere sono i propri dati personali:

  • nome e cognome
  • indirizzo di residenza
  • numero di telefono
  • e-mail
  • profilo Linkedin
  • sito web

Il profilo Linkedin è molto importante. Si tratta di una sorta di finestra che il reclutatore può controllare per farsi un’idea più ampia. Potrà leggere, per esempio, i feedback lasciati da altri professionisti e clienti con cui hai collaborato. Insomma, è una modalità veloce e moderna che va a sostituire le lettere di referenze.

Se non hai ancora un profilo Linkedin, devi assolutamente realizzarlo e inserirlo nel tuo CV.

Sarebbe meglio evitare, invece, link ai profili Instagram, Facebook e Twitter. Se utilizzi i social per lavoro, invece, non seguire questo consiglio. Ti occupi di grafica, fotografia, scrittura web? Sei un creativo o un artista e usi i social per postare i tuoi lavori? In questi casi è assolutamente consigliato inserire gli indirizzi dei profili social nel CV.

Il CV di un freelance: le esperienze di lavoro

Come scrivere il CV di un freelance e avere buone possibilità che non venga cestinato? Evita le esperienze lavorative non pertinenti con il tuo profilo professionale. Prima di cominciare a inserire i lavori pregressi cerca di porti due domande:

  • questa esperienza è attinente alla mia figura professionale?
  • questa esperienza serve solo per rendere più corposo il CV?

Parti sempre dal presupposto che un curriculum lunghissimo non dà l’impressione della competenza. Al contrario produce un effetto di noia che non depone a favore del candidato. Nessun datore di lavoro, infatti, ha la possibilità di leggere con attenzione pagine e pagine di elenchi di esperienze professionali.

La prima cosa da fare è tagliare tutte le esperienze non pertinenti con il ruolo. È vero la presenza di lavori molto diversi tra di loro è indice di versatilità. Se però ti proponi come cronista sportivo freelance e hai fatto il commesso o il cameriere, sarebbe meglio non inserire queste esperienze nel CV. Non sono attinenti e non danno nessun valore aggiunto.

Quanto deve essere lungo un CV?

La lunghezza ideale corrisponde a 2/3 pagine. Curriculum costituiti da una sola pagina sono decisamente troppo brevi. Superare le 3 pagine, invece, è davvero troppo. Non riesci a tagliare perché esperienze e competenze sono tutte pertinenti? Se hai un sito, scrivi solo l’essenziale e rimanda al sito per tutti i dettagli.

Puoi anche usare uno stile più asciutto o usare l’espediente dell’elenco. Ti proponiamo qui sotto l’esempio del CV di un grafico freelance nella versione lunga e in quella più sintetica:

Versione lunga

  • 2015 – Design e Grafica Pubblicitaria presso l’agenzia pubblicitaria Publi 3000 di Firenze. La mansione includeva la realizzazione di loghi, l’impaginazione di cataloghi cartacei, l’aggiornamento dei siti web gestiti dall’agenzia e l’attività di fotoritocco sulle immagini.

Versione breve

  • 2015 – Design e Grafica Pubblicitaria presso Publi 3000 di Firenze: realizzazione loghi, impaginazione cataloghi, aggiornamento siti web e fotoritocco.

CV freelance: formazione scolastica

Questo punto della nostra guida su come scrivere il CV di un freelance segue le indicazioni già fornite. Cosa significa? La formazione scolastica deve essere pertinente. Non puoi inserire tutti i corsi che hai seguito. Sarebbe bene indicare sempre e solo la formazione in linea con il tuo ruolo professionale. Ci sono ovviamente dei titoli che non puoi evitare:

  • scuola superiore
  • università
  • master

Tutti gli altri devi selezionarli con cura. Hai partecipato a convegni? Inserisci solo quelli che hanno direttamente a che vedere con il tuo lavoro.

Discorso a parte vale per i corsi di lingue. Dato che la conoscenza delle lingue straniere è diventata sempre più importante, indica i corsi seguiti e gli eventuali diplomi conseguiti.

Quali competenze informatiche inserire nel CV?

Hai inserito le esperienze lavorative passate, indicato la formazione scolastica e la conoscenza delle lingue, ora è arrivato il momento di elencare le tue competenze informatiche.

Oggi, la conoscenza degli strumenti digitali è fondamentale per lavorare. La capacità di inviare mail e fare ricerche on line è data per scontata. Non c’è bisogno cioè di indicarla nel CV. Qui sotto, un piccolo esempio di competenze da inserire:

  • conoscenza sistemi operativi e relativi applicativi: Windows (Word, Excel, Power Point) e MacOS (Pages, Numbers, Keynote)
  • conoscenza sistemi operativi mobili: Android e iOS
  • conoscenza di programmi per gestire database

competenze ulteriori da specificare indicando direttamente i tool:

  • conoscenza di CMS: WordPress
  • computer grafica: Adobe Photoshop, Adobe Illustrator e Adobe In design
  • progettazione: Autocad, Sketchup e Archicad.
  • sviluppo e creazione siti: XHTML5 & CSS3, Apache,MySql, Object Oriented PHP e Javascript
  • linguaggi di programmazione: java, C, C++, Python, SQL, Javascript e Ruby

Come impaginare il CV di un freelance?

Spesso i freelance sono tentati di usare impaginazioni particolari, soprattutto nel caso di creativi come grafici, video maker, redattori pubblicitari e così via. Il curriculum, però, non è il mezzo con cui mettere in luce le proprie capacità creative. Meglio sottolinearle creando un piccolo sito o un portfolio online.

Il CV deve essere professionale e di facile fruizione. Niente font particolari che rendono più difficile la lettura. Se hai necessità di farti conoscere meglio, puoi realizzare un video curriculum e lasciare quello cartaceo nella forma più semplice possibile. Ecco qualche consiglio:

  • suddividi il CV in titoli e sottotitoli e intestazioni chiare. Per i titoli utilizza il grassetto per metterli in rilievo
  • utilizza un font semplice come Calibri, Arial o Verdana ed evita colori particolari. Meglio il classico nero o al massimo un grigio per i titoli
  • fai attenzione alle transizioni di pagina. Evita sempre che un paragrafo venga diviso a metà tra due pagine. In questi casi ti conviene spostare il paragrafo nella pagina successiva
  • ricordati della privacy: indica l’autorizzazione all’utilizzo dei tuoi dati personali secondo il  GDPR – Regolamento Generale sulla Protezione Dati e del D.Lgs. 101/2018. Puoi utilizzare una formula standard di questo tipo: Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 Dlgs 196 del 30 giugno 2003 e dell’art. 13 GDPR (Regolamento UE 2016/679) ai fini della ricerca e selezione del personale.
  • converti sempre il tuo CV in PDF

Allora, cosa ne pensi: seguirai le indicazioni della nostra guida su come scrivere il CV di un freelance?

Credits immagine: DepositPhoto.com/Ai825

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali