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I 7 consigli su LinkedIn da sfruttare per trovare lavoro

Hai bisogno di consigli su LinkedIn? Vuoi scoprire come creare un profilo LinkedIn accattivante? Sei nel posto giusto. In questa guida troverai spunti molto utili per conoscere meglio e sfruttare le potenzialità di questo social network. Trovare lavoro con LinkedIn non è mai stato più facile, ti basterà leggere l’articolo e mettere in pratica i nostri suggerimenti. Sei pronto? Partiamo.

Trovare lavoro, un lavoro che sia stabile, non è cosa facile: lo sanno bene i giovani che cercano costantemente un’occasione che permetta loro di ottenere una stabilità economica. Oggi, però, i ragazzi, ma non solo loro, sono avvantaggiati dalla grande diffusione di internet che permette di ridurre le distanze con aziende e datori di lavoro, di ottenere maggiore visibilità e di far giungere il proprio CV a chi si desidera e quando lo si desidera. Il web ha delle potenzialità incredibili rispetto ai giornali cartacei di annunci, quindi starà a te sfruttarne queste caratteristiche. LinkedIn è certamente l’espressione concreta di queste nuove possibilità offerte dalla rete.

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LinkedIn e il lavoro: un connubio perfetto

All’interno della nostra guida troverai tanti consigli su LinkedIn e tutte le informazioni necessarie su come usarlo per trovare lavoro. Ma non solo: ti insegneremo a creare un account professionale e accattivante così da avere maggiori possibilità di farti notare dai recruiter. Che aspetti? Buona lettura.

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Cos’è e a cosa serve LinkedIn?

I social sono divenuti una risorsa fondamentale sia per chi cerca lavoro che per chi cerca forza lavoro. Ma stai attento: proprio perché i social network possono veicolare offerte di lavoro, diventa indispensabile farne un uso appropriato ed evitare di pubblicare contenuti inappropriati.

LinkedIn è un social network professionale, con milioni di utenti in tutto il mondo. In questa guida cercheremo di spiegarti, in modo esaustivo, tutte le sue caratteristiche.

Ma cos’è LinkedIn? Per definirlo nel migliore dei modi, abbiamo deciso di far riferimento a quanto riportato nella Treccani:

«Definito “social network professionale”, è la prima rete sociale web interamente volta al mondo del lavoro. A differenza di Facebook o Twitter, LinkedIn non viene usato per incontrare nuovi amici o vecchie conoscenze, bensì per offrire e cercare lavoro e contatti utili per la propria professione. La rete dispone poi di esperti di settore cui gli utenti possono rivolgersi. Con sede a Palo Alto (Silicon Valley, California), LinkedIn ha oltre quattrocento milioni di utenti in tutto il mondo. Nel 2016 la società è stata acquisita da Microsoft».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora facciamo un breve riepilogo e andiamo avanti spediti.

Riepilogo LinkedIn

LinkedIn è, dunque, un servizio web di rete sociale, per lo più gratuito, ad eccezione di determinati servizi opzionali rigorosamente a pagamento, che viene impiegato per lo sviluppo di contatti professionali e per la diffusione di contenuti legati al mercato del lavoro.

La rete di LinkedIn, presente in oltre 200 paesi, a gennaio 2009 contava circa 30 milioni di utenti, ha superato i 100 milioni di utenti il 22 marzo 2011, i 200 milioni a gennaio 2013 e ha raggiunto i 530 milioni nel 2017. Il 56% degli iscritti risiede fuori dagli Stati Uniti d’America, mentre l’India, il Regno Unito e il Brasile sono i paesi col maggior numero di iscritti. Gli utenti europei sono oltre 22 milioni.

A questo punto, siamo pronti a darti tutti i migliori consigli su LinkedIn.

Gli obiettivi del sito

trovare lavoro con linkedinLo scopo principale del sito è, sicuramente, quello di consentire agli utenti registrati di crearsi una lista di persone conosciute e reputate affidabili in ambito lavorativo.

Le persone nella lista vengono definite “connessioni” poiché rappresentano gli effettivi nodi della rete sociale dell’utente. La rete di contatti a disposizione dell’utente, che può essere incrementata a suo piacimento, è costituita da tutte le connessioni dell’utente, da tutte le connessioni delle sue connessioni, definite “connessioni di secondo grado” e da tutte le connessioni delle connessioni di secondo grado, ovvero le “connessioni di terzo grado”.

Tornando agli obiettivi, LinkedIn può permetterti di raggiungerne diversi:

  • Avere la possibilità di farsi presentare a qualcuno che si desidera conoscere, sfruttando un contatto presente nella propria rete sociale;
  • Trovare offerte di lavoro altamente personalizzate, persone, opportunità di business, sfruttando i molteplici annunci presenti sul sito;
  • Analizzare le richieste di lavoro pubblicate dai datori e decidere di candidarsi;
  • Gli utenti, in cerca di lavoro, possono visualizzare i profili dei reclutatori e scoprire se tra i propri contatti si trovi qualcuno in grado di metterli direttamente in contatto con loro;
  • Mettere in mostra il proprio Curriculum Vitae e farlo pervenire nelle mani dei recruiter di tutto il mondo.

Come creare un profilo accattivante: le mosse vincenti

Per poter utilizzare LinkedIn avrai bisogno di un account, ma non uno qualsiasi. Andiamo con ordine:

  • Per prima cosa, vai sulla pagina LinkedIn;
  • Per iscriverti dovrai inserire nome e cognome autentici: difatti, come riportato nel contratto di licenza, non è permesso utilizzare pseudonimi considerando che l’identità dell’utente deve essere conosciuta dal recruiter;
  • Inserisci l’indirizzo e-mail e la password che intendi utilizzare;
  • Completa l’iscrizione portando a termine tutti gli eventuali passaggi richiesti.

Questa era solo una piccola spiegazione su come iscriversi a questo social network professionale. Adesso vogliamo darti una serie di consigli su LinkedIn che ti permetteranno di metterti in mostra e raggiungere il tuo obiettivo primario: ottenere un lavoro.

Sfruttare un profilo LinkedIn da professionista

Per trovare un lavoro con LinkedIn dovrai:

  • Aggiornare costantemente il tuo CV e il tuo profilo, allegando una foto dall’aspetto professionale, che sappia attirare l’attenzione. Evita i selfie perché potrebbero renderti troppo banale;
  • Traduci il tuo profilo in un’altra lingua, grazie allo strumento che LinkedIn ti mette a disposizione: ricordati che potresti raggiungere qualsiasi recruiter in qualsiasi parte del mondo e che quindi è necessario facilitargli l’analisi del tuo profilo;
  • Utilizza quotidianamente la sezione “cerca lavoro”, che ti offre la possibilità di vedere le posizioni aperte in ogni settore di tuo interesse. Ricordati di creare dei job alert quotidiani e di attivare le notifiche via e-mail così da avere informazioni continue su possibili posizioni lavorative apertesi;
  • Utilizza con frequenza gli aggiornamenti di stato sia per farti notare che per far capire a chi ti segue quali siano i tuoi interessi e di cosa ti occupi;
  • Usa le parole chiave, dal sommario alle competenze perché molto spesso la ricerca dei recruiter avviene attraverso quelle;
  • Chiedi le “recensioni” alle persone con cui hai lavorato, così da distinguerti dagli altri candidati;
  • Costruisci la tua rete giusta, evitando di includere amicizie non profittevoli.

Come candidarsi ad un’offerta su LinkedIn

Una volta creato il tuo profilo e capito un po’ come funzioni LinkedIn, è il momento di candidarsi alle offerte presenti sul sito. Accedendo alla barra in alto, precisamente alla sezione “Lavoro”, potrai trovare diverse offerte che varieranno a seconda della parola chiave inserita e dal luogo da te scelto. In base ai tuoi input, LinkedIn ti proporrà le offerte di lavoro più adatte alla tua ricerca e al tuo profilo.

Molte offerte di lavoro richiedono una “candidatura semplice”: ti basterà allegare il tuo curriculum, inserire il tuo numero di cellulare e candidarti, ed il gioco è fatto. In altri casi, invece, sarà necessaria un’iscrizione al sito aziendale, decisamente più lunga, ma spesso più vantaggiosa, in quanto ti permette di lasciare il tuo curriculum nel loro database anche per il futuro. Infine, come abbiamo già accennato, LinkedIn ti offre la possibilità di impostare degli “alert”, ovvero delle mail automatiche, che vengono recapitate al tuo indirizzo di posta elettronica ogni volta un’offerta in una certa area, con la parola chiave di tuo interesse, viene pubblicata.

Dunque, che aspetti? Grazie ai nostri consigli su LinkedIn trovare lavoro non è mai stato più facile. Ricorda tutto quello che ti abbiamo spiegato e in bocca al lupo.

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Studiare online a Salerno: le proposte per la tua formazione

Sei alla ricerca di una università per studiare online a Salerno? Magari perché magari nel frattempo lavori, hai impegni familiari o di altra natura che non ti consentono di frequentare fisicamente tutti i giorni le lezioni?

Allora sarai felice di sapere che l’Università online a Salerno Niccolò Cusano, rappresenta una vera eccellenza in questo settore. Grazie ad un’offerta formativa molto ampia e di qualità, che eroga corsi di laurea, master universitari e corsi di aggiornamento professionali fruibili completamente online, attraverso la FAD, acronimo di Formazione a distanza, e un rivoluzionario sistema e-learnig.

Tutto quello che devi fare, dunque, è solamente decidere in cosa vuoi laurearti e studiare. A metterti nelle migliori condizioni per farlo online ci pensa Unicusano Salerno, una delle migliori Università private in Campania e non solo.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed andiamo subito a scoprire come studiare online Salerno e quali sono i corso disponibili più interessanti. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Lavori part-time per studenti: ecco dove trovarli online.

Laurearsi a Salerno online

Studiare online a Salerno senza rinunciare ai tuoi impegni lavorativi o familiari è davvero possibile. Basta un pizzico di buona volontà e la capacità di individuare corsi e strumenti giuste per te. La soluzione ideale può essere iscriversi ad una Università online. In questo modo, studiare a Salerno piuttosto che ad un Università telematica di Milano o Roma, poco cambia. Perché l’online offerto dal sistema Unicusano abbatte le distanze. Nei prossimi paragrafi andremo a vedere come.

Cos’è l’e-learning

universita online salerno

L’e-learning è uno strumento online in grado di facilitare la pianificazione e l’apprendimento nello studio. Grazie ad esso studiare online aSalerno e nel resto d’Italia, non è mai stato così facile. Perché permette di seguire le lezioni attraverso internet, garantendo ed estendendo davvero a tutti il diritto allo studio. Grazie alla fruibilità h24 delle nostre lezioni online, infatti, non esistono categorie penalizzate.

Anche gli studenti lavoratori o le studentesse madri, ad esempio, possono seguire le lezioni nei momenti per loro migliori della giornata e da dove vogliono. Tutti i nostri studenti possono inoltre rivedere le lezioni più volte, senza perdersene una. Non poniamo alcun limite al numero di visualizzazioni consentite. Perché per noi la cosa più importante è consentire a tutti di poter apprendere, compatibilmente con le proprie esigenze di tempo e le proprie possibilità.

Dulcis in fundo, la piattaforma online influisce anche su altri aspetti legati allo studio presso Unicusano Salerno: i costi.  Il materiale didattico è infatti a disposizione del corsista, già caricato nell’area personale riservata. Ciò vuol dire che anche le spese relative a testi o dispense da studiare vengono contenute.

Un sistema davvero flessibile, ma anche dagli elevati standard di qualità, garantiti dall’alto profilo dei docenti degli esperti di settore che seguono ogni singolo corso. Questi sono in grado di fornirti le adeguate conoscenze, sia dal punto di vista pratico che teorico, per indirizzarti verso gli sbocchi lavorativi e le aspirazioni da te auspicate. Oppure, nel caso in cui già lavori, a consentire un salto di qualità alla tua carriera professionale.

Fatte questa doverosa premessa, andiamo a vedere quali sono i corsi di laurea e i master universitari che possono fare al caso tuo.

Lauree scientifiche online: l’offerta Unicusano

Fatte le doverose premesse del caso, andiamo adesso vedere quali sono i corsi di laurea e i master universitari che possono fare al caso tuo.

Iniziamo dalle facoltà messe a disposizione dalla nostra offerta formativa per studiare online a Salerno in ambito scientifico, tecnico, giuridiche ed economico.

Partiamo dall’ingegneria. Un’area molto ambita, in cui ti segnaliamo le lauree in:

  1. Ingegneria Civile;
  2. Ingegneria Agroindustriale;
  3. Biomedica Industriale;
  4. Gestionale Industriale;
  5. Elettronica Industriale;
  6. Meccanica Industriale.

Civile, Elettronica e Meccanica sono tre aree molto interessanti anche a livello di laurea magistrale online in ambito ingegneristico.

Se invece fossi interessato a svolgere una professione nel campo economico-giuridico, non puoi non prendere in considerazione:

  1. Laurea in Economia Aziendale e Management. Ovvero il corso triennale che offre sbocchi lavorativi in diversi ambiti professionali inerenti l’amministrazione, la contabilità e il controllo nelle imprese private e pubbliche, ma anche la gestione delle risorse umane e il management nelle imprese;
  2. Laurea Magistrale in Scienze Economiche. Una delle lauree magistrali più spendibili nel mercato del lavoro. Si articola in due anni di corso basati sulla preparazione necessaria per intraprendere una carriera manageriale o dirigenziale sia nel pubblico che nel privato, nelle imprese finanziarie e creditizie o di consulenza in ambito economico e finanziario;
  3. Corso di Laurea in Giurisprudenza. Indubbiamente una delle Facoltà più prestigiose. In questo caso la durata del corso è di 5 anni ed è fondamentale per spalancare le porte agli sbocchi professionali legati all’avvocatura, la magistratura o il notariato. Determinante anche nel pubblico impiego, in politica o in organismi istituzionali nazionali e internazionali, associazioni o fondazioni di diversa natura.

Facoltà psicologia a Salerno

Detto delle facoltà tecnico-scientifiche e giuridico-economiche, passiamo adesso all’area relativa a psicologia. Ecco le possibilità ideali per te:

  1. Corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche;
  2. Laurea Magistrale in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni;
  3. Magistrale in Psicologia Clinica e della Riabilitazione.

LEGGI ANCHE – Come diventare dirigente sanitario: studi e possibilità.

Dalla scienza dell’educazione a quella politica

Nel caso in cui la tua vocazione fosse più quella dell’insegnamento, la scelta migliore è certamente studiare Scienze dell’Educazione e Formazione, che prevede la possibilità di scegliere tra due distinti curriculum: cognitivo funzionale o pedagogico sociale.

Si tratta di due corsi collegati da un percorso iniziale di conoscenze teoriche e competenze operative di base. Ma, come intuibile dal nome del curriculum stesso, orientati verso sbocchi occupazionali diversi.

Infine, non certo per importanza, ecco l’area politologica. In quest’ambito spiccano il corso di laurea triennale in Scienze Politiche e la Magistrale in Relazioni Internazionali.

Master online a Salerno

Studiare online a Salerno vuol dire laurea, ma anche master universitari.

Anche in questo caso la scelta è davvero ampia e di qualità. In particolare per quanto riguarda il master di giornalismo, quello in criminologia, quelli in economia e finanza, ingegneria e psicologia. Ma le possibilità sono davvero tante. Per consultare la lista completa dei corsi, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. Adesso la nostra guida su come studiare online a Salerno è davvero completa ed esaustiva in tutte le sue parti. Ti abbiamo raccontato come funziona la formazione a distanza attraverso il sistema e-learning e consigliato quali possono essere i migliori corsi di laurea e master ai quali puoi iscriverti in base al settore che maggiormente ti interessa. Adesso tocca a te: scegli quello che fa per te.

A noi non rimane che augurarti buono studio. A Salerno o da ovunque tu voglia. Perché con l’Università online puoi.

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Le 5 migliori app per ordinare cibo

Sei alla ricerca di un’app per ordinare cibo che arrivi direttamente a casa tua? Hai invitato degli amici a casa, ma ti sei accorto che il frigo è vuoto?

Niente paura, abbiamo noi la soluzione che fa per te.

Oggi è sempre più facile ricevere i piatti preferiti a casa propria, grazie alla grande diffusione delle app per cibo a domicilio, che ti permettono di acquistare ciò che preferisci direttamente da ristoranti e pizzerie e di poterli gustare comodamente a casa tua.

Sebbene il funzionamento delle App Food delivery sia molto simile, ci sono delle caratteristiche che devi prendere in considerazione per poter scegliere l’App che faccia al caso tuo, come ad esempio l’adesione dei ristoratori, la facilità d’uso dell’applicazione, la commissione applicata all’ordine e la copertura geografica del servizio.

Se hai uno smartphone o un pc a portata di mano, scarica l’applicazione per ordinare cibo che preferisci. Cosa aspetti?

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Come costruire la struttura della tua tesi di laurea

Stai cercando informazioni su come realizzare la struttura della tesi di laurea?

Fai bene, perché si tratta di un aspetto fondamentale da tenere in considerazione per la stesura del tuo lavoro e convolare verso la discussione e la tua conseguente proclamazione a dottore. Occorre quindi saper essere precisi e puntigliosi al punto giusto nel costruirla.

Manca poco ormai al traguardo, quindi devi a maggior ragione fare in modo di non lasciare nulla al caso, in modo da coronare al meglio il tuo percorso di studi. Se stai pensando alla tesi, significa che hai superato tutti gli esami scritti e orali, le prove e i test a risposta multipla, o sei comunque in procinto di farlo. Ma l’elaborato finale è un’altra cosa.

Ecco perché in questo articolo ti guideremo passo dopo passo su come si fa una tesi di laurea. Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito di come strutturare la tesi di laurea. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Lettera motivazionale per Università: ecco come scriverne una.

Come scrivere una tesi: tutto quello che devi sapere

Naturalmente, possono esserci delle piccole differenze di impostazione tra un’Università e un altra, oltre che da Facoltà in Facoltà. Un conto è la struttura tesi di laurea infermieristica, un altro può essere ad esempio tesi in diritto del lavoroper la Facoltà di Giurisprudenza, piuttosto che Psicologia, Ingegneria, Politologia o Economia. E poi bisogna distinguere tra tesi compilativa e sperimentale o di ricerca. Per questo è sempre utile, oltre che necessario per affinare il tuo elaborato, consultarti con il tuo tutor (nel caso di Unicusano) e con il tuo docente relatore. Ciò nonostante, nei paragrafi che seguono ti consiglieremo quali sono tutti i punti tesi di laurea universali che generalmente vanno sempre seguiti per strutturare correttamente una tesi di laurea.

Tesi di laurea cos’è

Prima di parlare andare a vedere quali sono i parametri sui quali basarsi per costruire la struttura della tesi di laurea vera e proprio, facciamo un piccolo, ma doveroso, passo indietro e rispondiamo ad una domanda fondamentale: che cos’è la tesi?

Per fare ciò, prendiamo come stella polare la definizione fornita dall’autorevole Enciclopedia Treccani. La quale, spiega che trattasi di:

«Testo argomentativo scritto che un candidato presenta e discute davanti a una commissione di docenti alla fine di un corso di laurea universitario. La tesi si fonda su un’enunciazione, su un’affermazione, relativa a un argomento filosofico, scientifico o artistico, la cui validità si cerca di dimostrare con determinate argomentazioni».

Ancora più dettagliato, se possibile, il Vocabolario online della stessa Treccani che aggiunge:

«Nelle università italiane, dissertazione scritta (propr. t.dissertazione di laurea), su argomento attinente a una delle materie studiate, che lo studente presenta e discute poi oralmente con un professore relatore (che è in genere il professore della materia) davanti a una commissione di docenti, per il conseguimento della laureaal termine degli studi; presentarediscutere la tesitesi orale, consentita in casi eccezionali (per es. in periodo bellico); t. di perfezionamentotesi di diploma, in determinate scuole di perfezionamento; tesi di dottorato, presentata e discussa a conclusione di un periodo di studi universitari superiori»

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora procediamo andando a scoprire come dare vita ad una struttura tesi di laurea perfetta.

Impaginazione tesi di laurea

Generalmente una tesi, essendo la prova finale di un percorso universitario, deve avere una lunghezza di circa 70-80 pagine. Anche 110-130 pagine nel caso di Laurea magistrale. Inoltre il suo sviluppo e la sua impaginazione devono seguire questo schema:

  1. come strutturare la tesi di laureaIndice tesi di laurea. Che deve evidenziare la struttura dell’elaborato;
  2. Introduzione tesi. Che deve illustrare finalità e contenuti del lavoro;
  3. Tre capitoli (quattro per la laurea magistrale). Suddivisi almeno in 4 -5 paragrafi, il cui testo deve essere corredato da note a piè di pagina in cui si citano monografie, articoli e altri documenti ai quali hai fatto riferimento, virgolettando i passi che vengono riportati nel testo o nelle note stesse;
  4. Conclusioni. Facoltative, ma consigliate);
  5. Bibliografia e sitografia. All’interno delle quali devi riportare esclusivamente gli Autori e i siti indicati nelle note a piè di pagina.

Questi sono alcuni elementi fondamentali relativi alla predisposizione della struttura tesi di laurea. In particolare, ma non solo, presso la Facoltà di Economia Unicusano. Come indicato in questo modello tesi di laurea pdf.

A questi punti della tesi di laurea, possono essere aggiunti naturalmente i ringraziamenti tesi a conclusione del lavoro.

Regole generali per la stesura della tesi di laurea

Entriamo adesso ancora di più nel dettaglio, con alcune regole generali per la struttura della tesi di laurea.

  1. Impaginazione del testo. Il font raccomandato è un sobrio e classico Times New Roman. Per quanto riguarda le dimensioni ti consigliamo di utilizzare la grandezza 12 pt, stile normale, per il testo. Mentre, per i titoli dei paragrafi e sotto-paragrafi, grandezza 11 pt in stile grassetto;
  2. Paragrafo. Allineamento giustificato con rientro prima riga 1.25 cm e interlinea 1.5 righe;
  3. Margini tesi. Superiore e inferiore 3.5 cm, destro: 3.5 cm, sinistro 4.5 cm;
  4. Note al testo. Da collocare a piè di pagina. Devi numerarle progressivamente all’inizio di ogni capitolo. Font raccomandato ancora Times New Roman, ma con una dimensione di 10 pt in stile normale. Allineamento giustificato, rientro prima riga 0.6 cm, interlinea singola e spaziatura prima auto;
  5. Citazioni bibliografiche. In nota devi citati l’autore, il titolo del libro o dell’articolo, il luogo di pubblicazione, l’editore o la rivista, l’anno e la/e pagina/e. Esempio tesi di laurea: F. FORTUNA, Corporate Governance, Milano, F.Angeli, 2001, pagg. 16-20; G. ZURZOLO, Collegio sindacale e internal auditors, in «Quaderni di finanza», n. 14, Consob, 1996, pag. 46;
  6. Indice tesi. Qui i titoli vanno allineati a sinistra, i numeri del rinvio alla pagina a destra;
  7. Prefazione. Ricorda di scrivere questo testo in corsivo;
  8. Bibliografia. È necessario seguire il seguente ordine: autore, titolo del libro o dell’articolo, luogo dipubblicazione, editore o rivista, anno. Es.: AIROLDI G., Gli assetti istituzionali d’impresa: inerzia, funzioni e leve, in AIROLDI G.-FORESTIERI G. (a cura di), Corporate governance. Analisi e prospettive nel caso italiano, Milano, Etas Libri, 1998. Devi ordinare i riferimenti per cognome degli autori e in ordine alfabetico. Se compaiono più pubblicazioni di uno stesso autore, è necessario che tu disponga i titoli in ordine cronologico partendo dall’opera più remota.

E con questo il quadro sulla struttura tesi di laurea è completo. Non sarà un modello tesi Word già fatto, ma poco ci manca.

Tesi di laurea: ora sai come strutturarla

La nostra guida sulla struttura della tesi di laurea volge al termine: ora è completa ed esaustiva in tutta le sue parti. Ti abbiamo fornito la definizione di tesi, come impaginarla e redigerla in modo corretto. Con tanto di esempi pratici e concreti, tenendo conto di più variabili.

Adesso tocca a te: ora hai a disposizione tutto il necessario per dedicarti alla tua struttura tesi di laurea. A noi, giunti a questo punto, non rimane che augurarti buono studio, buona tesi e soprattutto buona laurea.

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Cosa fare a Salerno d’inverno? Idee per il tuo tempo libero

Sei uno studente, un cittadino o un turista interessato a sapere cosa fare a Salerno d’inverno?

Allora ecco subito una bella notizia per te: ti trovi nel posto giusto. In questa guida, infatti, ti daremo tanti consigli utili su come impiegare il tuo tempo nella stagione dell’anno più fredda.

Salerno e dintorni è nota soprattuto per il mare, come tutte città della fantastica Costiera Amalfitana. Ma il clima tipicamente mediterraneo, oltre ad estate moderatamente calde, offre anche inverni miti che consentono di visitare luoghi di interesse e poter vivere e godere di questa splendida città tutto l’anno.

Alla luce di ciò, magari l’inverno non sarà il periodo migliore per fare ginnastica all’aperto, ma non mancano di certo cose da fare a Salerno, eventi per passare un Capodanno indimenticabile, locali dove mangiare o fare un aperitivo con gli amici. Per approfondire quest’ultimo aspetto in particolare, ti consigliamo di dare un’occhiata alla nostra precedente guida su dove mangiare a Salerno.

A questo punto abbiamo esaurito tutte le premesse del caso. Non resta che allacciare bene le cinture, perché partiamo subito alla scoperta di cosa fare e cosa vedere a Salerno d’inverno.

Dalla stazione di Salerno alle luminarie

Nei paragrafi che seguono troverai dunque tanti consigli utili su cosa fare a Salerno: cosa vedere a piedi, cosa fare tra Natale e Capodanno o se piove. Ma anche cosa vedere vicino Salerno fuori dal centro. Buona lettura.

Luci d’artista Salerno

Cosa vedere a Salerno a Natale se non le famose luminarie? Iniziamo proprio da qui.

Se non sai di cosa stiamo parlando, ecco come racconta le luci d’artista di Salerno Wikipedia:

«Luci d’artista è un evento che si svolge dal 2006 nel periodo compreso tra inizio novembre e fine gennaio, risultando il maggior attrattore turistico per la città in autunno e inverno. Sul modello di quanto fatto a Torino, nelle strade principali della città e nella villa comunale vengono installate luci di particolare effetto scenografico ed opere luminose di artisti locali e non.

Nel corso delle edizioni, nei 27 km lineari di superficie coperta dalle installazioni, sono state posizionate le opere di Domenico Luca Pannoli, Nello Ferrigno, Enrica Borghi, Eduardo Giannattasio, Luigi Stoisa, Francesco Casorati, Rebecca Horn, Chiara Dynys e Giulio Paolini.

Il monumentale Presepe di sabbia che viene realizzato da famosi scultori internazionali è un altro degli importanti eventi che da dicembre attirano grandi folle da tutta Italia per il natale salernitano. Nel 2016 la natività di sabbia ha attirato oltre 52000 spettatori. Completano l’evento l’albero di 25 metri posizionato in piazza Portanova e il mercatino natalizio allestito nelle piazze del centro storico e sul lungomare Trieste».

L’atmosfera perfetta, insomma, per il clima di festività che già si respira in città. Da non perdere. Ma le idee su cosa fare a Salerno d’inverno non finiscono qui. Continua a leggere e vedrai.

Cosa fare a Salerno se piove: visita ai musei

Fuori fa freddo o addirittura piove. Cosa fare a Salerno d’inverno di meglio che fare un bel giro per gli interessantissimi musei presenti in città? Una alternativa culturale al classico centro commerciale per passare una giornata o qualche ora al riparo dalle intemperie del tempo.

Del resto ne vale certamente la pena. Tra i musei più affascinati in città, infatti, troviamo possibilità di ogni genere. Se ti piace l’archeologia, ad esempio, ti consigliamo di visitare:

  1. Museo Archeologico Provinciale di Salerno, istituito nel 1927 e quindi il più antico della città;
  2. Castello di Arechi, che comprende un museo archeologico e uno multimediale.

Se ami il Rinascimento o il Futurismo, allora non puoi perderti la Pinacoteca Provinciale. Se invece sei appassionato di storia, ecco il Museo dello Sbarco.

Di grande interessa anche il Museo Diocesano, probabilmente il più completo e interessante di tutta Salerno, il Museo virtuale della scuola medica salernitana, ricco di antichi strumenti medici e riproduzioni interattive di codici medievali, il Museo Città Creativa, luogo di esposizione per mostre ed eventi ad Ogliara, e il Museo della Ceramica Alfonso Tafuri, dove è presenta anche una ricca raccolta di riggiole del Settecento napoletano e dell’Ottocento vietrese.

Dulcis in fundo, il Complesso Monumentale Santa Sofia, un ex convento e ora spazio multimediale per mostre ed eventi a Salerno.

Salerno: luoghi di interesse architettonici

Se non ti bastano i musei, ma ti piace comunque scoprire la città con i suoi monumenti, i suoi luoghi storici e artistici, puoi spostare la tua attenzione verso i luoghi di interesse architettonico o religioso. Nella nostra guida su cosa fare a Salerno d’inverno, affrontiamo anche questo aspetto.

L’architettura civile è fortemente caratterizzata soprattutto da vicoli, palazzi nobiliari e edifici antichi risalenti all’epoca longobarda e normanna. Dal Palazzo San Massimo del principe Guaiferio al Teatro Municipale Giuseppe Verdi o i palazzi Fruscione e Pinto.

E poi gli edifici pubblici e residenziali in stile liberty, risalenti ai primi anni del XX secolo. Fra tutti, spiccano:

  1. I palazzi Edilizia, Natella e della Camera di Commercio nella zona del Lungomare Trieste;
  2. Palazzo Barone e Palazzo D’Alessandro, rispettivamente in zona porto e stazione.

Presenta anche l’architettura Fascista, facilmente riscontrabile osservando siti come:

  1. La prefettura
  2. Il Palazzo di Città
  3. Il Liceo Ginnasio Torquato Tasso
  4. Palazzo di Giustizia
  5. Il palazzo delle Poste.

Non mancano nemmeno significative architetture militari:

  1. Il Castello dell’Arechi;
  2. La Bastiglia;
  3. Torre Angellara;
  4. Il Forte La Carnale.

Ma c’è spazio anche per la modernità, grazie alle opere realizzate da alcuni degli architetti più noti del nuovo millennio. Si tratta della Cittadella Giudiziaria di David Chipperfield, la Stazione marittima di Zaha Hadid, Piazza della Libertà di Ricardo Bofill, Marina d’Arechi di Santiago Calatrava, Eden Park di Massimiliano Fuksas.

Architettura e turismo religioso

cosa vedere a salerno d'invernoConcludiamo la parte relativa alle attrazioni architettoniche riguardo cosa vedere e cosa fare a Salerno d’inverno, facendo un passo indietro nel tempo per dedicare un focus sull’architettura religiosa. La maggior parte delle chiese più importanti da questo punto di vista, infatti, sono situate nel centro di Salerno e risalgono all’alto-medioevale. Lo stile predominante è il barocco.

In particolare sono molto belle da vedere la Cattedrale di Salerno, Sant’Andrea de Lavina (di epoca longobarda), la Chiesa del Santissimo Crocifisso e quella Chiesa del Monte dei Morti, San Filippo Neri, Chiesa dell’Annunziata e Chiesa di San Giorgio Quest’ultima è ritenuta la più bella chiesa barocca di Salerno.

Di epoca più recente, ma comunque da visitare, ci sono la Chiesa del Sacro Cuore, risalente agli inizi del ‘900, e la chiesa della Sacra Famiglia, il primo edificio di culto realizzato interamente in cemento armato. Molto suggestivi anche i conventi di San Lorenzo e quello di Nicola della Palma, in cui tra l’altro ha luogo anche l’Istituto Europeo di Ricerche Biomediche.

Eventi a Salerno e dintorni

Tra le prime idee su cosa fare a Salerno d’inverno, ti abbiamo segnalato eventi come Luci d’Artista e il Presepe di Sabbia. Due occasioni che, in particolare da dicembre, attirano grandi folle da tutta Italia per il natale salernitano.

A questi possiamo aggiungere l’albero di 25 metri posizionato in piazza Portanova e il mercatino natalizio di Salerno allestito nelle piazze del centro storico e sul lungomare Trieste.

Uscendo dal contesto natalizio, segnaliamo Linea d’ombra Festival dedicato alle culture giovani. La manifestazione, prodotta dal Comune di Salerno e dal Giffoni Film Festival, rappresenta la naturale evoluzione di una sezione interna di quest’ultimo. Facciamo riferimento a “Padri e Figli”, che raccoglie l’eredità di una precedente sezione della stessa manifestazione, dal titolo “I problemi dei giovani nella cinematografia contemporanea”, curata da Domenico Meccoli. Attualmente si svolge solitamente tra dicembre e gennaio. Poco prima che entri in vigore il pieno inverno, si svolge anche il Festival del cinema di Salerno.

E con questo abbiamo quasi del tutto completato il quadro riguardante cosa vedere a Salerno d’inverno.

Detto ciò, però, sorge spontanea una domanda: cosa vedere vicino a Salerno invece? La provincia è ricca di feste e sagre eccezionali. Dove il folklore, la cultura, la tradizione e la valorizzazione dei prodotti locali spopolano. È il caso, ad esempio, della sagra dell’olio d’oliva che si tiene a dicembre ad Albanella.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. La nostra guida su cosa fare a Salerno d’inverno adesso è davvero completa ed esaustiva in tutte le sue parti. A questo punto, non ci rimane che augurarti di trascorrere un buon inverno a Salerno. Senza dimenticare, se sei iscritto all’università, di studiare per la sessione invernale.

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Come diventare dirigente sanitario: studi e possibilità

Sei un medico o uno studente di medicina e vuoi scoprire come diventare dirigente sanitario?

Allora abbiamo un’ottima notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, approfondiremo proprio questo interessante argomento. A partire dalle competenze e dagli studi che deve avere alle spalle l’aspirante dirigente infermieristico, medico o sanitario che sia. Dalla gestione delle risorse umane alle conoscenze e le qualifiche di natura medica. Ma vedremo anche di cosa si occupa e chi nomina il direttore sanitario dell’azienda sanitaria.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito del discorso. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Innovation Manager: chi è, cosa fa e quali competenze deve avere

Dirigente sanitario: chi è e come diventarlo

Nei paragrafi che seguono cercheremo dunque di fare luce su chi è come diventare dirigente sanitario, cercando di barcamenarci all’interno delle normative in merito. Buona lettura.

Differenza tra primario e direttore sanitario

Per comprendere pienamente come diventare dirigente sanitario, occorre fare chiarezza riguardo ciò a cui ci riferiamo.

Secondo quanto riportato su Wikipedia, che cita a sua volta autorevoli fonti come Direzione sanitaria – Funzioni e responsabilità del Direttore Sanitario di Antonella Agnello:

«Il direttore sanitario in Italia è un medico che fornisce guida, direzione, supervisione e qualità assicurativa ad una struttura sanitaria, come ad esempio un ospedale.

Il direttore sanitario è il responsabile ultimo dell’assistenza sanitaria ai pazienti e del coordinamento del personale sanitario operante nella struttura».

A volte, però, si tende a fare confusione tra questa figura e quella del primario. Secondo la stessa enciclopedia, però:

«Un primario, noto anche in medicina come dirigente di secondo livello o responsabile di unità operativa, è un medico, che ha la responsabilità di un reparto, ovvero una posizione dirigenziale, presso un ospedale o un’altra istituzione.

In molte istituzioni, specie anglosassoni, è il titolo del medico più anziano (chief physician). Nel sistema sanitario nazionale italiano il primario è generalmente responsabile di questioni mediche ed è il superiore di altri medici, personale infermieristico e specializzandi, che frequentino il reparto di cui è figura di riferimento.

Attualmente si accede alla carica di primario per regolare concorso, ma non è più necessario averne preventivamente l’idoneità».

In sintesi, possiamo dunque affermare che al direttore sanitario spetta la direzione dell’ospedale, la vigilanza sul personale, l’organizzazione tecnico-sanitaria, la supervisione del livello igienico-sanitario dei servizi erogati e l’eventuale azione disciplinare. Mentre il primario ha la responsabilità di un reparto.

Se invece avessimo parlato di come diventare dirigente medico di primo livello, avremmo fatto riferimento al classico medico ospedaliero che coadiuva il primario nello svolgimento dei suoi compiti.

Come lavorare in direzione sanitaria: normativa di riferimento

I riferimenti normativi da tenere in considerazione in merito a come diventare dirigente sanitario sono principalmente cinque:

  1. Il Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421” ed in particolare gli artt. 15 e 16- quinquies (introdotto dall’art. 14, comma, 1, del Decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 e modificato dall’art. 8, comma 3, lett. a) del decreto legislativo n. 254/2000);
  2. Decreto del Presidente della Repubblica del 10 dicembre 1997, n. 484 avente ad oggetto: “Regolamento recante la determinazione dei requisiti per l’accesso alla direzione sanitaria aziendale e dei requisiti e dei criteri per l’accesso al secondo livello dirigenziale per il personale del ruolo sanitario del Servizio Sanitario Nazionale” ed, in particolare, l’art. 7;
  3. Il Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
  4. L’Accordo interregionale sulla formazione manageriale approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome in data 10 luglio 2003;
  5. L’art. 1 della determina della Commissione Nazionale per la formazione continua del 13 luglio 2013;
  6. Lo Schema di decreto legislativo di attuazione della delega di cui all’articolo 11, comma 1, lettera p) della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Quest’ultimo prevede un articolo specifico dedicato alle nuove disposizioni per il conferimento dell’incarico di direttore sanitario, direttore amministrativo e, ove previsto dalle leggi regionali, di direttore dei servizi socio-sanitari delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale. Andiamo a conoscerle nel dettaglio nel prossimo paragrafo.

Disposizioni per il conferimento dell’incarico di direttore sanitario

dirigente sanitarioCome diventare dirigente sanitario, o quantomeno chi e come lo nomina, lo esplicita l’articolo 4 del suddetto schema di decreto legislativo di attuazione della delega della legge numero 124 del 2015.

Secondo questo articolo, il direttore generale nomina il direttore sanitario, quello amministrativo e, ove previsto dalle leggi regionali, anche il direttore dei servizi socio sanitari. Il tutto attingendo obbligatoriamente agli elenchi regionali di idonei, anche di altre regioni, appositamente costituiti, previo avviso pubblico e selezione per titoli e colloquio. Questi ultimi devono essere effettuati da una commissione nominata dalla regione formata da esperti di comprovata professionalità e competenza nelle materie oggetto degli incarichi, rappresentanti di istituzioni scientifiche qualificate. Senza comportare nuovi o ulteriori oneri per la finanza pubblica.

Requisiti per diventare direttore sanitario

Come puoi immaginare, per arrivare a ricoprire cariche specialistiche e delicate, come diventare dirigente sanitario, non è possibile improvvisarsi, ma occorre studiare.

Secondo il decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 e modificato dall’art. 8, il direttore sanitario deve infatti essere in possesso della specializzazione in una delle discipline dell’area di sanità pubblica o deve aver svolto per almeno cinque anni attività di direzione tecnico-sanitaria in enti o strutture sanitarie pubbliche o private. Le funzioni del direttore sanitario nelle strutture monospecialistiche ambulatoriali e di ricovero possono essere svolte anche da un medico in possesso della specializzazione nella disciplina cui afferiscono le prestazioni svolte.

Per quanto riguarda, invece, gli ambulatori che svolgono esclusivamente attività di medicina di laboratorio, il ruolo di direttore sanitario può essere ricoperto, per quanto di competenza, anche da un direttore tecnico in possesso di laurea specialistica in biologia o chimica, purché specializzato o in possesso di un esperienza di almeno cinque anni di nomina direttore sanitario in struttura privata o pubblica alle spalle.

Cosa studiare per diventare dirigente sanitario

Dedichiamo la conclusione di questa guida su come diventare dirigente sanitario, agli studi consigliati per acquisire, ampliare o perfezionare le competenze necessarie per operare in questo settore.

Fortunatamente in questo ambito, Unicusano rappresenta una vera e proprio eccellenza. In particolare grazie ai master universitari di I e II livello previsti per l’area Medico Sanitaria. In questo caso, te ne suggeriamo tre in particolare:

  1. Management sanitario. Master di II livello che si propone di formare professionisti in grado di pianificare, organizzare, dirigere e monitorare le attività di una struttura sanitaria complessa attraverso il coordinamento di risorse umane opportunamente formate e motivate. Il tutto attraverso le più avanzate tecniche e metodologie;
  2. Gestione del coordinamento nelle professioni sanitarie. Master di I livello in grado di trasmetterti le necessarie competenze di economia sanitaria e di organizzazione aziendale utili all’organizzazione dei servizi e alla gestione delle risorse umane e tecnologiche, nonché i metodi e gli strumenti della ricerca nell’area dell’organizzazione dei servizi sanitari;
  3. Management delle cure primarie e territoriali. Altro ottimo master di I livello che ha come finalità principale la formazione e l’aggiornamento, in linea con le recenti richieste di mercato, di figure professionali esperte nel settore dell’assistenza territoriale ed in possesso di competenze avanzate di tipo clinico-assistenziale e organizzativo-gestionale.

Ma questi sono solo alcuni dei corsi previsti nella nostra ampia offerta formativa. Per consultare l’elenco completo ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it. Per maggiori info su iscrizioni è possibile anche inviare una e-mail a infomaster@unicusano.it o telefonare allo 0645678363.

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Cosa vuol dire resilienza e in che modo può aiutarti nella vita

Sai bene cosa vuol dire resilienza?

Se vuoi capirne un po’ di più sul significato di questo termine e sul valore determinante che la resilienza può assumere nella vita per non sentirsi inadeguati, non occorre essere psicologi famosi, ma basta leggere questo articolo.

Nei prossimi paragrafi, infatti, metteremo a tua completa disposizione una vera e propria guida su come e perché essere resilienti. A cominciare dalle basi: etimologia del termine, significato, sinonimi e approfondimenti sui vari campi di applicazioni e sulle qualità necessarie per esercitare questa capacità. Senza tralasciare, in conclusione, l’aspetto motivazionale che deve necessariamente fare leva sulla psiche umana per rafforzare la propria resilienza. Insomma, non abbiamo intenzione di farci mancare proprio nulla. Provare, o meglio leggere, per credere.

Cosa ne dici, abbiamo stuzzicato la tua curiosità e la tua sete di sapere? Molto bene, allora partiamo subito alla scoperta di cosa significa resilienza. Buona lettura.

Cosa significa resilienza: tutto quello che devi sapere

Spesso si fa confusione tra resilienza e resistenza. Ma mentre per quest’ultima si intende la capacità di resistere ad uno sforzo prolungato, la resilienza è la capacità di un sistema di adattarsi al cambiamento. Questo suggestivo significato viene declinato in diversi settori: dalla resilienza in ingegneria all’informatica, dall’ecologia e e la biologia al risk management, ma in particolare si fa riferimento alla resilienza mentale e psicologica. Ma di questo parleremo meglio più avanti.

Resilienza: etimologia e sinonimi

Il termine resilienza deriva dal verbo latino resilire, ovvero rimbalzare, saltare indietro. Resilienza in inglese si dice invece resilience.

Alcuni sinonimi di resilienza possono essere durezza, robustezza e solidità, anche se si tratta di termini dalle sfumature differenti, come per la già citata “resistenza”. Ad esempio una persona resiliente (o un materiale resiliente), più che opporsi o contrastare l’urto, lo ammortizza e lo assorbe, in virtù della propria forza mentale-psicologica (o delle proprietà elastiche della propria struttura).

Capito cosa vuol dire resilienza fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti procedendo spediti con il nostro approfondimento.

La resilienza applicati nei diversi settori

Che cosa vuol dire resilienza se declinata nei vari settori che abbiamo accennato in precedenza? Ecco un beve schema riassuntivo dei cinque principali campi di applicazione:

  1. Resilienza in psicologia. Essere in grado di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici;
  2. Ingegneria. Capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica;
  3. Informatica. Possibilità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati;
  4. Ecologia e biologia. Qualità di una materia vivente di autoripararsi dopo un danno, o quella di una comunità o di un sistema ecologico di ritornare al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che ha modificato quello stato
  5. Risk management. Forza intrinseca di un sistema di modificare il proprio funzionamento prima, durante e in seguito ad un cambiamento o ad una perturbazione, in modo da poter continuare le operazioni necessarie sia in condizioni previste che in condizioni impreviste.

Come detto, la resilienza che maggiormente ci interessa in questo articolo è quella relativa alle persone resilienti e dunque alla sfera psicologica.

Resilienza: significato dizionario italiano

Per entrare ancor più nel dettaglio di cosa vuol dire resilienza in psicologia, citiamo quanto riportato sul dizionario e sull’enciclopedia Treccani, che definisce così il significato del termine in questo specifico ambito:

«Capacità di reagire a traumi e difficoltà, recuperando l’equilibrio psicologico attraverso la mobilitazione delle risorse interiori e la riorganizzazione in chiave positiva della struttura della personalità.

L’estensione dell’accezione del termine dal campo delle scienze fisiche e ingegneristiche è stata operata dal neuropsichiatra francese B. Cyrulniksviluppando la teoria dell’attaccamento elaborata da J. Bowlby, secondo il quale una positiva relazione madre-figlio aiuterebbe il bambino a sviluppare risorse interiori, quali la sicurezza e la fiducia in sé stesso, in grado di proteggerlo da separazioni ed eventi traumatici.

La teoria della plasticità psichica cui il termine fa riferimento è stata compiutamente esposta da Cyrulnik nel saggio Un merveilleux malheur».

resilienzaMentre Wikipedia, facendo riferimento ad autorevoli fonte del settore, aggiunge che si può concepire la resilienza come una funzione psichica, che si modifica nel tempo in rapporto all’esperienza, al vissuto e, soprattutto, al modificarsi dei processi mentali che ad essa sottendono.

In virtù di questo, si distinguono capacità resilienti di tre tipi:

  1. Istintive. Presenti soprattutto nel corso dei primi anni di vita, quando i processi mentali sono dominati da egocentrismo e senso di onnipotenza;
  2. Affettive. Rispecchiano la maturazione affettiva, il senso dei valori, il senso di sé e la socializzazione;
  3. Cognitive. Quando il soggetto può utilizzare le capacità intellettive simbolico-razionali.

Sono dunque soggetti resilienti coloro i quali che riescono, anche contro ogni previsione e circostanza avversa, a fare fronte in maniera efficace al dolore o alle delusioni, riuscendo a metabolizzare e magari anche a trarre nuovo slancio dalle avversità.

Resilienza: frasi, citazioni e aforismi

Ed eccoci quasi giunti alla conclusione della nostra guida su cosa vuol dire resilienza. Ma prima di lasciarti, vogliamo regalarti una raccolta di frasi incoraggianti proprio su questo tema. Un bel mix di 13 aforismi sulla volontà, frasi motivazionali, citazioni importanti sull’importanza di saper ricominciare senza farsi stritolare dagli eventi negativi.

  1. «La resilienza non è solo la voglia di sopravvivere a tutti i costi, ma anche la capacità di usare l’esperienza maturata in situazioni difficili per costruire il futuro» (Andrea Fontana);
  2. «Ciò che non ti uccide ti rende più forte» (Friedrich Nietsche);
  3. «Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti» (Trilussa);
  4. «Trovare un senso, un significato rende molte cose sopportabili, forse tutte quante diventano sopportabili» (Carl Gustav Jung);
  5. «Una buona metà dell’arte di vivere è resilienza» (Alain de Botton);
  6. «Il mondo ci spezza tutti quanti, ma solo alcuni diventano più forti là dove sono stati spezzati» (Ernest Hemingway);
  7. «Per la persona resiliente, qualsiasi sconfitta, anche se genera inevitabilmente della frustrazione, viene vista come un’opportunità per apprendere e migliorare» (Pietro Trabucchi);
  8. «La resilienza non è fissità, ma movimento dialettico. Resilienza significa saltare indietro, in modo da prendere la rincorsa e, di slancio, superare l’ostacolo» (Francesco Botturi);
  9. «Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi» (Vince Lombardi);
  10. «Le difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il corpo» (Lucio Anneo Seneca);
  11. «Il fallimento è una parte della vita. Il successo non ti insegna niente, ma il fallimento ti insegna la resilienza. Ti insegna a prendere te stesso e a riprovare» (Sarah Morgan);
  12. «Hanno cercato di seppellirmi, ma non sapevano che io sono un seme» (proverbio messicano);
  13. «La resilienza, che permette di tornare a vivere, associa la sofferenza al piacere di trionfare» (Boris Cyrulnik).

E con questo la guida Unicusano su cosa vuol dire resilienza è davvero completa.

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Cos’è e a cosa serve l’ingegneria geotecnica

Sai cos’è l’ingegneria geotecnica?

Se stai cercando informazioni in merito, ecco subito una buona notizia per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto al momento giusto. In questo articolo, infatti, approfondiremo propria questa tematica. In primo luogo per saperne di più sulle indagini geotecniche e sulle relative opere geotecniche.

Ciò di cui ci occuperemo, però, non finisce qui. All’interno di questo articolo troverai anche una vera e propria guida su come diventare geotecnico, uno dei lavori emergenti nell’ambito dell’ingegneria ambientale e civile in particolare.

Cosa ne dici, ti abbiamo incuriosito? Allora non perdiamo tempo in chiacchiere ed entriamo subito nel merito di questo interessante tema.

Tutto quello che devi sapere sulla geotecnica

Nei paragrafi che seguono, dunque, andremo ad approfondire cos’è l’ingegneria geotecnica, perché è importante, di cosa si occupa e come specializzarsi in questo settore. Se l’argomento ti interessa, non perderti questa analisi approfondita su tutto ciò che c’è da sapere in merito. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Metodo scientifico sperimentale: cos’è e in che consiste.

Cos’è la geotecnica: significato

Iniziamo questo viaggio alla scoperta dell’ingegneria geotecnica partendo dalle basi. Ovvero dalla definizione del termine.

Per fare questo, prendiamo come riferimento iniziale un estratto di quanto riportato su Wikipedia, che a sua volta cita autorevoli fonti di settore. Secondo la nota enciclopedia online:

«L’ingegneria geotecnica è una branca dell’ingegneria civile che si dedica allo studio e alla progettazione delle opere che interagiscono con i terreni. Tali opere possono essere autonome (muri di sostegno, gallerie, dighe in terra), oppure possono costituire una parte di organismi più complessi (fondazioni, ancoraggi).

Le materie inerenti a questo ambito professionale sono la geologia stratigrafica, la meccanica delle terre, la meccanica delle rocce, le fondazioni superficiali, le fondazioni profonde, il dewatering ed altre ancora».

Da qui possiamo già evincere che la geotecnica si pone tra l’ingegneria geologica, quella strutturale e quella idraulica.

Ma per essere ancora più precisi e plurali nel riferimento alle fonti, vediamo anche quanto indicato dall’autorevole enciclopedia Treccani, che descrive così la geotecnica:

«Disciplina che tratta il comportamento delle terre nella loro sede naturale (terreni) e pertanto si occupa dei problemi connessi alla progettazione, alla costruzione e al comportamento di tutti i vari tipi di opere in terra, come fondazioni, dighe, rilevati, argini, gallerie ecc».

La stessa Treccani, inoltre, specifica anche che la soluzione dei problemi geotecnici è legata principalmente a tre aspetti:

  1. Le condizioni del terreno e dell’acqua nel terreno;
  2. Il comportamento del terreno considerato come un sistema di particelle;
  3. La meccanica applicata al terreno.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti spediti alla scoperta di cos’è e a cosa serve l’ingegneria geotecnica.

Geotecnica: libri consigliati

Adesso che abbiamo definito cos’è l’ingegneria geotecnica e di cosa si occupa, vogliamo suggerirti alcuni testi utili da leggere per approfondire l’argomento.

  1. Progettazione e relazione geotecnica, di Piergiuseppe Froldi. Testo riflessivo e discorsivo, ottimo soprattuto per approcciarsi alla materia, in quanto non eccede volutamente in approfonditi tecnicismi e presenta numerose schede applicative di approfondimento;
  2. L’indagine geotecnica, di Maurizio Tanzini. Una premessa fondamentale per lo sviluppo di un buon progetto in grado di perseguire la costruzione dell’opera a regola d’arte;
  3. Fondamenti di geotecnica, di Riccardo Berardi. Nel testo è data enfasi alla particolare caratteristica che differenzia la risposta meccanica del terreno da quella di altri materiali tipici dell’Ingegneria Civile;
  4. Gallerie – Aspetti geotecnici nella progettazione e costruzione, di Maurizio Tanzini. Descrive il complesso iter progettuale con particolare riferimento agli aspetti geologici e alla caratterizzazione geotecnica e geomeccanica;
  5. Geotecnica sismica, di Angelo Silvio Rabuffetti. Volume molto utile per approfondire gli argomenti relativi alla meccanica dei terreni in campo sismico;
  6. Manuale del geotecnico, di Maurizio Tanzini. Fornisce un’ampia panoramica sui principi della meccanica dei terreni e delle rocce e sull’attuale stato dell’arte dell’ingegneria geotecnica con riferimento alle più aggiornate normative italiane ed europee;
  7. Esercizi di geotecnica, di Guido Gottardi e Laura Tonni. Volume che raccoglie problemi ed esempi generalmente proposti quali temi d’esame negli insegnamenti di base di questa disciplina;
  8. Manuale di progettazione geotecnica, di Angelo Silvio Rabuffetti. Fornisce linee-guida a chi costruisce fondazioni, dall’acquisizione dei dati fino alle applicazioni pratiche riguardanti ad esempio spinta delle terre o palificazioni;
  9. Progetti e calcoli di geotecnica con Excel, di Marco Mancina e Roberto Nori. Fornisce fogli di calcolo e strumenti per soddisfare ogni esigenza progettuale.
  10. Ingegneria geotecnica e geologia applicata, di Faustino Cetraro. Affronta moderni problemi delle costruzioni  interrate e non, come l’obbligo delle verifiche sismiche.

Senza contare le diverse guide geotecnica pdf scaricabili sul web.

Cosa studiare per diventare ingegnere geotecnico

indagini geotecnicheA questo punto ti starai probabilmente chiedendo se esistono corsi inerenti l’ingegneria geotecnica all’Università.

Fai bene. Perché leggere semplicemente un libro, seppur autorevole, ma senza una vera guida, può darti un’infarinatura sul tema, non certo specializzarti. Per riuscire in questo compito, invece, può aiutarti Unicusano che in questo settore rappresenta una vera e propria eccellenza.

Tra le lauree in ingegneria previste nel ricco piano formativo della nostra Università, quelli più utili alla causa geotecnica sono certamente il Corso di Laurea triennale in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Strutture, che dedica ampio spazio alla progettazione, l’esecuzione, la gestione e il controllo di opere civili di edilizia, di infrastrutture, di opere idrauliche e di opere geotecniche.

Se invece cerchi una laurea magistrale ingegneria geotecnica, ecco la specialistica della stessa Ingegneria Civile, che offre competenze interdisciplinari relative all’interazione tra il suolo ed i sistemi di fondazione che coinvolgono la geotecnica, oltre all’elaborazione e realizzazione di un adeguato modello geotecnico per l’esame della risposta del terreno e della sua interazione con le strutture.

Si tratta di corsi erogati attraverso il sistema e-learnig, che consente di seguire le lezioni da dove vuoi, quando vuoi e senza limiti al numero di visualizzazioni consentite. Fornendoti anche sulla geotecnica dispense disponibili direttamente sulla tua piattaforma personale, così come su quella di ogni singolo studente Unicusano.

Altri corsi di ingegneria: l’offerta Unicusano

Quelli elencati finora, sono certamente i corsi più inerenti all’ingegneria geotecnica, ma sono solo alcuni di quelli che fanno parte della vastissima offerta Unicusano.

Solo per quanto riguarda l’area ingegneristica, ad esempio, segnaliamo anche i corsi di laurea triennali in Ingegneria Agroindustriale, Biomedica Industriale, Gestionale Industriale, Elettronica Industriale e Meccanica Industriale.

E poi le magistrali in Ingegneria Meccanica ed Elettronica, della durata di due anni. Per concludere con i master in Sistemi di gestione aziendale e gestione di impresa; Gestione, controllo e manutenzione dei processi industriali; Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili; Sicurezza delle reti informatiche.

Per consultare la lista completa dei nostri corsi, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. Adesso la nostra guida sull’ingegneria geotecnica è finalmente completa ed esaustiva.

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Lavori e professioni emergenti: le 5 da conoscere assolutamente

Sei alla ricerca di un’occupazione, oppure devi scegliere in quali studi specializzarti, e per questo vorresti conoscere quali sono i lavori emergenti in Italia e nel mondo?

Allora innanzitutto complimenti, perché la lungimiranza paga sempre. In secondo luogo, ecco subito una buona notizia per te: ti trovi nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, troverai tanti consigli utili su come non sentirsi inadeguati dinanzi ai mutamenti che incombono e ai quali è sempre soggetto il mondo occupazionale. Oppure, qualora stessi pensando di realizzare una tesi in diritto del lavoro, troverai spunti, idee e argomenti interessanti da poter trattare.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire quali sono le nuove professioni che potrebbero essere tra le più richieste e diventare, di conseguenza, i lavori con più guadagno in assoluto.

Professioni emergenti: ecco quali sono

Nei paragrafi che seguono, cercheremo dunque di capire quali sono stati i lavori emergenti 2018 e quali saranno le professioni del futuro. Vuoi affrontare con noi questo viaggio nel tempo? Allora allaccia bene le cinture e prepara il tuo curriculum vitae, partiamo subito. Buona lettura.

Professioni più richieste: lavori emergenti 2019 in poi

Tra poco sveleremo la top five dei nuovi lavori che diventeranno probabilmente i più importanti dal prossimo decennio. Ma prima di conoscere queste, può esserti utile sapere che ad esse possiamo aggiungere dieci lavori alternativi che già oggi sono tra i più richiesti e lo saranno certamente nei prossimi anni.

Di questa speciale classifica fanno parte: l’export manager, l’operatore import-export, l’addetto alla dogana (leggi la nostra guida sull’imposta doganale per capire cos’è e a cosa serve), il traduttore e interprete, l’e-commerce manager, l’ingegnere informatico, il mobile developer, il responsabile vendite, lo spedizioniere e l’ingegnere energetico.

Ancora più a breve termine, per rimanere nel più immediato futuro, ti segnaliamo che, secondo un’indagine condotta dal Sole 24 ore, tra cinque anni le professionalità più ricercate saranno quelle specializzate nelle materie economiche e statistiche, mediche e sanitarie, ingegneristiche e dell’insegnamento. Unioncamere, inoltre, sostiene che questi saranno anche i lavori emergenti del 2020, o comunque più in voga. E oltre 2 milioni e mezzo di personale qualificato troverà occupazione proprio in questi settori. Sia nel pubblico che nel privato.

Ecco i 5 lavori del futuro

Andiamo adesso a scoprire quali saranno, tra tutti i lavori del mondo, le 10 professioni emergenti 2019 e per gli anni a seguire.

Secondo uno studio di Linkedin diffuso dall’autorevole rivista statunitense di economia e finanza Forbes, nella prima parte degli anni ’20 di questo secolo, saranno circa 12 milioni i lavoratori che troveranno occupazione in questi settori:

  1. Machine learning engineer. Colui il quale è in grado di progettare macchine capaci di apprendere, attraverso conoscenze di algoritmi, software, deep e machine learning, ricerca.
  2. Data scientist. Possiede particolari competenze nell’ambito dei linguaggi di programmazione, data science e data mining, machine learning e analytics;
  3. Responsabili sviluppo delle vendite. Esperto di pianificazione finanziaria, sviluppo del business e delle start up.
  4. Customer success manager. Si occupa anche di seguire il cliente passo dopo passo nel tempo per verificare il grado di soddisfazione di un prodotto o di un servizio
  5. Big data developer. Sviluppatore esperto di big data, hadoop, java, hive, start-up.

E così, dopo aver analizzato in premesse le nuove professioni 2018-2019, adesso hai un quadro ancora più dettagliato di quelli che dovrebbero essere i nuovi lavori dal 2020 in poi.

Nuove professioni femminili

nuove professioniI lavori emergenti vedranno certamente protagonisti sia gli uomini che le donne. Anche se, stando a quanto rilevato da un’indagine condotta da condotta da Net Consulting Cube per conto di Ca Technologies, in questi lavori oggi  le donne svolgono ancora un ruolo minoritario.

In particolare nelle strutture informatiche e nei ruoli maggiormente innovativi. Le esperte in Internet of things, cyber security, data protection e mobile application sono intorno al 15-25%. Nelle Professioni dei Big Data tra cui big data engineer e i digital information officer il 25%. Ancora nessuna donna tra i data scientists nel campo dei data science.

Il ruolo in cui si registrano i dati migliori è quello delle esperte in metodologie agili e metodi di sviluppo del software. Ovvero dove si costituiscono team cross-funzionali e auto-organizzati con il coinvolgimento diretto del cliente, al fine di consegnargli il migliore software, il più adatto a lui e nel minor tempo possibile. Qui la presenza femminile raggiunge il 50% delle risorse impiegate. Perfetta parità di genere dunque.

Ma la presenza femminile nel settore tecnologico e dell’innovazione viene ritenuta fondamentale dagli esperti e dalla stragrande maggioranza dei responsabili delle risorse umane. Motivo per il quale questo gap andrà colmato quanto prima.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora adesso non ci rimane che scoprire come prepararsi a livello di studio per rendersi competitivi e idonei a ricoprire queste posizioni lavorative.

Nuovi lavori: idee per lo studio

All’interno di questo articolo abbiamo svelato quali saranno, con molta probabilità, i lavori emergenti del prossimo futuro a breve, medio e più a lungo termine.

Segnalando nuovi mestieri anticrisi e quindi anche i nuovi business del domani. Si tratta dunque di lavori redditizi, in quanto il mercato non è ancora saturo e le richieste sono tante, ma soprattutto s prevede che aumenteranno esponenzialmente nei prossimi anni, se non addirittura mesi.

Per tali ragioni è fondamentali acquisire in tempo utile le competenze necessarie, prima che possano farlo la potenziale concorrenza.

Giunti a questo punto, probabilmente ti starai chiedendo come fare a formarti e ad essere competitivo in questi settori. Non preoccuaprti, perché ti suggeriremo anche la soluzione. A questo proposito, infatti, devi sapere esistono alcuni corsi di laurea e master Unicusano, di I e II livello, in grado di preparati a dovere. Andiamo a scoprirli insieme nei prossimi paragrafi.

Prepararsi al lavoro del futuro: quale laurea scegliere

Alla lue dei dati che abbiamo visto e preso in esame e come riferimento fino a questo momento, possiamo affermare che le lauree più richieste nel futuro, soprattutto immediato con i nuovi lavori 2018-2019, riguarderanno le seguenti aree:

  • Economica e giuridica;
  • Medica e psicologica;
  • Ingegneristica;
  • Insegnamento e Formazione.

Senza dimenticare le lauree più richieste all’estero. Perché in aggiunta a quanto rivelato finora sui lavori emergenti, conseguire un titolo spendibile sia sul mercato europeo che su quello internazionale, oltre a quello italiano locale, rappresenta una certezza in più e un valore aggiunto determinante nel mondo del lavoro.

In questo caso ti suggeriamo di tenere in considerazione anche i corsi di laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e il corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali.

Lavori nuovi: quali master scegliere per essere al passo

E dopo i corsi di laurea più utili per perseguire i lavori emergenti del momento, passiamo ad una specializzazione più specifica e ancor più futuribile, se possibile. In questo settore Unicusano rappresenta un’eccellenza nel panorama formativo. Erogando master di I e II livello come:

  • Data Analyst;
  • Sicurezza delle reti informatiche;
  • Sistemi di gestione aziendale e gestione di impresa;
  • Gestione, controllo e manutenzione dei processi industriali;
  • Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili.

Ma questi sono solo di alcuni dei tanti corsi utili a conoscere meglio i lavori del futuro e trovarvi un’occupazione in ambito nazionale o estero. Se vuoi consultare l’elenco completo delle lauree e dei master disponibili, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo è tutto. Almeno per il momento si conclude qui la nostra guida sui lavori emergenti del prossimo futuro.

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Diritto feudale: quello che c’è da sapere

Stai cercando informazioni o nozioni di diritto feudale?

Allora ecco subito una buona notizia per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto. Sì, perché in questo articolo parleremo proprio di storia del diritto e, in particolare diritto medievale e feudale.

Se vuoi conoscere il sistema feudale riassunto in pochi ma esaustivi paragrafi, non perdere questa vera e propria guida sull’argomento.

Cercheremo di fornirti tutte le informazioni utili ed importanti sotto ogni punto di vista rilevante, dal punto di vista giuridico e non solo.

Cosa ne dici, ti abbiamo convinto? Molto bene, allora se vuoi saperne di più, non perdiamoci in chiacchiere e andiamo subito, dritti e spediti, al dunque. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Tesi in diritto del lavoro: argomenti e idee.

Feudalesimo: definizione e sistema

Nei prossimi paragrafi, dunque, ci proietteremo insieme in un viaggio virtuale nel tempo alla scoperta dei tratti caratteristici del diritto feudale: significato, storia, ma anche più in generale e di riflesso il suo sistema politico, economico e sociale. Insomma tracceremo un profilo davvero completo su questo tema. L’argomento ti interessa? Allora allaccia bene le cinture, perché partiamo subito. Buon viaggio.

Ricerca sul feudalesimo

Iniziamo dalle basi del feudalesimo e del diritto feudale: definizione e storia. Per farlo, citiamo uno dei primi risultati che otterresti facendo una ricerca su internet sul feudalesimo. Prendiamo cioè a riferimento quanto riportato da Wikipedia, che a sua volta cita autorevoli fonti di settore, come Storia medievale di Massimo Montanari (Laterza, 2006). Ecco un estratto di quanto riportato sulla popolare enciclopedia online:

«Il feudalesimo, detto anche “rete vassalla“, era un sistema politico, economico e sociale che si affermò nell’Europa occidentale con l’Impero carolingio (IX secolo) e con la morte di Carlo Magno, fino alla nascita dei primi Stati nazionali nel XIX secolo. In senso sociale ed economico fu un’evoluzione della società curtense. L’abolizione ufficiale del feudalesimo si ha nel 1806 da parte di Napoleone Bonaparte, più di tre secoli dopo la fine del Medioevo».

Più specificatamente riguardo l’ambito giuridico, la stessa fonte aggiunge anche che:

«Il feudalesimo fu il sistema giuridico-politico dominante tra i secoli X e XII. In seguito, la rinascita delle città e dell’economia monetaria ridimensionò molto questa istituzione, che comunque non scomparve. Anzi, tra XIV e XVI secolo si registrò in Europa un diffuso processo di “rifeudalizzazione“.

Con l’avvento degli Stati moderni il feudalesimo perse le caratteristiche giurisdizionali, ma mantenne quelle sociali e politiche fino a quasi tutto il XVIII secolo. In Francia venne abolito solo con la rivoluzione francese nel 1789, mentre altrove rimase vivo, almeno sul piano teorico, anche più a lungo, oltre la Restaurazione».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti procedendo spediti.

Piramide feudale: vassalli valvassori valvassini

La società feudale ci viene riportata dalla storiografia come un modello gerarchico, fondato su una piramide sociale particolarmente rigida, nella quale i ranghi inferiori erano completamente assoggettati ai primi.

In linea di massima, possiamo affermare che la piramide feudale fosse così costituita:

  • Governante. Un re, un nobile di alto rango o un autorità religiosa;
  • Vassalli. Nobili di medio rango;
  • Valvassori. Nobili di piccolo rango;
  • Milites e Caballari. Aventi il diritto e la possibilità economica di possedere un cavallo e un’armatura, nonché di partecipare alla vita delle corti nonostante privi di grandi risorse;
  • Liberi contadini;
  • Servi della gleba.

A sua volta la gerarchia interna alla nobiltà feudale, comprendeva in ordine di importanza gerarchica queste figure:  Imperatore, Re, Principe, Duca, Marchese, Conte, Visconte, Barone, Signore e Cavaliere.

La società feudale

diritto medievaleA quanto detto finora sulla gerarchia del tempo, possiamo aggiungere che il feudalesimo, e quindi il diritto feudale, si basavano sul presupposto che le persone di rango inferiore assumessero obblighi con i loro immediati superiore, cui dovevano il beneficio.

Per fare un esempio concreto, i piccoli proprietari terrieri privati ambivano ad affidare la loro proprietà ad un feudatario, diventandone vassalli, in modo da fare fronte alle difficoltà economiche. Ma su questo andiamo a scoprine di più nel prossimo paragrafo.

L’elemento giuridico del sistema feudale consisteva innanzitutto nell’immunità, ovvero il privilegio di non subire, entro i confini della signoria feudale, alcun controllo da parte dell’autorità pubblica. Questa prerogativa era associata alla concessione del diritto di giurisdizione nel caso di feudi più grandi. Mentre il diritto di giurisdizione era delegato ad amministrare la giustizia pubblica e a goderne i proventi nel caso di pene pecuniarie.

Infine, per completare il quadro, c’è da dire che la giustizia del re divenne giustizia comitale, amministrata cioè dai conti suoi vassalli.

Vassallo valvassore valvassino

Ma cos’era esattamente il vassallaggio nella società e nel diritto feudale?

Questo fenomeno altro non era che accordo di servizi reciproci tra una persona politicamente, economicamente e militarmente superiore e una meno influente. Il diritto, o meglio regime, di proprietà era dunque basato su questo tipo di spartizione del territorio.

Questo passaggio avveniva attraverso un rito di investitura, con il quale da una parte si giurava fedeltà, dall’altro si concedevano protezione, proprietà fondiarie e benefici economici.

Il termine utilizzato per indicare la prestazione lavorativa gratuita fornita dal vassallo al signore feudale è quello di Corvée e solitamente si svolgeva attraverso la coltivazione della terra.

Scendendo nella scala gerarchica giungiamo al valvassore. Si tratta di una sorta di vassallo minore, come un cavaliere o un prelato minore appartenente alla classe media, non legato direttamente al nobile, ma scelto a sua volta dal vassallo.

Il vassallo del valvassore, invece, era detto invece valvassino.

Diritto e feudalesimo: studi attinenti

Se sei alla ricerca di informazioni sul diritto feudale perché sei un appassionato di politica o uno studente di storia o giurisprudenza, potresti trovare davvero interessanti diversi corsi di laurea e master universitari erogati da Unicusano.

A partire dalla classica intramontabile e sempre utile laurea in Giurisprudenza, non a caso una delle più ambite. Un corso quinquennale in grado di infondere una formazione sul diritto e la sua storia a 360 gradi, nonché accesso a posizioni professionali specifiche come l’avvocatura, la magistratura e il notariato, ma anche nel pubblico impiego o in organismi istituzionali. E poi l’ambito politologico, con i corsi di laurea triennali e magistrali in Scienze Politiche.

Per non parlare dei master universitari dell’aera economico-giuridica, altro fiore all’occhiello dell’offerta formativa targata Università Telematica Niccolò Cusano. Dal master in Diritto del Lavoro, a quello amministrativo o della famiglia.

Questi sono solo alcuni dei tanti corsi previsti nella nostra vasta offerta formativa. Per visionare l’elenco completo ti consigliamo di visitare la sezione didattica del portale Unicusano.it.

E con questo è tutto, almeno per il momento. La nostra guida sul diritto feudale si conclude qui. Abbiamo riassunto i punti salienti dal punto di vista giuridico, ricostruito un po’ di storia e analizzato, di parole come vassallaggio e corvè, significato e caratteristiche principali. Ora sai tutto quello che c’è da sapere su questo argomento.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. 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