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Come costruire la struttura della tua tesi di laurea

Stai cercando informazioni su come realizzare la struttura della tesi di laurea?

Fai bene, perché si tratta di un aspetto fondamentale da tenere in considerazione per la stesura del tuo lavoro e convolare verso la discussione e la tua conseguente proclamazione a dottore. Occorre quindi saper essere precisi e puntigliosi al punto giusto nel costruirla.

Manca poco ormai al traguardo, quindi devi a maggior ragione fare in modo di non lasciare nulla al caso, in modo da coronare al meglio il tuo percorso di studi. Se stai pensando alla tesi, significa che hai superato tutti gli esami scritti e orali, le prove e i test a risposta multipla, o sei comunque in procinto di farlo. Ma l’elaborato finale è un’altra cosa.

Ecco perché in questo articolo ti guideremo passo dopo passo su come si fa una tesi di laurea. Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito di come strutturare la tesi di laurea. Buona lettura.

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Cosa fare a Salerno d’inverno? Idee per il tuo tempo libero

Sei uno studente, un cittadino o un turista interessato a sapere cosa fare a Salerno d’inverno?

Allora ecco subito una bella notizia per te: ti trovi nel posto giusto. In questa guida, infatti, ti daremo tanti consigli utili su come impiegare il tuo tempo nella stagione dell’anno più fredda.

Salerno e dintorni è nota soprattuto per il mare, come tutte città della fantastica Costiera Amalfitana. Ma il clima tipicamente mediterraneo, oltre ad estate moderatamente calde, offre anche inverni miti che consentono di visitare luoghi di interesse e poter vivere e godere di questa splendida città tutto l’anno.

Alla luce di ciò, magari l’inverno non sarà il periodo migliore per fare ginnastica all’aperto, ma non mancano di certo cose da fare a Salerno, eventi per passare un Capodanno indimenticabile, locali dove mangiare o fare un aperitivo con gli amici. Per approfondire quest’ultimo aspetto in particolare, ti consigliamo di dare un’occhiata alla nostra precedente guida su dove mangiare a Salerno.

A questo punto abbiamo esaurito tutte le premesse del caso. Non resta che allacciare bene le cinture, perché partiamo subito alla scoperta di cosa fare e cosa vedere a Salerno d’inverno.

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Come diventare dirigente sanitario: studi e possibilità

Sei un medico o uno studente di medicina e vuoi scoprire come diventare dirigente sanitario?

Allora abbiamo un’ottima notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, approfondiremo proprio questo interessante argomento. A partire dalle competenze e dagli studi che deve avere alle spalle l’aspirante dirigente infermieristico, medico o sanitario che sia. Dalla gestione delle risorse umane alle conoscenze e le qualifiche di natura medica. Ma vedremo anche di cosa si occupa e chi nomina il direttore sanitario dell’azienda sanitaria.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito del discorso. Buona lettura.

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Cosa vuol dire resilienza e in che modo può aiutarti nella vita

Sai bene cosa vuol dire resilienza?

Se vuoi capirne un po’ di più sul significato di questo termine e sul valore determinante che la resilienza può assumere nella vita per non sentirsi inadeguati, non occorre essere psicologi famosi, ma basta leggere questo articolo.

Nei prossimi paragrafi, infatti, metteremo a tua completa disposizione una vera e propria guida su come e perché essere resilienti. A cominciare dalle basi: etimologia del termine, significato, sinonimi e approfondimenti sui vari campi di applicazioni e sulle qualità necessarie per esercitare questa capacità. Senza tralasciare, in conclusione, l’aspetto motivazionale che deve necessariamente fare leva sulla psiche umana per rafforzare la propria resilienza. Insomma, non abbiamo intenzione di farci mancare proprio nulla. Provare, o meglio leggere, per credere.

Cosa ne dici, abbiamo stuzzicato la tua curiosità e la tua sete di sapere? Molto bene, allora partiamo subito alla scoperta di cosa significa resilienza. Buona lettura.

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Cos’è e a cosa serve l’ingegneria geotecnica

Sai cos’è l’ingegneria geotecnica?

Se stai cercando informazioni in merito, ecco subito una buona notizia per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto al momento giusto. In questo articolo, infatti, approfondiremo propria questa tematica. In primo luogo per saperne di più sulle indagini geotecniche e sulle relative opere geotecniche.

Ciò di cui ci occuperemo, però, non finisce qui. All’interno di questo articolo troverai anche una vera e propria guida su come diventare geotecnico, uno dei lavori emergenti nell’ambito dell’ingegneria ambientale e civile in particolare.

Cosa ne dici, ti abbiamo incuriosito? Allora non perdiamo tempo in chiacchiere ed entriamo subito nel merito di questo interessante tema.

Tutto quello che devi sapere sulla geotecnica

Nei paragrafi che seguono, dunque, andremo ad approfondire cos’è l’ingegneria geotecnica, perché è importante, di cosa si occupa e come specializzarsi in questo settore. Se l’argomento ti interessa, non perderti questa analisi approfondita su tutto ciò che c’è da sapere in merito. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Metodo scientifico sperimentale: cos’è e in che consiste.

Cos’è la geotecnica: significato

Iniziamo questo viaggio alla scoperta dell’ingegneria geotecnica partendo dalle basi. Ovvero dalla definizione del termine.

Per fare questo, prendiamo come riferimento iniziale un estratto di quanto riportato su Wikipedia, che a sua volta cita autorevoli fonti di settore. Secondo la nota enciclopedia online:

«L’ingegneria geotecnica è una branca dell’ingegneria civile che si dedica allo studio e alla progettazione delle opere che interagiscono con i terreni. Tali opere possono essere autonome (muri di sostegno, gallerie, dighe in terra), oppure possono costituire una parte di organismi più complessi (fondazioni, ancoraggi).

Le materie inerenti a questo ambito professionale sono la geologia stratigrafica, la meccanica delle terre, la meccanica delle rocce, le fondazioni superficiali, le fondazioni profonde, il dewatering ed altre ancora».

Da qui possiamo già evincere che la geotecnica si pone tra l’ingegneria geologica, quella strutturale e quella idraulica.

Ma per essere ancora più precisi e plurali nel riferimento alle fonti, vediamo anche quanto indicato dall’autorevole enciclopedia Treccani, che descrive così la geotecnica:

«Disciplina che tratta il comportamento delle terre nella loro sede naturale (terreni) e pertanto si occupa dei problemi connessi alla progettazione, alla costruzione e al comportamento di tutti i vari tipi di opere in terra, come fondazioni, dighe, rilevati, argini, gallerie ecc».

La stessa Treccani, inoltre, specifica anche che la soluzione dei problemi geotecnici è legata principalmente a tre aspetti:

  1. Le condizioni del terreno e dell’acqua nel terreno;
  2. Il comportamento del terreno considerato come un sistema di particelle;
  3. La meccanica applicata al terreno.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti spediti alla scoperta di cos’è e a cosa serve l’ingegneria geotecnica.

Geotecnica: libri consigliati

Adesso che abbiamo definito cos’è l’ingegneria geotecnica e di cosa si occupa, vogliamo suggerirti alcuni testi utili da leggere per approfondire l’argomento.

  1. Progettazione e relazione geotecnica, di Piergiuseppe Froldi. Testo riflessivo e discorsivo, ottimo soprattuto per approcciarsi alla materia, in quanto non eccede volutamente in approfonditi tecnicismi e presenta numerose schede applicative di approfondimento;
  2. L’indagine geotecnica, di Maurizio Tanzini. Una premessa fondamentale per lo sviluppo di un buon progetto in grado di perseguire la costruzione dell’opera a regola d’arte;
  3. Fondamenti di geotecnica, di Riccardo Berardi. Nel testo è data enfasi alla particolare caratteristica che differenzia la risposta meccanica del terreno da quella di altri materiali tipici dell’Ingegneria Civile;
  4. Gallerie – Aspetti geotecnici nella progettazione e costruzione, di Maurizio Tanzini. Descrive il complesso iter progettuale con particolare riferimento agli aspetti geologici e alla caratterizzazione geotecnica e geomeccanica;
  5. Geotecnica sismica, di Angelo Silvio Rabuffetti. Volume molto utile per approfondire gli argomenti relativi alla meccanica dei terreni in campo sismico;
  6. Manuale del geotecnico, di Maurizio Tanzini. Fornisce un’ampia panoramica sui principi della meccanica dei terreni e delle rocce e sull’attuale stato dell’arte dell’ingegneria geotecnica con riferimento alle più aggiornate normative italiane ed europee;
  7. Esercizi di geotecnica, di Guido Gottardi e Laura Tonni. Volume che raccoglie problemi ed esempi generalmente proposti quali temi d’esame negli insegnamenti di base di questa disciplina;
  8. Manuale di progettazione geotecnica, di Angelo Silvio Rabuffetti. Fornisce linee-guida a chi costruisce fondazioni, dall’acquisizione dei dati fino alle applicazioni pratiche riguardanti ad esempio spinta delle terre o palificazioni;
  9. Progetti e calcoli di geotecnica con Excel, di Marco Mancina e Roberto Nori. Fornisce fogli di calcolo e strumenti per soddisfare ogni esigenza progettuale.
  10. Ingegneria geotecnica e geologia applicata, di Faustino Cetraro. Affronta moderni problemi delle costruzioni  interrate e non, come l’obbligo delle verifiche sismiche.

Senza contare le diverse guide geotecnica pdf scaricabili sul web.

Cosa studiare per diventare ingegnere geotecnico

indagini geotecnicheA questo punto ti starai probabilmente chiedendo se esistono corsi inerenti l’ingegneria geotecnica all’Università.

Fai bene. Perché leggere semplicemente un libro, seppur autorevole, ma senza una vera guida, può darti un’infarinatura sul tema, non certo specializzarti. Per riuscire in questo compito, invece, può aiutarti Unicusano che in questo settore rappresenta una vera e propria eccellenza.

Tra le lauree in ingegneria previste nel ricco piano formativo della nostra Università, quelli più utili alla causa geotecnica sono certamente il Corso di Laurea triennale in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Strutture, che dedica ampio spazio alla progettazione, l’esecuzione, la gestione e il controllo di opere civili di edilizia, di infrastrutture, di opere idrauliche e di opere geotecniche.

Se invece cerchi una laurea magistrale ingegneria geotecnica, ecco la specialistica della stessa Ingegneria Civile, che offre competenze interdisciplinari relative all’interazione tra il suolo ed i sistemi di fondazione che coinvolgono la geotecnica, oltre all’elaborazione e realizzazione di un adeguato modello geotecnico per l’esame della risposta del terreno e della sua interazione con le strutture.

Si tratta di corsi erogati attraverso il sistema e-learnig, che consente di seguire le lezioni da dove vuoi, quando vuoi e senza limiti al numero di visualizzazioni consentite. Fornendoti anche sulla geotecnica dispense disponibili direttamente sulla tua piattaforma personale, così come su quella di ogni singolo studente Unicusano.

Altri corsi di ingegneria: l’offerta Unicusano

Quelli elencati finora, sono certamente i corsi più inerenti all’ingegneria geotecnica, ma sono solo alcuni di quelli che fanno parte della vastissima offerta Unicusano.

Solo per quanto riguarda l’area ingegneristica, ad esempio, segnaliamo anche i corsi di laurea triennali in Ingegneria Agroindustriale, Biomedica Industriale, Gestionale Industriale, Elettronica Industriale e Meccanica Industriale.

E poi le magistrali in Ingegneria Meccanica ed Elettronica, della durata di due anni. Per concludere con i master in Sistemi di gestione aziendale e gestione di impresa; Gestione, controllo e manutenzione dei processi industriali; Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili; Sicurezza delle reti informatiche.

Per consultare la lista completa dei nostri corsi, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. Adesso la nostra guida sull’ingegneria geotecnica è finalmente completa ed esaustiva.

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Lavori e professioni emergenti: le 5 da conoscere assolutamente

Sei alla ricerca di un’occupazione, oppure devi scegliere in quali studi specializzarti, e per questo vorresti conoscere quali sono i lavori emergenti in Italia e nel mondo?

Allora innanzitutto complimenti, perché la lungimiranza paga sempre. In secondo luogo, ecco subito una buona notizia per te: ti trovi nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, troverai tanti consigli utili su come non sentirsi inadeguati dinanzi ai mutamenti che incombono e ai quali è sempre soggetto il mondo occupazionale. Oppure, qualora stessi pensando di realizzare una tesi in diritto del lavoro, troverai spunti, idee e argomenti interessanti da poter trattare.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire quali sono le nuove professioni che potrebbero essere tra le più richieste e diventare, di conseguenza, i lavori con più guadagno in assoluto.

Professioni emergenti: ecco quali sono

Nei paragrafi che seguono, cercheremo dunque di capire quali sono stati i lavori emergenti 2018 e quali saranno le professioni del futuro. Vuoi affrontare con noi questo viaggio nel tempo? Allora allaccia bene le cinture e prepara il tuo curriculum vitae, partiamo subito. Buona lettura.

Professioni più richieste: lavori emergenti 2019 in poi

Tra poco sveleremo la top five dei nuovi lavori che diventeranno probabilmente i più importanti dal prossimo decennio. Ma prima di conoscere queste, può esserti utile sapere che ad esse possiamo aggiungere dieci lavori alternativi che già oggi sono tra i più richiesti e lo saranno certamente nei prossimi anni.

Di questa speciale classifica fanno parte: l’export manager, l’operatore import-export, l’addetto alla dogana (leggi la nostra guida sull’imposta doganale per capire cos’è e a cosa serve), il traduttore e interprete, l’e-commerce manager, l’ingegnere informatico, il mobile developer, il responsabile vendite, lo spedizioniere e l’ingegnere energetico.

Ancora più a breve termine, per rimanere nel più immediato futuro, ti segnaliamo che, secondo un’indagine condotta dal Sole 24 ore, tra cinque anni le professionalità più ricercate saranno quelle specializzate nelle materie economiche e statistiche, mediche e sanitarie, ingegneristiche e dell’insegnamento. Unioncamere, inoltre, sostiene che questi saranno anche i lavori emergenti del 2020, o comunque più in voga. E oltre 2 milioni e mezzo di personale qualificato troverà occupazione proprio in questi settori. Sia nel pubblico che nel privato.

Ecco i 5 lavori del futuro

Andiamo adesso a scoprire quali saranno, tra tutti i lavori del mondo, le 10 professioni emergenti 2019 e per gli anni a seguire.

Secondo uno studio di Linkedin diffuso dall’autorevole rivista statunitense di economia e finanza Forbes, nella prima parte degli anni ’20 di questo secolo, saranno circa 12 milioni i lavoratori che troveranno occupazione in questi settori:

  1. Machine learning engineer. Colui il quale è in grado di progettare macchine capaci di apprendere, attraverso conoscenze di algoritmi, software, deep e machine learning, ricerca.
  2. Data scientist. Possiede particolari competenze nell’ambito dei linguaggi di programmazione, data science e data mining, machine learning e analytics;
  3. Responsabili sviluppo delle vendite. Esperto di pianificazione finanziaria, sviluppo del business e delle start up.
  4. Customer success manager. Si occupa anche di seguire il cliente passo dopo passo nel tempo per verificare il grado di soddisfazione di un prodotto o di un servizio
  5. Big data developer. Sviluppatore esperto di big data, hadoop, java, hive, start-up.

E così, dopo aver analizzato in premesse le nuove professioni 2018-2019, adesso hai un quadro ancora più dettagliato di quelli che dovrebbero essere i nuovi lavori dal 2020 in poi.

Nuove professioni femminili

nuove professioniI lavori emergenti vedranno certamente protagonisti sia gli uomini che le donne. Anche se, stando a quanto rilevato da un’indagine condotta da condotta da Net Consulting Cube per conto di Ca Technologies, in questi lavori oggi  le donne svolgono ancora un ruolo minoritario.

In particolare nelle strutture informatiche e nei ruoli maggiormente innovativi. Le esperte in Internet of things, cyber security, data protection e mobile application sono intorno al 15-25%. Nelle Professioni dei Big Data tra cui big data engineer e i digital information officer il 25%. Ancora nessuna donna tra i data scientists nel campo dei data science.

Il ruolo in cui si registrano i dati migliori è quello delle esperte in metodologie agili e metodi di sviluppo del software. Ovvero dove si costituiscono team cross-funzionali e auto-organizzati con il coinvolgimento diretto del cliente, al fine di consegnargli il migliore software, il più adatto a lui e nel minor tempo possibile. Qui la presenza femminile raggiunge il 50% delle risorse impiegate. Perfetta parità di genere dunque.

Ma la presenza femminile nel settore tecnologico e dell’innovazione viene ritenuta fondamentale dagli esperti e dalla stragrande maggioranza dei responsabili delle risorse umane. Motivo per il quale questo gap andrà colmato quanto prima.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora adesso non ci rimane che scoprire come prepararsi a livello di studio per rendersi competitivi e idonei a ricoprire queste posizioni lavorative.

Nuovi lavori: idee per lo studio

All’interno di questo articolo abbiamo svelato quali saranno, con molta probabilità, i lavori emergenti del prossimo futuro a breve, medio e più a lungo termine.

Segnalando nuovi mestieri anticrisi e quindi anche i nuovi business del domani. Si tratta dunque di lavori redditizi, in quanto il mercato non è ancora saturo e le richieste sono tante, ma soprattutto s prevede che aumenteranno esponenzialmente nei prossimi anni, se non addirittura mesi.

Per tali ragioni è fondamentali acquisire in tempo utile le competenze necessarie, prima che possano farlo la potenziale concorrenza.

Giunti a questo punto, probabilmente ti starai chiedendo come fare a formarti e ad essere competitivo in questi settori. Non preoccuaprti, perché ti suggeriremo anche la soluzione. A questo proposito, infatti, devi sapere esistono alcuni corsi di laurea e master Unicusano, di I e II livello, in grado di preparati a dovere. Andiamo a scoprirli insieme nei prossimi paragrafi.

Prepararsi al lavoro del futuro: quale laurea scegliere

Alla lue dei dati che abbiamo visto e preso in esame e come riferimento fino a questo momento, possiamo affermare che le lauree più richieste nel futuro, soprattutto immediato con i nuovi lavori 2018-2019, riguarderanno le seguenti aree:

  • Economica e giuridica;
  • Medica e psicologica;
  • Ingegneristica;
  • Insegnamento e Formazione.

Senza dimenticare le lauree più richieste all’estero. Perché in aggiunta a quanto rivelato finora sui lavori emergenti, conseguire un titolo spendibile sia sul mercato europeo che su quello internazionale, oltre a quello italiano locale, rappresenta una certezza in più e un valore aggiunto determinante nel mondo del lavoro.

In questo caso ti suggeriamo di tenere in considerazione anche i corsi di laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e il corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali.

Lavori nuovi: quali master scegliere per essere al passo

E dopo i corsi di laurea più utili per perseguire i lavori emergenti del momento, passiamo ad una specializzazione più specifica e ancor più futuribile, se possibile. In questo settore Unicusano rappresenta un’eccellenza nel panorama formativo. Erogando master di I e II livello come:

  • Data Analyst;
  • Sicurezza delle reti informatiche;
  • Sistemi di gestione aziendale e gestione di impresa;
  • Gestione, controllo e manutenzione dei processi industriali;
  • Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili.

Ma questi sono solo di alcuni dei tanti corsi utili a conoscere meglio i lavori del futuro e trovarvi un’occupazione in ambito nazionale o estero. Se vuoi consultare l’elenco completo delle lauree e dei master disponibili, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo è tutto. Almeno per il momento si conclude qui la nostra guida sui lavori emergenti del prossimo futuro.

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Diritto feudale: quello che c’è da sapere

Stai cercando informazioni o nozioni di diritto feudale?

Allora ecco subito una buona notizia per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto. Sì, perché in questo articolo parleremo proprio di storia del diritto e, in particolare diritto medievale e feudale.

Se vuoi conoscere il sistema feudale riassunto in pochi ma esaustivi paragrafi, non perdere questa vera e propria guida sull’argomento.

Cercheremo di fornirti tutte le informazioni utili ed importanti sotto ogni punto di vista rilevante, dal punto di vista giuridico e non solo.

Cosa ne dici, ti abbiamo convinto? Molto bene, allora se vuoi saperne di più, non perdiamoci in chiacchiere e andiamo subito, dritti e spediti, al dunque. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Tesi in diritto del lavoro: argomenti e idee.

Feudalesimo: definizione e sistema

Nei prossimi paragrafi, dunque, ci proietteremo insieme in un viaggio virtuale nel tempo alla scoperta dei tratti caratteristici del diritto feudale: significato, storia, ma anche più in generale e di riflesso il suo sistema politico, economico e sociale. Insomma tracceremo un profilo davvero completo su questo tema. L’argomento ti interessa? Allora allaccia bene le cinture, perché partiamo subito. Buon viaggio.

Ricerca sul feudalesimo

Iniziamo dalle basi del feudalesimo e del diritto feudale: definizione e storia. Per farlo, citiamo uno dei primi risultati che otterresti facendo una ricerca su internet sul feudalesimo. Prendiamo cioè a riferimento quanto riportato da Wikipedia, che a sua volta cita autorevoli fonti di settore, come Storia medievale di Massimo Montanari (Laterza, 2006). Ecco un estratto di quanto riportato sulla popolare enciclopedia online:

«Il feudalesimo, detto anche “rete vassalla“, era un sistema politico, economico e sociale che si affermò nell’Europa occidentale con l’Impero carolingio (IX secolo) e con la morte di Carlo Magno, fino alla nascita dei primi Stati nazionali nel XIX secolo. In senso sociale ed economico fu un’evoluzione della società curtense. L’abolizione ufficiale del feudalesimo si ha nel 1806 da parte di Napoleone Bonaparte, più di tre secoli dopo la fine del Medioevo».

Più specificatamente riguardo l’ambito giuridico, la stessa fonte aggiunge anche che:

«Il feudalesimo fu il sistema giuridico-politico dominante tra i secoli X e XII. In seguito, la rinascita delle città e dell’economia monetaria ridimensionò molto questa istituzione, che comunque non scomparve. Anzi, tra XIV e XVI secolo si registrò in Europa un diffuso processo di “rifeudalizzazione“.

Con l’avvento degli Stati moderni il feudalesimo perse le caratteristiche giurisdizionali, ma mantenne quelle sociali e politiche fino a quasi tutto il XVIII secolo. In Francia venne abolito solo con la rivoluzione francese nel 1789, mentre altrove rimase vivo, almeno sul piano teorico, anche più a lungo, oltre la Restaurazione».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti procedendo spediti.

Piramide feudale: vassalli valvassori valvassini

La società feudale ci viene riportata dalla storiografia come un modello gerarchico, fondato su una piramide sociale particolarmente rigida, nella quale i ranghi inferiori erano completamente assoggettati ai primi.

In linea di massima, possiamo affermare che la piramide feudale fosse così costituita:

  • Governante. Un re, un nobile di alto rango o un autorità religiosa;
  • Vassalli. Nobili di medio rango;
  • Valvassori. Nobili di piccolo rango;
  • Milites e Caballari. Aventi il diritto e la possibilità economica di possedere un cavallo e un’armatura, nonché di partecipare alla vita delle corti nonostante privi di grandi risorse;
  • Liberi contadini;
  • Servi della gleba.

A sua volta la gerarchia interna alla nobiltà feudale, comprendeva in ordine di importanza gerarchica queste figure:  Imperatore, Re, Principe, Duca, Marchese, Conte, Visconte, Barone, Signore e Cavaliere.

La società feudale

diritto medievaleA quanto detto finora sulla gerarchia del tempo, possiamo aggiungere che il feudalesimo, e quindi il diritto feudale, si basavano sul presupposto che le persone di rango inferiore assumessero obblighi con i loro immediati superiore, cui dovevano il beneficio.

Per fare un esempio concreto, i piccoli proprietari terrieri privati ambivano ad affidare la loro proprietà ad un feudatario, diventandone vassalli, in modo da fare fronte alle difficoltà economiche. Ma su questo andiamo a scoprine di più nel prossimo paragrafo.

L’elemento giuridico del sistema feudale consisteva innanzitutto nell’immunità, ovvero il privilegio di non subire, entro i confini della signoria feudale, alcun controllo da parte dell’autorità pubblica. Questa prerogativa era associata alla concessione del diritto di giurisdizione nel caso di feudi più grandi. Mentre il diritto di giurisdizione era delegato ad amministrare la giustizia pubblica e a goderne i proventi nel caso di pene pecuniarie.

Infine, per completare il quadro, c’è da dire che la giustizia del re divenne giustizia comitale, amministrata cioè dai conti suoi vassalli.

Vassallo valvassore valvassino

Ma cos’era esattamente il vassallaggio nella società e nel diritto feudale?

Questo fenomeno altro non era che accordo di servizi reciproci tra una persona politicamente, economicamente e militarmente superiore e una meno influente. Il diritto, o meglio regime, di proprietà era dunque basato su questo tipo di spartizione del territorio.

Questo passaggio avveniva attraverso un rito di investitura, con il quale da una parte si giurava fedeltà, dall’altro si concedevano protezione, proprietà fondiarie e benefici economici.

Il termine utilizzato per indicare la prestazione lavorativa gratuita fornita dal vassallo al signore feudale è quello di Corvée e solitamente si svolgeva attraverso la coltivazione della terra.

Scendendo nella scala gerarchica giungiamo al valvassore. Si tratta di una sorta di vassallo minore, come un cavaliere o un prelato minore appartenente alla classe media, non legato direttamente al nobile, ma scelto a sua volta dal vassallo.

Il vassallo del valvassore, invece, era detto invece valvassino.

Diritto e feudalesimo: studi attinenti

Se sei alla ricerca di informazioni sul diritto feudale perché sei un appassionato di politica o uno studente di storia o giurisprudenza, potresti trovare davvero interessanti diversi corsi di laurea e master universitari erogati da Unicusano.

A partire dalla classica intramontabile e sempre utile laurea in Giurisprudenza, non a caso una delle più ambite. Un corso quinquennale in grado di infondere una formazione sul diritto e la sua storia a 360 gradi, nonché accesso a posizioni professionali specifiche come l’avvocatura, la magistratura e il notariato, ma anche nel pubblico impiego o in organismi istituzionali. E poi l’ambito politologico, con i corsi di laurea triennali e magistrali in Scienze Politiche.

Per non parlare dei master universitari dell’aera economico-giuridica, altro fiore all’occhiello dell’offerta formativa targata Università Telematica Niccolò Cusano. Dal master in Diritto del Lavoro, a quello amministrativo o della famiglia.

Questi sono solo alcuni dei tanti corsi previsti nella nostra vasta offerta formativa. Per visionare l’elenco completo ti consigliamo di visitare la sezione didattica del portale Unicusano.it.

E con questo è tutto, almeno per il momento. La nostra guida sul diritto feudale si conclude qui. Abbiamo riassunto i punti salienti dal punto di vista giuridico, ricostruito un po’ di storia e analizzato, di parole come vassallaggio e corvè, significato e caratteristiche principali. Ora sai tutto quello che c’è da sapere su questo argomento.

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Riciclaggio creativo: 5 idee per gli addobbi natalizi

Natale si avvicina e sei alla ricerca di spunti per fare riciclaggio creativo e creare addobbi per la tua casa o il tuo albero?

Allora ecco una buona notizia per te: ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, troverai una vera e propria guida sull’arte del riciclo. Noi ti forniamo qualche idea interessante su cosa e come riciclare per lavoretti fai da te. Ti spieghiamo come realizzarli, tu mettici un pizzico di fantasia per personalizzare il tutto. Prendilo come uno stimolante gioco per il cervello.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamoci in chiacchiere ed entriamo subito nel merito del riciclaggio creativo per ricavare addobbi natalizi davvero belli. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Idee low cost su cosa fare a Salerno e dintorni a Natale e durante tutto l’anno.

Idee riciclo creativo per un natale speciale

Nei paragrafi che seguono ti forniremo un vero e proprio riciclo creativo tutorial. Per arredare la tua casa a tema natalizio o il tuo albero simbolo della festa più bella dell’anno, in modo da creare la giusta atmosfera che merita. E quale modo migliore di farlo sfruttando il riciclaggio creativo? Andiamo a vedere come.

Riciclo creativo arredamento

Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta del mondo del riciclaggio creativo, con alcuni spunti per realizzare oggetti fai da te per addobbare la tua casa, o comunque i tuoi spazi, a tema natalizio. Dalla tavola alle porte e alle finestre, fino agli angoli della tua stanza. La prima

Ecco subito, per l’appunto, due idee fai da te:

  1. La Renna di legno. Una decorazione, un mobile, un segno inconfondibile del natale. Per realizzare il corpo basta un pezzo di legno forato in quattro punti. E proprio in questi ultimi puoi incastrare le zampe, costituite da quattro rametti più piccoli. Un altro pezzo di legno per la testa testa, alla quale aggiungere con due rami sopra, e il gioco è fatto. Rimangono solo due dettagli, non da poco: una pallina da attaccare una goccia di colla come naso e, magari, qualche pigna a mo di occhi e coda. Ancor più facile a farsi che a dirsi;
  2. Centrotavola natalizio. Per questo basta davvero poco, semplicemente riciclare oggetti che avrai certamente in casa. Come un bicchiere in vetro, una candela scaldavivande e qualche stoviglia vintage. Aggiungi qualche pigna e dei rametti di agrifoglio o di pino e avrai il tuo centrotavola a tema natalizio in poche facili mosse. Basta utilizzare le stoviglie come base, inserire la candela nel bicchiere scaldavivande, le pigne e rametti attorno. Il risultato? Elegante, affascinante e perfettamente coordinato all’atmosfera dell’occasione.

Cosa ne pensi di questi primi consigli di riciclaggio creativo per il Natale? Speriamo che ti piacciano, ma siamo solo all’inizio. Continua a leggere e vedrai. Buon proseguimento.

Riciclo creativo stoffa

Vediamo adesso come realizzare delle casette imbottite. Perfette come pensierini di Natale, per essere utilizzate come decorazione per l’albero o, semplicemente inserendo un anello, per diventare dei bellissimi portachiavi.

Realizzarle con degli spezzoni di stoffa, qualche piccolo scarto di feltro e dei bottoncini è semplicissimo. Ecco come:

  1. Prendi due ritagli di stoffa disegnaci sopra la sagoma di una casa. Quella classica formata sostanzialmente da un quadrato con un triangolo sopra come tetto;
  2. Una volta disegnata la sagoma, ritagliala e utilizzala per crearne e ritagliarne un’altra identica;
  3. Unisci le due sagome con un pezzettino di nastro decorativo che chiudiamo o cucendo i due laterali, lasciando libera la parte inferiore;
  4. Dal lato “aperto” della stoffa, introduci adesso del cotone come imbottitura;
  5. Adesso puoi cucire a macchina ripassando i punti e chiudendo anche la parte inferiore.
  6. Una volta che la base della casetta è ben chiusa, puoi decorare il fronte della casetta utilizzando dei ritagli di feltro e qualche bottoncino. Per rimarcare il tetto, puoi ritagliare un altro triangolino di stoffa di altro colore, magari bianco se non lo hai già utilizzato, e attaccarlo nella parte superiore. Quella triangolare, appunto.

arte del ricicloEd ecco che la tua casa di stoffa è pronta. Se inserisci in un angolo in alto l’anello di cui accennavamo in precedenza, potrai appenderlo in un rametto dell’albero di Natale oppure utilizzarlo come simpatico portachiavi a tema.

Volendo, se sai disegnare, puoi adattare questa stessa prassi per realizzare altre forme, come alberi, stelle o renne. Se non è arte del riciclo questa, cosa lo è?

Riciclo bottiglia di plastica o vetro

E a proposito di stoffa, passiamo al riciclo creativo bottiglie di plastica e del vetro. Sì, perché si tratta di elementi perfettamente combinabili assieme.

Devi sapere, infatti, che attraverso questi puoi anche creare dei fantastici gnomi di Natale. In che modo? In cinque semplici mosse:

  1. Prendi una bottiglia (magari non eccessivamente grande);
  2. Usa un cono di pannolenci come cappello dello gnomo;
  3. Incolla il cappello sulla bottiglia;
  4. Utilizza un po’ di cotone o pelliccia finta a mo di barba;
  5. Aggiungi una pallina di legno di stoffa come naso.

Et voilà: il tuo fantastico gnometto magico è pronto. Facile vero? E vedrai che risultato: garantito. Uno dei risultati migliori co il minimo sforzo del riciclaggio creativo sotto le feste.

Riciclo creativo carta

Parlando di riciclaggio creativo, non poteva mancare un approfondimento dedicato alla carta. E proprio all’utilizzo della carta fa riferimento la nostra quinta idea per le decorazioni di Natale.

Se in casa hai dei vecchi giornali o riviste da buttare, anziché gettarli puoi ancora riutilizzarli in maniera creativa. Per fare cosa? Ma un bellissimo alberello di Natale di carta naturalmente.

Inizia creando alcuni cornetti con le pagine della rivista. Ricordati di fermateli aiutandoti con una cucitrice nei punti più stabili. A questo punto, incolla sopra ad un bastone di 25 centimetri i rami di carta che hai preparato.

Infine, in cima, puoi decorare il tutto con un bel fiocco colorato. E ancora una volta, il gioco è fatto. A questo punto l’arte del riciclo creativo non ha più misteri per te.

Riciclo creativo bambini

Concludiamo questa nostra guida sul riciclaggio creativo, sottolineando la sua importanza sia per i bambini che per gli adulti, in particolare nel periodo festivo.

Perché il Natale non è solo regali. A costituire il vero Natale è l’atmosfera, la gioia, il calore dello stare insieme e volersi bene, il sapersi adattare anche con poco e stringersi l’un l’altro. La cena della vigilia e il pranzo di Natale contribuiscono fortemente, in maniera decisiva, a creare questo senso di unione, comunione e appartenenza. Che proprio per questo non è e non deve essere sinonimo di spreco.

L’arte del riciclo creativo può sintetizzare tutto ciò: è un gioco per i bambini, un modo per stare insieme, valorizzare quello che si ha, creare qualcosa insieme e non sprecare nulla. Il modo migliore per passare le feste natalizie e imparare un po’ di fai da te. Non credi?

E con questo tutto, la nostra guida almeno per il momento si ferma qui. Se l’argomento ti è piaciuto, ricorda che sul web ci sono diversi tutorial sul riciclaggio creativo, da youtube ai tanti siti dedicati al tema. Basta cercarli, anche se siamo convinti che anche tu potresti crearne uno con tutti gli spunti che ti abbiamo dato in questo articolo.

A questo punto non ci rimane dunque che augurarti Buon Natale e buon fai da te. Auguri.

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Cos’è la dislessia: quello che devi sapere

Stai cercando informazioni su cos’è la dislessia?

In questo articolo cercheremo di metterti al corrente di tutto ciò che c’è da sapere su questo tema. Dalla definizione alle cause, da come riconoscerla attraverso gli appositi test, a chi sono i dislessici famosi. Giusto per farti capire che non c’è alcun motivo per sentirsi inadeguati se si ha questo disturbo. Insomma, siamo pronti a fornirti una vera e propria guida sull’argomento.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito di cos’è la dislessia. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Giochi per il cervello: i 10 da provare assolutamente.

Dislessia: cos’è

Nei paragrafi che seguono andremo dunque a capire meglio cos’è la dislessia, compresi quali studi fare per approfondire ulteriormente questa tematica. Cominciamo subito.

Dislessia: significato

Iniziamo questa nostra guida dalle prime due cose da sapere sulla dislessia: definizione e significato.

Ecco cosa die in merito il vocabolario Treccani:

«Disturbo, generalmente di tipo neurologico, rilevato soprattutto a carico dei bambini, consistente nell’incapacità di apprendere a leggere con rapidità e l’abilità normali per una data età e conformi al rendimento del soggetto in altre attività».

La stessa autorevole fonte, nella sua enciclopedia specifica che è possibile distinguere tra:

  1. Dislessia evolutiva, i cui sintomi si manifestano durante la fase di apprendimento della lingua scritta;
  2. Dislessia acquisita (cioè dislessia adulti), sopraggiunta in persone adulte che avevano precedentemente acquisito in maniera normale la capacità di leggere, in conseguenza di lesione cerebrale, molto spesso a carico del giro angolare e di quello sopramarginale dell’emisfero sinistro.

Aggiungiamo anche la definizione di dislessia Wikipedia, che cita autorevoli fonte del settore:

«La dislessia, nota come disturbo della lettura, è una condizione caratterizzata da problemi con la lettura e l’incomprensione del labiale, nonostante chi ne soffra abbia un’intelligenza normale. Diverse persone ne sono colpite in misura diversa.

I problemi possono includere difficoltà nella pronuncia delle parole, nella lettura veloce, nella scrittura a mano, nella pronuncia delle parole durante la lettura ad alta voce e nella comprensione di ciò che si legge.

Spesso queste difficoltà vengono notate inizialmente a scuola».

Inoltre, in caso di compromissione totale delle capacità di lettura si parla di Alessia (dall’inglese Alexia). Bisogna poi specificare che tali difficoltà sono involontarie e le persone con questo disturbo hanno un normale desiderio di apprendimento.

Ora che abbiamo compreso un po’ meglio cos’è la dislessia e come riconoscerla, cerchiamo di analizzarne cause e sintomi.

Dislessia: cause

A questo punto, ti starai probabilmente chiedendo quali sono le cause della dislessia.

È importante chiarire, così come abbiamo già accennato, che essa non dipende da un deficit di intelligenza. E nemmeno da problemi ambientali o da deficit di tipo neurologico o sensoriale. Piuttosto i dislessici hanno un cervello che funziona in modo diverso. Inizialmente alcuni ricercatori hanno cercato di correlare l’incapacità di vedere chiaramente le lettere allo sviluppo anormale delle loro cellule nervose visive.

In epoca più recente, gli studi sulla materia si sono concretate principalmente su due direzioni:

  1. Neuroanatomica
  2. Genetica

Nel primo caso, in particolare nel corso dell’ultimo decennio, gli studi sull’attivazione cerebrale condotti con la moderna tecnica della tomografia ad emissione di positroni (PET) hanno consentito notevoli passi avanti in merito alla comprensione della base neurale del linguaggio. Da qui prende forza la cosiddetta teoria cerebellare della dislessia.

Secondo quest’ultima la compromissione del movimento muscolare, controllato dal cervelletto, influenzerebbe la formazione delle parole che hanno bisogno dei muscoli della lingua e facciali per essere formulate. E proprio ciò sarebbe alla base dei problemi di scioltezza di cui soffrono diversi dislessici.

Dal punto di vista della genetica, invece, gli studi suggeriscono che uno sviluppo corticale anormale si verifichi prima o durante il sesto mese di sviluppo del cervello del feto. In alcuni dislessici sono state notate formazioni di cellule anormali nelle strutture cerebrali e sottocorticali non linguistiche.

Dislessia: sintomi

Ok, ora sappiamo cos’è la dislessia, ma attraverso quali sintomi possiamo riconoscerla?

Secondo quanto suggerisce un’attenta lettura di testi come Mechanisms of left-right asymmetry and patterning: driver, mediator and responder di Hamada, Hiroshi e Tam e Patrick P.L, possiamo affermare che, per quanto riguarda in particolare la prima infanzia, potrebbero essere sintomi di dislessia:

  1. L’insorgenza ritardata della parola;
  2. La difficoltà nel distinguere la destra dalla sinistra;
  3. Difficoltà di direzione;
  4. Mancanza di consapevolezza fonologica;
  5. Facilità di essere distratti a causa di rumori di sottofondo.

Pr quanto concerne i bambini in età scolare, invece, potrebbero costituire dei sintomi di dislessia la difficoltà nell’individuare parole in rima o il contare il numero di sillabe, come suggerito in Dyslexia and Related Disorders. A cui potremmo aggiungere quanto sostenuto da Lindsay Peer e Gavin Reid in Multilingualism, Literacy and Dyslexia, ovvero che un altro sintomo può essere la difficoltà nel segmentare le parole in singoli suoni o fondere suoni nella produzione di parole. Ed infine la difficoltà nel nominare gli oggetti o ricercare la parola giusta. Inoltre, più in generale, le persone con dislessia hanno spesso scarse capacità ortografiche, quindi presentano disortografia e disgrafia.

Test dislessia

Prima di concludere la nostra guida su cos’è la dislessia, ti segnaliamo che non tutti i casi di difficoltà di lettura rientrano in questo disturbo. Tale difficoltà, infatti, può ad esempio essere causata da un insegnamento insufficiente o da problemi di udito o di vista. In questi casi non si parla di dislessia.

Mentre il disturbo vero e proprio, piuttosto, viene diagnosticato attraverso una serie di test, come l’Evaluating a child for a reading disorderche o l’Evaluating an adult for a reading disorder. Questi prendono in esame, oltre alla vista, la capacità di lettura, l’ortografia e la memoria. Per maggiori approfondimenti o specializzarti in questa tematica, ti consigliamo il nostro Master I Livello in Diagnostica e riabilitazione delle sindromi autistiche e altri disturbi della comunicazione

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Film sulla cucina: ecco quelli da vedere assolutamente

Sei uno chef o un amante del cinema e vorresti vedere qualche bel film sulla cucina?

Allora abbiamo una notizia davvero interessante per te. E cioè che ti trovi decisamente nel posto giusto. In questo articolo, infatti, andremo alla scoperta delle migliori pellicole a tema film su cibo e cucina. Dai quelli per imparare a cucinare ai film da vedere con gli amici.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire di più: i film sul cibo, la cucina e i cuochi ci aspettano.

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Film e cucina: l’appetito vien guardando

Nei prossimi paragrafi andremo dunque a conoscere meglio i film sulla cucina più belli di sempre. Film belli da vedere, ma anche in grado di far venire l’acquolina in bocca. Per questo è proprio il caso di augurarti buona lettura, buona visione e anche buon appetito.

Sapori e dissapori

Inauguriamo la nostra carrellata di film sulla cucina, con una pellicola che ha come protagonista una chef di successo di nome Kate, interpretata dalla bella e brava attrice Catherine Zeta-Jones. Un vero e proprio film sui cuochi e sulla competizione in cucina.

Nel caso specifico Kate si sente minacciata dalla presenza di Nick (alias Aaron Eckhart), capace e simpatico chef assunto come secondo chef nel suo stesso ristorante, quando la protagonista avrà bisogno di assentarsi da lavoro per un breve periodo per prendersi cura della nipote, la piccola Zoe, dopo la morte della sorella.

Uscito nelle sale nel 2007 e diretto da Scott Hicks, si tratta del remake statunitense di una pellicola tedesca del 2001: Ricette d’amore di Sandra Nettelbeck.

Chef – La ricetta perfetta

Altra competizione tra chef, altro film sulla cucina.

Per essere più precisi, in questo caso a sfidarsi sono il noto Carl Casper (interpretato da Jon Favreau) e il critico gastronomico Rmasey Michel (alias Oliver Platt). La cucina di Casper aveva sempre riscosso pareri positivi, fino alla stroncatura dello stesso Michel.

Lo chef, pasticciando con i social network, attacca duramente il suo antagonista e lancia una sfida allo stesso critico. Come finirà?

Il pranzo di Babette

Continuiamo la nostra carrellata di film sulla cucina con una trama un po’ più complessa.

Ci troviamo in un piccolo villaggio della Danimarca intorno alla fine del XIX secolo. È proprio qui e in quest’epoca che vivono due anziane sorelle, Martina e Philippa, figlie di un pastore protestante, decano e guida spirituale del luogo.

A seguito della morte del padre, le sorelle, i cui nomi sono ispirati da Martin Lutero e Filippo Melantone, si ritrovano ad ereditare la direzione della locale comunità religiosa. Ciò nonostante, le due continuano a condurre una vita semplice, senza accettare proposte di matrimonio e, soprattutto, prodigandosi per per aiutare i più sfortunati.

È proprio così che incontrano la parigina Babette Hersant e la loro storia si intreccia con la sua. Babette è sfuggita alla repressione della Comune di Parigi, nella quale ha perso il marito ed il figlio.

Un giorno Babette riceve dalla lotteria francese una vincita di diecimila franchi d’oro alla lotteria, con i quali decide di dedicare un pranzo alla memoria del pastore padre di Martina e Philippa, in occasione del centenario della sua nascita. Ed è così, dalla magia che scaturisce dalla bontà del cibo, ma anche dall’atmosfera e dall’amore con cui i piatti sono stati cucinati da Babette, che tutti diventano gioviali e felici.

La cuoca del Presidente

film sui cuochiFilm sulla cucina francese del 2012 diretto da Christian Vincent. La trama è ispirata alla vita di Danièle Mazet-Delpeuch. Di chi si tratta? Della cuoca personale del presidente François Mitterrand dal 1988 al 1990. Una donna dal carattere forte, nominata a sorpresa responsabile della cucina dell’Eliseo, grazie alla sua genuinità. Ma come si rapporterà con il dietro le quinte delle stanze del potere?

Il titolo originale in lingua madre è Les Saveurs du palais e ad interpretare la protagonista è l’attrice Catherine Frot. Mentre il ruolo del presidente viene impersonificato da Jean d’Ormesson.

Amore, cucina e curry

Ed eccoci alla categoria film di cucina e amore. Per l’esattezza si tratta dell’adattamento cinematografico del romanzo di Richard Morais dal titolo Madame Mallory e il piccolo chef indiano.

Al centro della storia le vicende della famiglia Kadam di Mumbai che, trasferitasi in Europa, più esattamente nel sud della Francia a Saint-Antonin-Noble-Val, apre un ristorante tradizionale della loro cucina tipica. La concorrenza però è forte, soprattutto da parte di Madame Mallory e il suo locale: Le Saule Pleureur. La Mallory è infatti un’austera chef di fama internazionale, insignita persino dalla Guida Michelin.

Dalla rivalità fra questa e il giovane Hassan nascerà una vera e propria guerra tra culture culinarie. Chi avrà la meglio e, soprattutto, come evolverà il rapporto tra i due? Lo scopriremo solo guardando il film.

The Ramen Girl

Ecco un altro dei film più belli da vedere sulla cucina. Protagonista una giovane studentessa americana, interpretata da Brittany Murphy, che dopo essere stata abbandonata dal fidanzato si ritrova da sola a Tokyo. Finché inizierà a lavorare in un bistrot di ramen. Ed è proprio dalla sua storia che si sviluppa questo bel film sulla cucina giapponese.

Il ramen, infatti, è un tipico piatto nipponico a base di di carne o pesce sotto forma di spaghetti o tagliatelle all’uovo in brodo.

Cook Up a Storm

Una volta addentrati nella cultura asiatica, passiamo ad un film sulla cucina cinese. Incentrato su una competizione culinaria internazionale che vede sfidarsi, tra gli altri, un cuoco cantonese e uno stellato chef francese.

I due scopriranno di avere molto in comune, nonostante partito da due cucine completamente differenti per sapori, tradizioni e cultura. Da una parte un cuoco famoso per il suo cibo cantonese di strada e l’altro un chef raffinato europeo. Cosa verrà fuori e quale rapporto si svilupperà mescolando le loro abilità, in una fusione tra Oriente e Occidente?

Scoprilo guardando questo film sulla cucina 2017, quindi abbastanza recente.

Comme un Chef

Film sulla cucina molecolare e al nouvelle cuisine e non solo.

Uno dei due protagonisti, Alexandre Lagarde, è un grande chef in crisi di ispirazione e, soprattuto, è assediato da rampanti adepti delle nuove forme e tenenze della cucina. Riuscirà a districarsi e a ritrovare la vena di un tempo? Non possiamo certo spoilerare il finale, ma ti diamo un’anticipazione: l’incontro con l’altro protagonista cambierà il loro destini. Lui è Jacky Bonnot, giovane cuoco dall’innato talento tra i fornelli, ma reduce dall’ennesimo licenziamento.

Il resto ce lo racconta questa pellicola del 2012 diretta da Daniel Cohen. Ad interpretare i due protagonisti sono due grandi artisti:

  1. Jean Reno interpreta Alexandre Lagarde;
  2. Michaël Younnei panni di Jacky Bonnot.

Il film è una commedia che vede per protagonisti due cuochi, interpretati da Jean Reno e Michaël Youn, il cui incontro cambierà in positivo il destino di entrambi.

Film di cucina: altre pellicole da non perdere

Quelli che ti abbiamo presentato finora sono solo alcuni dei tanti film sulla cucina che hanno contribuito a fare la storia del cinema. A loro abbiamo dedicato un focus specifico con l’intenzione di soddisfare quanti più generi cinematografici possibili. Ma meritano certamente altrettanta considerazione cinque lungometraggi come:

  1. Il sapore del successo, di John Wells del (film sulla cucina 2015);
  2. Julie & Julia, di Nora Ephron (2009);
  3. Chocolat, di Lasse Hallstrom (2000);
  4. Rataouille, prodotto dalla Pixar (2007);
  5. Soul Kitchen, di Fatih Akin (2009).

E con questo si conclude la guida Unicusano sui film sulla cucina. Adesso non rimane che sceglierne quale guardare per primo. Magari davanti a qualcosa da sgranocchiare.

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